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StefaniaSent: Saturday, January 08, 2011 1:46 AM
To: confid@confidenzialmente.com ; webmnt@confidenzialmente.com
Subject: insalata senza il rospo parte seconda
Non č obbligatorio
Cara Marzia,
ti scrivo ancora una volta come ad un'amica fidata che nel corso degli ultimi anni mi ha sempre saputo consigliare saggiamente. Ti scrissi una anno e mezzo fa (titolasti allora la mia email "insalata senza il rospo") e tu, prontamente all'epoca, ipotizzasti una situazione a proposito della persona di cui ti parlavo che nel tempo si è rivelata vera. La persona in questione era coinvolta in una relazione che stava chiudendo e che non le permetteva al momento di comportarsi liberamente con me e di invitarmi ad uscire. Io all'epoca preferii non incoraggiare quel colloquio chiarificatore che lui offriva, pensando appunto che le ragioni fossero queste e lasciai cadere la cosa con la scusa che stavo in partenza. Diversi mesi dopo, rincontrandolo, mi informò che aveva cambiato casa (quasi a voler sottolineare/chiarire una nuova posizione) e mi invitò ad uscire. Io accettai, ma molto cautamente. Nel senso che gli incontri erano molto sporadici, per mio volere. Si è trattato di un cinema, una pizza ma senza andare oltre, tanti dialoghi per conoscersi meglio. Poi solita mia pausa estiva perché parto per tutta l'estate per motivi diversi. Certo mi mancava. Non avevo però il coraggio di scrivergli perché, prima di partire, avevo disdetto all'ultimo un nostro appuntamento e poi lo avevo salutato di persona dicendo che partivo per l'estero. Ci rincontriamo casualmente su un treno ad ottobre (non sai quanto ho sperato in questo accadimento...) e basta scambiare due chiacchiere per capire quanta felicità c'è da parte di entrambi nel rivedersi. Da lì a poco ci sentiamo per email e lui mi propone un' altra uscita. Da questo punto in poi inizia una frequentazione che questa volta è regolare (perché sento con forte convinzione che non devo negarmi la possibilità di approfondire con questa persona che, a differenza di quelle frequentate prima, reputo veramente speciale). Sono di nuovo serate per un cinema e delle cene sempre piacevolissime, specialissime con grande coinvolgimento emotivo di entrambi. Un bel dialogo, la voglia di stare insieme e raccontarsi la vita che viviamo, riflettere, commentare quello che accade. L'argomento dei rispettivi passati sentimentali non viene toccato da nessuno dei due. Oggi però, dopo un fine settimana passato insieme ed essendo entrati in un grado di intimità più profonda, usciamo per un po' perché vuole mostrarmi il quartiere dove vive e ci fermiamo in un caffè. Ad un certo punto la domanda di lui "tu peré non ti sei mai sposata e non hai avuto figli?". Sapevo che prima o poi si sarebbe andati sull'argomento. Ero un po' intimidita, ma alla fine decido di rispondere. Gli dico che riguardo ad un figlio ho una concezione che lo vede solamente come frutto di amore profondo, un'espansione di questo (insomma non per altri scopi come ad. es. non rimanere soli, scadenza dell'orologio biologico, ecc.). I miei genitori mi hanno trasmesso questa visione che io condivido appieno. Lui mi dice che gli piace molto la mia risposta... diciamo che ci concentriamo su questa domanda, tanto che non mi ricordo se abbia risposto anche alla prima. Dopodiché gli rivolgo la stessa domanda, e a questo punto mi racconta per la prima volta del suo passato. Mi dice che ha avuto un lunga convivenza, e ad un certo punto con la sua compagna hanno deciso di provare ad avere un bambino ma è una cosa che non è mai accaduta (aggiunge pure che forse anche per le tensioni che avevano, il bambino non è mai arrivato). Mi dice che il motivo per cui ha cambiato casa è stata proprio la fine di questa relazione. Mi parla di un rapporto nel quale ad un certo punto lui non sapeva perché continuava a starci. Mi fa, come al suo solito, una delle sue metafore per descrivermelo. Mi dice che si è trattato di una mezza luna molto luminosa, bella ma che non è mai diventata luna piena, pur avendo provato amore per questa donna. Io lo ascoltavo, stando in silenzio per non perdere nessuna parola... e lui mi chiedeva cosa ne pensavo, quasi preoccupato da un mio giudizio (che a differenza sua non ho alle spalle convivenze, tranne gli spazi di una vacanza più o meno lunga). Mi chiedeva se si fosse spiegato bene, se volessi fare altre domande. Non me la sono sentita di fare altre domande. Certo adesso nella mia mente ce ne sono molte, e la mia richiesta di consiglio è questa: è giusto fare queste domande che io sento (es. chi ha deciso di finire la relazione, se ha definitivamente chiuso con questo passato a livello emotivo ed altro). Non so come comportarmi, se iniziamo a fare dei discorsi sul suo passato (ma anche sul mio) e ne parliamo troppo, forse roviniamo il nostro presente. Mi sembra che ci tenga davvero molto a me. A capodanno mi ha portato ad una festa in Abruzzo dagli amici del suo amico di infanzia e dalla di lui moglie che io non avevo mai visto. Il giorno dopo ci ha tenuto a dirmi che ero piaciuta a tutti. Non so Marzia davvero quello che devo fare. Non ti nascondo però che probabilmente per miei limiti, mi sento confusa da questa rivelazione, timorosa per quello che lui può aver vissuto. Forse sono gelosa del suo passato? (Non però di questa donna, perché sì vedeva che ne parlava con distacco, e soprattutto vedo con quanta premura ed amorevolezza tratta me). Io del mio non gli ho ancora detto nulla. Marzia è giusto raccontarsi le reciproche esperienze sentimentali e le persone che ne hanno fatto parte, nel momento in cui si approfondisce una nuova relazione? È opportuno, o si rischia solo di dare vita a dei fantasmi che stanno nei nostri armadi, di alimentare gelosie, dubbi e perplessità magari avvelenando un bell'amore nascente. Io per il momento non credo che riaffronterò di mia iniziativa l'argomento, anche se ripeto sono tante le domande che si aggirano nella mia testa. Non ci si può accontentare delle minime informazioni e pensare semplicemente a vivere la storia presente? O il passato è sempre qualcosa con cui dobbiamo fare i conti, sia che ci appartenga o sia quello di persone a noi tanto vicine? Grazie in anticipo per la via che come al solito saprai con cura mostrarmi.
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Cara Stefania,
trovo la tua mail molto equilibrata. Nello stesso tempo, però, non vorrei che, vivendo una storia così serena e costruttiva, la sciupassi con elucubrazioni mentali che non hanno senso e rischiano davvero di mettere il vostro rapporto in difficoltà.
Lui ti ha raccontato la sue esperienza precedente, perché si lega molto al seguito fra voi. Con quella donna ha convissuto, con lei ha cercato di costruire un rapporto definitivo. È stato molto corretto prima di approfondire il legame con te, l'averla lasciata. Altri uomini non avrebbero avuto tanto riguardo.
Mi sembra anche che ti abbia dimostrato attenzioni, riguardo e si predisponga ad un futuro con te. Che poi sia stata lei a chiudere la relazione o sai stato lui, non ha davvero importanza, visto che è ben evidente che lui non ne soffre e anzi la vive come una liberazione. Qualche domanda avresti potuto farla al momento, ma adesso ti sconsiglierei di tornarci sopra. Soltanto se lui riaffronta l’argomento, ma con molta cautela e senza cadere nel trabocchetto della gelosia retrospettiva.
Per quanto invece riguarda il tuo passato, non sei davvero tenuta ad entrare nei particolari. È sufficiente spiegare che hai avuto alcune storie brevi e di poca importanza, che non sei stata tentata di renderle definitive. Precisagli anche che, per la prima volta, ti senti coinvolta al punto da desiderare un rapporto duraturo, insomma le basi di un’unione solida… se lui lo vorrà. Mi sembra più che sufficiente. Siete adulti. È perfettamente logico e normale che tu non abbia fatto vita da reclusa e che abbia avuto incontri precedenti. Altrimenti saresti una monaca, o un eremita e vorrebbe anche da pensare che nessun uomo sia stato attratto da te. Non mi sembrerebbe davvero lusinghiero.
Per questo ti esorto a stare tranquilla, non obbligata a raccontare il tuo passato. Già la risposta, sulla mancata maternità, è stata davvero importante e profonda e lui l’ha apprezzata. Non ricordo i tuoi anni, né i suoi, quindi non so sei ancora in tempo a formare un famiglia completa e a dargli un figlio.
Può darsi che la sua domanda sia stata proprio volta a questo, a sapere se tu vuoi o sei in grado di concepire un figlio. Però, se come sento, il sentimento che vi lega è importante, tutto il resto diventa secondario.
Ti abbraccio, Marzia