----- Original Message -----

From: Francesco

To: <confid@confidenzialmente.com>

Sent: Monday, March 06, 2006 3:29 PM

Subject: crisi matrimoniale

 

Non è un reality show

Cara Marzia mi chiamo Francesco e mi rivolgo a lei forse solo per scaricare un po' la tensione, per avere un consiglio...
Annamaria ed io siamo sposati da quasi nove mesi e qualche giorno fa da parte sua è nata una crisi molto grande: non ama più!!
Abbiamo parlato molto ed io ho riflettuto molto; sono conscio di aver sbagliato tante cose nel nostro rapporto la principale è quella di essermi chiuso e di aver trascinato anche lei fuori dal mondo, staccati dal resto del mondo o quasi.. Non che io le abbia mai impedito di vedere altre persone ma "inconsciamente" lo tenuta tutta per me.
Le ho espresso la mia voglia di cambiare di essere diverso non per lei ma per noi, perché ciò che provo per lei è davvero grande.
Sabato le ho preparato una sorpresa, dei semplici fiori e qualche ricordo del matrimonio, e siamo usciti a cena... booom si scioglie mi dice che non sa bene cosa prova ma mi vuole bene e vuole darci un'altra possibilità; non mi "gaso" molto e rimango con i piedi per terra ma cerco di esprimere tutto quello che ho
dentro con carezze, gesti dolci e parole.. Tutto bene fino a ieri verso pranzo poi di nuovo crisi... "sono vuota dentro, provo molta confusione, non so neanche io cosa provo ma non ti amo e tu non mi puoi obbligare a questo… vorrei tornare indietro e ricominciare ma non si può oppure vorrei farla finita per non far più soffrire nessuno né te né altri"
Ho cercato di calmarla quanto possibile ma lei è sempre così... NON SA.
So che con queste poche cose che le ho detto lei non potrà capire tutto ma già poter scrivere e spiegare a qualcuno tutto questo mi dà un po' di sollievo...
Grazie per una sua eventuale risposta.   


 

Caro Francesco,

storie, come la tua, mi riempiono di amarezza. Perché dimostrano come alcuni ( i più) di avvicinino al matrimonio con superficialità e, con altrettanta immaturità e purtroppo egoismo, illudano se stessi e gli altri, causando sofferenza.

Penso che, prima di sposarvi vi siate frequentati o no? E proprio dopo questa frequentazione, o rapporto, siete arrivati alla decisione di sposarvi. Tu la ami e stai soffrendo, ma suppongo che anche lei, nel periodo precedente il matrimonio, abbia espresso di amarti e in qualche modo lo abbia manifestato: com’è che, dopo soli nove mesi di convivenza, riesce a dire che non ti ama più?

Non siamo in certi paesi di cultura non occidentale dove gli sposi, prima di arrivare alla cerimonia nuziale ,non si sono mai visti e, appena bambini inconsapevoli, sono stati vincolati da una promessa sottoscritta dalle proprie famiglie. Non credo quindi (malinconica ironia) che a tua moglie sia stato imposto il matrimonio contro la sua volontà e quantomeno spero che qualcuno le abbia spiegato che una vita in comune è soprattutto adattamento e comprensione e vera conoscenza e non soltanto spensierate occasioni di gioco e leggerezza, che certo non sono da escludersi, ma non fanno parte della quotidianità di chi, giorno dopo giorno, dovrebbe consolidare un progetto di famiglia.

C’è perfino da domandarsi se sia stata più la cerimonia nuziale, con i vari costosi contorni (abito, pranzo, parenti, amici, doni di nozze, etc) a incantare la sposa, più che la scambievole promessa, alla quale, sempre meno, si dà significato ed importanza.

Ciò detto, vanno considerati, tuttavia, vari fattori, a partire da quelli che io stessa definisco "il risveglio del giorno dopo": finita la favola festosa, arriva la normalità. E, forse, da quasi subito, si modificano il desiderio e la passione che prima erano sostenuti  più dall'istinto e dagli incontri a volte difficoltosi, che dalla profondità del sentimento, quello che apprezza più la tranquillità piuttosto che l'avventura. Se l’amore non è profondo, il malessere, che è un po’ comune a tutti (anche quando non lo si ammette) ma nel giro di pochi giorni passa, per alcuni ( o molti) si aggrava. La tranquillità diventa monotonia nella realtà del tran tran quotidiano.

Non mi dici se tua moglie ha anche un’occupazione fuori casa. Se non è così, immagino che si sia trovata sola tutto il giorno, o quasi, impegnata con le normali occupazioni domestiche che,  sia pure impegnative, oltre che poco divertenti, non richiedano l’impegno di tutta una giornata fuori e dentro casa, ancora più complicata se ci sono bambini. Da tutto questo, purtroppo, a volte (e per tua moglie sembra essere così), la monotonia diventa noia che è davvero una pessima consigliera e trascina in direzioni sbagliate.

Inoltre tu stesso ammetti di averla in qualche modo isolata, escludendola, se non del tutto, quasi, dal contatto col mondo. Tutto questo può averle fatto intravedere una vita futura di annullamento, perdita d’identità o, quantomeno, priva di emozione ed entusiasmo.

Bene, però, sarebbe stato, da parte di tua moglie, affrontare immediatamente l’argomento, piuttosto che aspettare nove mesi per "partorire" la fine di un amore.

Dall’altra parte (la tua) c’è un marito che lavora, torna stanco la sera, tutto il giorno pregusta il momento in cui troverà una moglie carina e innamorata e piena di attenzioni e trova invece mutismi che però non sa approfondire. Il fidanzamento e la festa di nozze sono finiti, a casa c’è una donna che si sente delusa e incompresa e che non ha proprio voglia di prendere iniziative, ma semmai si aspetta che sia il compagno a prenderle, a farle dimenticare la solitudine di una giornata. Magari non aspetta altro che di poter uscire e svagarsi. E traduce tale privazione con l'egoismo del marito e non si rende conto che anche le sue aspettative rasentano l'egoismo e basterebbe un minimo di comprensione e dialogo per venirsi incontro. Come la solito, le colpe, se tali si possono chiamare, sono reciproche.

Solo che tu sei innamorato e ti disperi, per lei che dichiara di non amarti più, ma che "tenterà" si salvare il matrimonio, esprimendosi come potrebbe una donna frustrata ed infelice, sposata da vent’anni.

E’ chiaro che io conosco solo la tua versione, un po’ imprecisa, e non le ragioni di lei ( che potrebbero anche essere gravi), so però, di certo, che nove mesi sono davvero pochi per smettere di amare, a meno che, già da prima, il sentimento fosse fragile, poco convinto o poco sincero. Ma allora perché sposarsi?

Se è vero, come detto sopra, che i primi mesi di convivenza sono i più difficili, proprio perché si passa da un’ euforia festosa a una quotidianità che improvvisamente sembra appiattire e banalizzare il rapporto, rendendolo pesante, è anche vero che, se c’è amore, le difficoltà si superano, eccome!

Un dubbio:  forse tua moglie ha voluto solo spaventarti e metterti in guardia perché tu provveda? Lo spero. O ha motivi di forte delusione che non ha il coraggio di esprimere?

Un donna ama sentirsi desiderata e un po’ viziata, specie se è lo è stata nella famiglia di origine, forse questo è mancato a tua moglie. Non conosco la sua età, forse è immatura, anzi di certo lo è, indipendentemente dall’età. Non voglio credere che si sia già lasciata distrarre da una qualche tentazione, perché allora davvero non meriterebbe nemmeno un minimo di comprensione.

Forse, prima di avvicinarsi ad un matrimonio o convivenza, bisognerebbe sottoporsi a qualche test psicologico o psichiatrico per capire se la scelta è meditata o si tratta solo un approccio ad una sorta di esperimento o vacanza o avventura o… reality show. Pochi mesi e si ritorna a casa.

Il consiglio? Sii paziente, ma anche cerca di essere come eri prima di sposarti, come le sei piaciuto. Non mostrati monotono o noioso o imbronciato, evita i lunghi silenzi, per un po’ non tornare sull’argomento crisi, non essere assillante, anche se pronto a intervenire nel caso di qualche nuovo sintomo o segnale. E non dimenticare, e ricordalo anche alla lei, che non si devono tener dentro a incancrenirsi le ragioni del proprio malessere. I dialogo è fondamentale per poter capire ed eventualmente rimediare.

Coraggio e avanti, dalle il tempo che chiede, apprezza (bontà sua) che voglia "salvare" il matrimonio. E, se non si salvasse, ringrazia il cielo che non si sia protratto per vent’anni, trascinandosi senza amore.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde