----- Original Message -----
From: Lorena
To: confid@confidenzialmente.com
Sent: Wednesday, August 22, 2007 6:30 PM
Subject: ossessione
Non è soltanto curiosità
Cara Marzia,
ringraziandoti per le riflessioni con cui rispondi alle persone che si rivolgono a te, ti scrivo per cercare di raccontare la situazione in cui mi trovo, anche se non è mai facile riassumere quello che si sta vivendo.
Ho 35 anni e da dieci ho un compagno fisso con il quale tuttavia non convivo.
E' un rapporto che si è progressivamente logorato, direi per scarsa compatibilità di carattere, e che pur nella sua pesantezza mi costringo ad accettare per una serie di motivi pratici.
Ormai due anni fa mi sono trovata ad affrontare un lutto molto grave e improvviso, che ha stravolto la mia vita e mi ha costretto a fare i conti con una serie di difficoltà psicologiche e anche pratiche a cui non ero abituata. Per impegni di lavoro, il mio compagno in quel periodo non è stato presente tanto quanto forse sarebbe stato necessario, e questo ha provocato un allontanamento interiore definitivo da parte mia.
Purtroppo per non trovarmi sola rimango con lui, e se anche ho cercato in molti modi di fargli capire che è una storia ormai finita, non vuole crederlo fino in fondo e talvolta ha anche minacciato di suicidarsi se lo lascio, oppure ha avuto reazioni eccessive con pianti e scenate che mi hanno preoccupato non poco.
La scorsa estate ho iniziato a chattare, non saprei bene per quale motivo. Di fatto non cercavo avventure o distrazioni, era soprattutto una curiosità verso qualcosa che mi era sconosciuta e in effetti già dopo poche settimane la chat mi stava annoiando, nonostante avessi conosciuto molte persone piacevoli.
Purtroppo non ho fatto in tempo a uscirne illesa.
Una sera ho iniziato a chattare con un uomo, molto maggiore d'età rispetto a me, e siamo rimasti presi entrambi da una serie di coincidenze e di situazioni difficili da descrivere.
Mi rendo conto che la chat favorisce certe aperture, perché si è al riparo e ci si esprime in modo libero, dando spazio a quella parte di sé che spesso viene trascurata. Inoltre ho potuto constatare che si possono davvero trovare accordi dall'aspetto particolare, con una simpatia e un'attrazione che per così dire passano attraverso lo schermo e che si stabiliscono da subito solo con certe persone e non con altre, quasi come se fosse possibile comunicare immediatamente a un certo livello anche senza avere davanti la persona in carne e ossa.
Con quest'uomo è stata per mesi una conoscenza senza implicazioni sessuali, una conoscenza fatta di parole identiche, identici pensieri, situazioni al limite della telepatia, strani sogni notturni, una rete di coincidenze e corrispondenze continue, e un effetto specchio a volte allucinante, del tutto scollegato da certe abilità di comprensione dell'altro che a volte portano a un adeguamento reciproco più o meno consapevole.
Ad un certo punto questa cosa ci ha preso la mano ed è diventata attrazione anche fisica, peraltro rifiutata da entrambi, ma intensa e sempre percepita come vera e reale.
Ci siamo incontrati, anche se le circostanze hanno impedito di approfondire la conoscenza.
Viviamo lontani e questo complica tutto.
E naturalmente lui è sposato, con un rapporto che naturalmente dice essere finito già da anni.
Vista dall'esterno questa cosa ha un aspetto banale, poco raccomandabile e certo poco lusinghiero, è evidente sia a me sia a lui.
Io sono divisa letteralmente in due parti.
Da un lato ho fiducia in lui, lo sento sia quando scrive sia al telefono e per quanto poco anche di persona, e so che è sincero. Sono molto intuitiva e mi fido delle sensazioni che provo, non mi hanno mai smentita. Dimostra il suo coinvolgimento e, vista la difficoltà di questa cosa, se cercasse solo avventure o cose del genere si comporterebbe in un altro modo.
Dall'altro lato sto tuttavia sempre più sentendo dentro di me questa cosa come una specie di ossessione. So di non poterlo avere, non interamente, e questo mi fa soffrire in modo a volte insopportabile. La mia mente è sempre rivolta a lui, lo sento quasi come un obbligo che va oltre la mia volontà e questo mi spaventa. Ho provato a interrompere, ma sto peggio, tutto perde senso e colore, e il tempo diventa eterno, pochi giorni di silenzio mi sembrano anni e il pensiero non lo lascia un solo istante.
Non sono mai stata una sognatrice, non ho mai né preteso né cercato il grande amore o grandi storie sentimentali, ho sempre creduto che la vita sia anche accettare compromessi e un rapporto amoroso buono, equilibrato, senza eccessi e anche senza passione, che spesso è solo distruttiva.
Anche per questo mi sento scissa in due parti che in me contrastano in modo sempre più evidente.Un lato accetta questa cosa e la vede nei suoi lati belli e unici, un altro lato soffre del doversi nascondere, delle omissioni e della falsità con cui devo vivere la vita quotidiana, sentendomi parte di quella numerosa schiera di donne che finiscono dentro rapporti problematici e sterili, dai quali ricavano solo sofferenza e una sorta di sospensione della loro vita.
Non so bene perché sto scrivendo, forse per sfogo o forse per cercare una chiarezza che non trovo. Sento che avrei ancora e sempre tante cose da dire, tante parole da spendere per liberare qualcosa che sta in me e che non so definire. O forse spero che esista il modo per stare meglio, perché sono stanca della tensione continua a cui sono sottoposta.
Marzia, ti assicuro che il lato ossessivo e frustrante di questa situazione mi sta portando a stati di confusione a volte insopportabili, che uniti alle conseguenze non superate per la morte improvvisa della persona a cui ero più legata, mi stanno letteralmente consumando.
Mi scuso per aver approfittato delle tua disponibilità, mi accorgo che continuerei a scrivere e scrivere e scrivere, e sarebbe decisamente fuori luogo inviarti una quantità di parole in fondo poco chiare.
Ti ringrazio per avermi offerto questo spazio e per il piacere di leggerti.
Un caro saluto.
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Cara Lorena,
hai una grande padronanza espressiva, delle parole, della narrazione. La tua analisi, o autoanalisi, è molto precisa. Quasi anticipa la risposta. D’altra parte, sono convinta che nessuno possa conoscere l’altro meglio di quanto possa lui stesso e, di conseguenza, provare comprensione e trovare delle attenuanti.
Per esempio, la curiosità della chat. E’ la giustificazione più frequente (anche la più ovvia) di chi si affaccia al mondo virtuale della chat. La curiosità di certo esiste, ma nasce da un’esigenza, più o meno cosciente, di un vuoto dentro a volte indefinibile. Tu, invece, hai saputo definirlo molto bene ma negandolo, poco dopo, quando racconti della chat. Non amavi il tuo compagno, non lo amavi da tempo e seguitavi (seguiti) a frequentarlo per motivi che definisci prativi, ma che si traducono in convenienza. Non è solo un vuoto da mancanza d’amore, ma anche adattamento ad una condizione che definisci forzata.Sei entrata in chat, consapevole di certe tue carenze affettive, ma disconoscendo la tua fragilità e fame d’amore. In una condizione simile, incontrando un partner che sembra rappresentare la tua proiezione, è stato facilissimo esserne attratta. Vale per te, vale per lui. Però, ancora una volta, tu non parli d’amore. Non lo sai riconoscere? E il dubbio aumenta, leggendo il seguito.
Se un sentimento è autentico, ricco di passione, non può essere definito banale, poco raccomandabile, poco lusinghiero, nemmeno da una lettura esterna, che legge i fatti senza averli vissuti.
Purtroppo è banale, invece, che lui sia sposato e che dichiari una crisi matrimoniale, come tutti gli uomini sposati che frequentano la chat. Immagino sia legato da tempo. Legato da affetto alla moglie, anche se la passione, come ti avrà detto, è svanita. E’ la versione comune a tutti i maschi delle chat, giovani e meno giovani. Non soltanto di quelli della chat, anche al di fuori. Vale anche al femminile. Molti però, come te, effettivamente, hanno un vuoto dentro, un’insoddisfazione che li spinge alla ricerca di un incontro che li faccia sentire vivi. Lui ha trovato te. Vi siete specchiati una nell’altro e questo lo ha gratificato. Ma non lascia, o non lascerebbe, la moglie per te, perché svanita la passione, molto d'altro resta e mantiene saldo il concetto di matrimonio anche quando lo si definisce in crisi.
Mi colpisce un’altra tua affermazione. Un parte di te rifiuta si sentirsi parte di quella numerosa schiera di donne che finiscono dentro rapporti problematici e sterili, dai quali ricavano solo sofferenza e una sorta di sospensione della loro vita.
Se già ti poni questa riflessione, dopo pochi mesi, se non citi mai la parola amore (non sei una sognatrice e non credi nel grande amore) e prevedi il rischio di condizione sterile, la tua razionalità è tale che non si concilia con un’ossessione d’amore. Stai piuttosto vivendo una sorta di ubriacatura o di ebbrezza. Per la situazione particolare, trasgressiva, nata in un certo ambiente e in un certo modo, che favorisce l’euforia del nuovo. Mi sembra logico che nei tuoi pensieri nasca confusione.
Altro mio dubbio: se, giustamente, ti spaventa l’idea di naufragare in un rapporto sterile e problematico, come mai per ben dieci anni, hai accettato di viverlo con un uomo che non ami? Cosa vi ha impedito, prima di adesso, di cercare stabilità o di chiudere la storia? Le ragioni pratiche, che tu adduci, non sono alla fine ragioni di "convenienza"?
Riflettiamo sull’amore. Non può essere definito rapporto sterile, nemmeno in una relazione adulterina, sempre che sia amore. Mi riferisco ad un rapporto talmente ricco di emozioni che lo si vive senza porsi troppe domande o traguardi precisi, finché esiste. Al momento delle domanda e dei dubbi, già è in difetto, diventa pretesa. E le pretese, quando l'altro è sposato, sono poco legittime. Che il tuo nuovo uomo sia sposato, lo sapevi fin da principio, non te l’ha nascosto. Semmai, lui dovrebbe (o dovrà) risponderne alla moglie legittima se mai affronterà l'argomento. Dovrà farlo se davvero ti ama e non sa stare senza di te. Onestamente mi sembra troppo presto per tirare le somme. Inoltre, ti considero capace di una chiave di lettura lucida e precisa, indipendentemente dalla mia analisi dei fatti. Puoi scegliere di vivere l’euforia di una relazione illegittima, con tutti gl’inconvenienti che comporta, senza pretendere… realizzazioni pratiche, vivendo l’amore per come ti si presenta nei momenti migliori, finché è amore, o lasci prevalere la ragione, non per motivi di convenienza, ma di buonsenso e… cambi strada. Sei giovane, sei intelligente e, suppongo, anche attraente, ha tutto il diritto di innamorarti, ricambiata, della persona giusta.
Con simpatia, Marzia