----- Original Message -----
From: Adele
To: confid@confidenzialmente.com
Sent: Friday, October 02, 2009 9:32 PM
Subject: ingratitudine

 

Non sono forchette

Cara Marzia,

ti scrivo in un momento di sconforto, ma ho proprio bisogno di sfogarmi. Ieri sera ho avuto una discussione con mia figlia, ho alzato la voce e ho detto cose che non avevo mai dette, ma credimi, mi ha delusa. Io ho 46 anni e mia figlia venticinque. Suo padre ci ha lasciate quando lei aveva sole tre anni. Non si è mai interessato di sua figlia. Dieci anni fa ho scoperto per caso che si è sposato con una donna straniera e vivono nel paese di lei. Ho tirato avanti "la carretta" da sola, con dodici ore di lavoro al giorno, senza mai un lamento quando tornavo a casa. Per fortuna, mia madre, vedova, è venuta a stare con me e mi ha aiutata. Ci sarebbe molto da dire. Lavoro fuori e dentro casa, occupandomi di tutto. Sono riuscita a far laureare mia figlia. Ora lei ha trovato un lavoro e se ne va di casa. Va a vivere con alcune amiche. Ti sembra giusto? Ieri sera mi sono molto arrabbiata quando mi ha detto che la vita in questa casa, con me, è pesante..

[…]

Dimmi se non ho avuto ragione di arrabbiarmi e di chiamarla ingrata. Mentre scrivo mi sale ancora il sangue alla testa. Ma come si può essere così ingrati?

 

Cara Adele,

ti sembrerà strano, ma ho scritto, un paio di anni fa, un racconto sul tema. Coincidenza. Sono casi della vita non frequenti, ma accadono. Era una storia di fantasia ma, a quanto pare, realistica, visto che somiglia molto alla tua. Credo di averla inserita fra i racconti del sito.

Capisco il tuo dispiacere e la tua amarezza e anche che tu ti sia alterata nella discussione. Vorrei però domandarti che cosa ti saresti aspettata. Una devozione e gratitudine perenne, la rinuncia alle aspirazioni d’indipendenza di tua figlia a ricompensa dei tuoi sacrifici?

Una madre non dovrebbe mai sentire sacrificio nel darsi ai figli e nemmeno, purtroppo, aspettarsi gratitudine o pretenderla se non è spontanea. Tu le hai dato molto e ti sei fatta in mille per compensare quanto il padre le ha negato. Ma credi davvero che lei non abbia sofferto per l’assenza del padre? In modo diverso, ma quanto te?

Forse ti ha nascosto molto più di quanto tu non creda. Forse, vedendoti tornare a casa, stanca del troppo lavoro, si sarà sentita in colpa, avrà provato rancore e dolore per quel padre che si è disinteressato di lei. Probabilmente, in passato, ha ascoltato discorsi fra te e la nonna (tua madre) quando pensavi fosse intenta ad altro o troppo piccola per capire. Avrà sofferto quando anche la nonna se n’è andata per sempre e si sarà fatta forza per non aggravare il tuo dispiacere. Può essere che l’atmosfera successiva della vostra casa, con una mamma triste che dialoga poco e, senza volerlo, le fa pesare tutto quello che ha fatto e fa per lei, le risulti, come dice lei, pesante.

C’è anche da dire che la gratitudine è merce rara, perfino, a volte, paradossalmente, sentirsi in debito crea malessere e fastidio. I figli, non dimentichiamolo, nascono, salvo eccezioni, dal nostro amore che non deve diventare egoismo o attesa di ricompensa. Tu mi scrivi di aver rinunciato a rifarti una vita sentimentale nel timore di danneggiare tua figlia, ma chissà, forse un sostituto di padre che fosse una brava persona avrebbe potuto alleggerire le vostre difficoltà e colmare le sue carenze affettive. Bisogna anche ricordare che i figli non ci appartengono. Non li cresciamo in previsione di essere accuditi, in caso di necessità e in età più avanzata.

Un’affermazione terribile della mia bisnonna novantenne, riferita ai figli era: "Mi sono fatta le forchette per non mangiare con le mani".

Sei una donna ancora giovane, quindi in tempo per dedicarti più a te stessa e, perché no, a rifarti una vita.

Ti dirò anche che, tua figlia, fatta l’esperienza di andare a vivere con le amiche, potrebbe rendersi conto che la convivenza non è semplice neanche con loro. Addirittura potrebbe chiederti di tornare con te. Inoltre, un litigio fra madre e figlia non è poi la fine del mondo. Passa e va. Mostrati più condiscendente. Più sorridente e meno irritabile. Oltre che a lei, farai del bene anche a te stessa.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde