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EnricoSent: Monday, June 20, 2011 11:18 AM
To: confid@confidenzialmente.com
Subject: Tradimento
Omosessualità femminile
Cara Marzia,non so da dove cominciare,dato che da circa un anno sto vivendo una situazione molto particolare. Comunque ho 54 anni e da 26 sono sposato con mia moglie che di anni ne ha 51. Abbiamo sempre avuto un ottima intesa sessuale e di coppia,senza particolari problemi. Inizio raccontandoti quello che mi è successo. Circa un anno fa ho scoperto che mia moglie aveva una relazione con la sua capa. Sì, una relazione lesbica che però, a detta sua,si limitava ad un rapporto di amore platonico di sole intese mentali e non fisiche. Puoi capire bene che in quel momento mi sembrava di impazzire, non riuscivo a capacitarmi della cosa. D'altronde mi ero sempre fidato ciecamente di lei, dei suoi rientri tardi dal lavoro quasi ogni sera, del fatto che con me, specialmente a letto, non era più come prima, bevendomi le sue scuse e giustificandola sempre. Lei mi ha promesso di rompere la relazione e di concentrarsi di più sul nostro rapporto. Però, da quel momento, ho notato ancora di più una cosa, quando abbiamo momenti di intimità sessuale,"sento" che lo fa in modo molto staccato quasi avesse disgusto per l'atto in sé. E predilige solo le carezze e i baci soft (per intenderci non quelli alla francese). Pensi che sia ancora invischiata in quel rapporto con la sua capa? O pensi che anche se ha rotto il legame desideri intimamente riprenderlo?
Ti ringrazio del tuo aiuto.
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Caro Enrico,
una forte amicizia nasce da un’intesa fatta di confidenza, sintonia d’intenti, fiducia, interessi e gusti affini ed è una forma d'amore. Tutto questo non porta necessariamente ad una relazione omosessuale o lesbica. Se non sbaglio il termine omosessuale dovrebbe valere sia per gli uomini che per le donne.
Il limite, abbastanza sottile, fra amicizia e rapporto omosex quando si supera? Si supera quando l’intimità mentale diventa anche fisica.
Ecco perché non capisco come tu possa stabilire che un’intesa affettiva d'amicizia sia una relazione lesbica. E come tua moglie abbia potuto ammetterlo.
Se tua moglie ha confermato i tuoi sospetti, è segno che c’è stato qualcosa di più che l’amicizia, nel rapporto con l’altra donna. Lo dimostra il suo atteggiamento passivo, di fastidio, tu dici perfino di disgusto, durante i vostri rapporti intimi. Magari è determinato dai suoi sensi di colpa. A meno che, non si tratti soltanto di una supposizione tua, determinata dalla conoscenza dei fatti. Forse, anche prima, tua moglie era un po’ passiva e distaccata e tu non lo avevi notato.
Sei riuscito a farti spiegare che cosa, dopo anni di matrimonio e con figli adulti, abbia determinato questo suo cedimento o nuovo orientamento? Non è una condizione che si presenta all’improvviso, deve esserci qualcosa di latente che un qualche episodio ha fatto emergere.
C’è una domanda che desidero farti già dalla prima lettura della tua mail, eccola: se tu avessi scoperto una relazione intima fra tua moglie e un altro uomo, come ti saresti comportato? L’avresti giudicato un’infedeltà più grave o meno grave? L’avresti perdonata, così come hai fatto ora?
Mi sovvengono confidenze di alcune donne che hanno travato il marito, o compagno, a letto con un altro uomo. Non so, quale delusione, confrontata alla tua, sia peggiore.
Certo è che, una donna, in un caso evidente di omosessualità del marito, difficilmente accetta di seguitare ad avere rapporti sessuali con lui. Lì, davvero, subentra una forma di disgusto, all’idea di un contatto fisico. Comprensione, affetto, amicizia possono ancora esserci e aiutano a perdonare, ma non a accettare l’intimità fisica.Viceversa sembrerebbe che, per un marito, un’ipotesi di infedeltà lesbica sia molto meno
colpevole e traumatica e leda meno la sua dignità di maschio. Tant’è vero che tu cerchi ancora rapporti sessuali con tua moglie. Se puoi, fammi capire.Per me, l’infedeltà è tale in qualsiasi caso, sia eterosessuale che omosessuale.
Voglio tuttavia precisare che non ritengo, l’omosessualità, una colpa. Né deve essere motivo di emarginazione o discriminazione. L’orientamento sessuale fa parte della libertà dell’individuo, sempre che non leda la libertà altrui e non comporti violenza, sia mentale che fisica, sull’oggetto del desiderio.
Io, per essere sincera, l’ammetto soltanto se, fra i due, come ho già avuto modo di dire, c’è vero amore.
Tornando a noi, mi sorprende (lo ripeto) che questo "orientamento" di tua moglie si sia rivelato dopo tanti anni di matrimonio.
Può darsi che l’altra, nella posizione di "capa", l’abbia influenzata e condizionata, forse plagiata, così come accade quando un superiore approfitta della sua posizione per molestare un-una dipendente. Novità e tentazione di trasgredire, desiderio di sperimentare, fanno il resto.
Concludo, con l’unico suggerimento che sento di darti: parlare, parlare, parlare. Dal momento che il rapporto con tua moglie era, fino a un anno fa, perfetto, parti da questa certezza e pretendi, com’è giusto che sia, sincerità assoluta. Così che tu possa capire la ragione di un tale cambiamento. Non vorrei che fosse stato determinato da una qualche carenza, o vuoto da colmare, fra di voi, del quale, distrattamente, tu non hai avuto percezione.
Ti abbraccio, Marzia