From: Carlotta
Sent: Thursday, April 08, 2010 11:23 PM
To: confid@confidenzialmente.com
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Carissima Marzia, sono una giovane donna di 32 anni., ho vissuto una storia molto bella con un uomo di undici anni più grande di me. Lui mi ha corteggiato in un modo molto intenso, dimostrandomi un forte interesse. Io ho ceduto con qualche titubanza ma dopo ho imparato ad amarlo quasi con la stessa intensità di come mi amava lui. Lui mi diceva che ero la sua ragione di vita e me lo dimostrava giorno per giorno, con atteggiamenti, con la sua presenza, il suo affetto , la sua passione.Ero tutto per lui. Vivevamo di progetti, parlavamo di avere un figlio di sposarci.Era tutto bellissimo . Io ero il suo amore, e lui il mio. Sembrava che niente e nessuno aveva il potere di distoglierlo da me. Dopo il primo anno,qualcosa cambia...purtroppo lui viene licenziato, la sua azienda in crisi decide di mandarlo via , tutti i suoi sacrifici gli crollano davanti cade nello sconforto più assurdo. Un laureato in economia e commercio con lunghi anni di esperienza veniva mandato a casa. Nonostante la sua depressione riusciva a studiare e a superare un concorso per lavorare in un ente pubblico. Il problema che a distanza di un anno non lo chiamano e lui ancora senza lavoro, aspetta. Purtroppo le cose tra me e lui dal giorno del licenziamento precipitano. Lui cambia… non è la stessa persona affettuosa… divento la sua valvola di sfogo. E per un anno di continui litigi, lui mi mette nelle condizioni di lasciarlo.Mi dice che non può darmi un futuro, che non ci sono prospettive, che si sente un fallito. Ho provato a chiedergli di ritornare, ma non vuole... Mi cerca , ostenta gelosia, ma dice che non potrà darmi un futuro… perché economicamente non sarà mai in grado di aver una famiglia… ma si contraddice cercandomi, dicendo che gli manco . Io sto male... l'ho perso… ho provato a stargli vicino nei momenti di difficoltà… anche io non lavoro, sono laureata, sono in attesa di esito di concorsi, ma per questo non sono arrivata a comprometter il mio rapporto. Sto male, cara Marzia, non so come comportarmi, anche perché lui continua a cercarmi al telefono, l'altra volta mi ha abbracciato, baciato… ma ha detto addio al nostro amore... A volte mi chiedo se sia solo una scusa.. |
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Mia cara Carlotta,
la tua mail descrive una situazione piuttosto difficile oggi e, nonostante si affermi che in Italia sia meno tragica che nel resto d’Europa, è un problema grave che ci riguarda da vicino. Oltre a colpire persone e famiglie economicamente, crea loro anche un danno affettivo e psicologico. Così come succede a te.
Constatare che un amore grande e coinvolgente, come lo descrivi, abbia ceduto a certe circostanze, è molto deprimente.
Non credo che il tuo uomo cerchi, o abbia cercato, scuse per lasciarti, semmai il contrario. Lui, portandoti a questa decisione, cerca di evitarti disagi e sofferenze, proprio perché ti ama e vuole risparmiarti le difficoltà che vi si prospettano se restate insieme. Tu sei disoccupata e lui ha perso il suo lavoro sul quale faceva affidamento, quali prospettive economiche avreste?
Tu pensi che un grande amore non dovrebbe arrendersi e ti do ragione. Ma mettiti al suo posto e non considerare "assurdo" il suo sconforto. Da una posizione lavorativa di tutto rispetto, si ritrova umiliato dalle varie porte che gli si chiudono in faccia, quasi fosse ormai tagliato fuori, come fosse un incapace. Vero che aver vinto il concorso gli fa onore e lo porterà ad una soluzione e, qualunque essa sia, sarà pur sempre dignitosa, come lo è qualsiasi lavoro. Ma l’attesa fa nascere altre insicurezze. Oltre tutto, il nuovo impiego, probabilmente, a confronto del precedente, e non gli dà la stessa possibilità economica. Quella che gli permetteva di progettare una vita accanto a te nonostante tu non sia autosufficiente.
Che sia ancora innamorato lo dimostra il fatto che continui a cercarti e si lasci sfuggire anche gesti affettuosi. Segno che senza di te non ci sa stare, nonostante s’imponga di farlo. E non è incoerenza. Forse da te si sarebbe aspettato un rifiuto alla sua proposta di lasciarvi e un maggior incoraggiamento e la sicurezza che gli saresti rimasta accanto, nonostante tutto.
D’altra parte, non ti posso biasimare se, pure tu, ti sei lasciata prendere dallo scoraggiamento. Tu stessa affermi che i vostri rapporti si sono deteriorati perché lui non riusciva ad essere come prima e ti sei sentita soltanto una valvola di sfogo. Ma, secondo te, una persona in depressione perché ha perso il lavoro (non è più un ragazzino) su quale spalla dovrebbe piangere, se non quella della persona che ama e dalla quale ritiene di essere amato?
Forse questa prova per te è stata un modo di misurare e valutare i tuoi stessi sentimenti e capire che non sono poi così solidi e costanti come avresti supposto. Infatti, ti sei arresa subito alle difficoltà, prima ancora di lottare.
Torno a ripetere che non è una colpa. Meglio capire in tempo, così da evitare d’imbattersi in ostacoli che non si sanno affrontare.Quello che è capitato a voi capita anche a coppie sposate che, oltre che a se stessi, devono provvedere al benessere dei figli. Se non ci fosse amore a sostenerli e molta pazienza e coraggio, tutte le famiglie in difficoltà dovrebbero disgregarsi. E, purtroppo, spesso, succede. Così che ne fanno le spese i figli.
Meglio quindi fare un bilancio prima, piuttosto che dover trovarsi, dopo, responsabili non soltanto di se stessi.Per concludere, se tu lo amassi davvero, saresti anche capace di restargli acconto e di sostenerlo nei momenti di sconforto, nello stesso tempo, sapresti impegnarti a trovare un lavoro, o un’attività, che ti renda autosufficiente e alleggerisca lui dalla responsabilità che sente nei tuoi confronti.
È vero che le possibilità lavorative sono poche, ma è anche vero che, se non si sa cercare, non si trova. La "manna dal Cielo" è soltanto un riferimento biblico che niente ha a che fare con la nostra realtà.Ti abbraccio, Marzia