----- Original Message -----

From: Caterina

To: confid@confidenzialmente.com

Sent: Wednesday, December 19, 2007 8:45 AM

Subject: DA klaudia.....Mi sento in trappola

Perdersi in chat

Sono fidanzata da 10 anni. Sei anni fa per motivi di lavoro mi sono trasferita in un'altra città dove non conoscevo nessuno. All'inizio non mi pesava lui era il mio amante il mio migliore amico tutto il mio mondo. Poi un giorno presi dai nostri impegni, abbiamo smesso di parlare. Mi sentivo sola tanti conoscenti ma nessuno con cui confidarmi davvero, così ho iniziato a chattare, devo ammettere che mi ha conquistato subito poter parlare liberamente con gente nuova e non riuscivo più a farne a meno. Lui naturalmente non era d’accordo ed io lo facevo di nascosto, sopratutto la sera quando lui tornava a casa sua ed io restavo sola nella mia ed è per questo che l'ho spinto a restare con me sempre meno. A complicare ulteriormente la situazione è l'aver conosciuto F, un uomo sposato,  che vive a 500km di distanza, e fa il mio stesso lavoro. Da un rapporto di lavoro in chat si è trasformata in una storia d'amore. F  dice che mi ama alla follia che non può vivere senza di me, ma stare con lui mi impedisce di vivere non  posso uscire perché significherebbe rubare quel poco di tempo che abbiamo  per stare insieme (in chat o per telefono). Io non so cosa fare da una parte la mia storia decennale che non ho il coraggio di buttare al vento (io voglio ancora molto  bene al mio ragazzo che ora vorrebbe spingere il nostro rapporto verso il matrimonio) dall'altra F. una storia senza futuro che promette solo di farmi soffrire. Nonostante io ami F. vorrei troncare con lui perché non avrò mai il coraggio di lasciare tutto per lui e anche se lo avessi lui è sposato e ci sono figli di mezzo, ho provato a spiegarlo a lui ma dice che se c'è amore vale la pena provare, ho provato a lasciarlo e a farmi lasciare ma ho finito sempre per richiamare o rispondere alle sue chiamate. Non so cosa fare, io voglio una storia stabile sposarmi avere figli e con F. non è e non sarà mai possibile...

Cara Caterina,

io penso che tu conosca benissimo la risposta. Da me cerchi solo una conferma. Oppure, paradossalmente, vorresti una smentita. Forse speri in un incoraggiamento che non ci sarà.

 Già mi lascia perplessa l’origine della storia, l’ambiente in cui nasce, alterato dalla suggestione. Si conversa in chat, si crede con un interlocutore, ma, il più delle volte, si dialoga con se stessi, tanto da finire per riconoscersi nell’altro. Un effetto specchio che quasi sempre predispone un’illusione. E’ anche sbagliata la convinzione di una comunicazione privata e riservata. Si libera la parte più segreta e più intima e si crea, inevitabilmente, una forte confidenza e complicità, senza tener conto che la famosa privacy in chat è un’utopia, perché c’è modo, per chi lo sa fare (e oggi sembra essere un giochetto), di spiare gli altri. Inoltre, in ogni ambiente e settore, ci sono persone corrette e altre meno.

Premesso questo, la confidenza porta alla sollecitazione della parte più istintiva e passionale, così come è successo a te. Si può anche dire che il senso del proibito ha un forte fascino e ascendente su chi, si è assopito in una relazione legittima che dura da dieci anni. Da qui a parlare di amore ci corre.

Lui è un uomo sposato, annoiato dalla routine quotidiana (come te) e da un desiderio spento nei confronti della moglie. Trova te, donna giovane, stimolante in ogni senso e, tutto sommato, ingenua e inesperta, quindi suggestionabile. Si sente al settimo cielo, gusta il piacere della conquista, mostra il meglio di sé, acquisisce perfino delle pretese e dei diritti. Tu ti lasci travolgere da tanta veemenza ed entusiasmo, pensi si tratti di amore. Ma…

Arrivo a dire che, se lui davvero ti amasse, non metterebbe a rischio la tua serenità, con una premessa che pone già dei limiti. Sono parole sue: "… vale la pena di provare". Ti ama, dice, e ti propone una semplice prova, suscettibile di fallimento. In tal caso, si lascia una porta aperta per tornare sui propri passi, mantenendo in atto, fino a quel momento, una prova con te, parallela al matrimonio, Infatti, tradisce la moglie, ma non può ignorare di avere due figli che potrebbero giudicarlo e prendere le parti della madre, girandogli le spalle, se lui la lasciasse. Penso sia più facile che lui preferisca mantenere la moglie, finché ci riesce, ignara della sua infedeltà. Oppure, anche se informata, lei potrebbe perdonare la sbandata del marito, minimizzandola in termini virtuali. La prospettiva che lui mantenga la relazione con te, ma secondaria all’altra, finché tu saprai aspettare nell’ombra gli spazi che vorrà riservarti, è la peggiore. Rischi di ipotecare la tua vita per una causa persa in partenza.

Ipotizzando che la famosa prova fallisca e lui esca dalla porta lasciata aperta, tu dovresti aprirne una nuova, rimarginando una ferita che brucia Quasi sicuramente non troveresti un fidanzato pronto a perdonarti. Avrebbe tutte le ragioni per essersi rifatto una vita. Del resto, tu stessa, avendolo tradito, lo avresti, da tempo, escluso dalla tua vita. 

Io riconosco, nella comunicazione in chat, molti lati positivi, che permettono uno scambio mentale che può anche arricchire, se presa a giuste dosi e razionalmente. Ma, come tutte le innovazioni, con una partenza entusiastica, in molti casi, sia scivolata in una sorta di fai da te per "cuori solitari", o, peggio, sia degenerata in un’esasperata ricerca d’incontri e di facili avventure.

Tu, ora come ora, vittima di un incantesimo o affetta da patologia da chat, non esci più di casa, vivi per connetterti o telefonare, ti lasci suggestionare dalle parole, agisci fuori della realtà. , Psicologicamente, stai rischiando molto.

A parte questo, ci sono sempre le eccezioni. A volte si formano coppie e nascono matrimoni, ma, quando accade, si tratta di persone prevalentemente libere. In altri casi, si sfasciano le famiglie ma, dalle confidenze che ricevo, difficilmente, se ne costruiscono di nuove, sulla rovina delle precedenti.

Se non ci fossero figli di mezzo, sarei meno pessimista. Ma ci sono. Non conosco la loro età, né quanto ancora abbiano bisogno di un padre che li segua. Tu, per prima, ti sentiresti in colpa nei loro confronti e, perfino, stimeresti poco il loro padre, se li mettesse in difficoltà. Non voglio considerare l’ipotesi che si presenti l’eventualità di una tua gravidanza. Come reagirebbe lui? E tu?

Pare impossibile che, in sei anni, tu non sia riuscita a stringere qualche buona amicizia nella città dove lavori. Ti sei chiusa in te stessa e, peggio, hai circoscritto il tuo mondo, fra le pareti di casa, davanti ad un computer in una sorta di nebulosità. Devi reagire.

Non puoi annullare te stessa. Spegni il computer, esci all’aperto, guardati intorno, cambia numero di telefono, vivi una vita giovane e reale, c’è di più e di meglio che la prigione di uno spazio chiuso. Dimostra di essere una donna viva e vitale, come certo sei, prima di aver dimenticato te stessa nel labirinto della virtualità. Hai diritto di pretendere molto di più dalla vita. Una famiglia tua e una storia senza compromessi e ambiguità. Come, del resto, tu stessa, nella mail che mi scrivi, dichiari, in un momento di lucidità. 

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde