----- Original Message -----
From: Nicoletta
To: <
confid@confidenzialmente.com>Sent: Friday, May 26, 2006 6:20 PM
Più facile, meno facile
Ho trovato la tua rubrica così per caso, navigando su internet....ho voglia di parlare...con qualcuno che alla fine non sa nulla della mia storia...che non si annoi forse a sentirmi...ora come ora non mi va più nemmeno di parlarne con una amica o con mia madre... ho paura di annoiarli, non ho
voglia di sentirmi dire sempre le stesse cose... avrei voglia di sentire qualcosa di diverso...
Comunque da dove devo cominciare... forse dall'inizio... beh forse sì... è anche un modo per ripercorrere il tutto....
Sai quando credi che realmente sia il destino... beh tutto è iniziato da una serata in discoteca con il mio gruppo e amici di amici... io nn volevo andare..avevo un po’ di febbre, odio la discoteca ... però le amiche riescono sempre a convincere... e mi sono
ritrovata in pista... a fine serata non so come ho iniziato a parlare con un amico di un mio amico …
[…]
…da quella sera per 25 mesi nn ci siamo più lasciati un attimo... Sai quando provi un amore terribile, quando sei sicura che lui è la persona con cui vorresti vivere tutto il resto della tua vita, che stai bene solo quando lo hai vicino, che rinunci alla tua vita, ai tuoi sogni di andare via, partire lontano solo per non allontanarti da lui... io gli ho creduto... mi sono sentita dire un miliardo di volte: tu sei la donna della mia vita, tu mi hai reso felice, solo con te riesco ad essere sincero, non mi lasciare stammi vicino che ti renderò felice.. altro che felice… perché, pur sapendo di amarlo, dovevo dividerlo con la sua ragazza.
Stanno insieme da quando avevano 17 anni, ne sono passati quasi dodici. Dopo anni, decidono di lasciarsi perché non si amano, non vanno d'accordo, dopo pochi mesi lei si ammala, e costretta alla dialisi, lui le sta vicino, non si sente di abbandonarla e, in attesa di trapianto, subentro io.. .ma la sua storia continua... perché rimane con lei…entrambi consapevoli di un amore che non esiste. Io ho aspettato...anni...ho pazientato...perché lui me l'ha chiesto... xké lui dice di voler stare con me... ma non si sa quando si potrà stare insieme... si attende il trapianto… si attende un cambiamento...ed io ho deciso di chiudere...
Ci avevamo provato gia così tante volte.. ma non ci siamo mai riusciti...perché il dolore di non sentirlo, di non parlare, di non stare vicini era troppo forte. .ma questa volta sto cercando di resistere...anche se vorrei urlare in continuazione.. .anke se mi viene la voglia di menarlo, di dire tutto a tutti.
Viviamo in un contesto sociale piccolo… basterebbe una piccola parola per scatenare quello ke vorrei .. .ma non posso.. .lei non sta bene... e non posso darle questo altro dolore...ma sto male anche io… e penso ke stia male anche lui... io so come sta lui.. lo sanno tutti ... si vede com’è il loro rapporto... ma come devo fare? mi domando se sbaglio? se è giusto che continui...o se devo realmente cercare di dimenticalo per sempre...
Perché proprio a me? mi domando... e dopo che mi chiedo questo mi sento anche in colpa... perché io sto male per amore...ed invece c'è gente che ogni giorno lotta per vivere!...
Rispondimi ti prego rispondimi
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Mia cara Nicoletta,
la tua lettera è molto accorata e dolente e spero che l’esserti confidata con una sconosciuta (che però sai essere disposta ad ascoltarti come un’amica disinteressata e non condizionata da una conoscenza diretta), ti sia già stato d’aiuto.
Se hai letto qualche mia risposta rivolta ad altri, avrai capito che sono fondamentalmente sincera e, nello stesso tempo, cerco di leggere i fatti col dovuto distacco, ma anche con tutta la mia attenzione e comprensione.
Scrivi del tuo grande amore, nato, come il più delle volte accade, imprevisto e imprevedibile e mantenutosi fino ad oggi con la stessa intensità dei primi tempi. Ancora lo ami e vi amate, nonostante tu ora lo abbia lasciato, come del resto avevi già provato a fare in passato.
Una domanda: lui ti aveva nascosto la sua situazione con la precedente fidanzata?
Perché, se subito ti avesse parlato della malattia di lei e degli obblighi morali che sentiva di avere nei suoi confronti, vuol dire che fin dall’inizio sei stata cosciente di quanto sarebbe stata condizionata e difficile la vostra relazione, probabilmente senza un futuro tanto prossimo.
A mente fredda, sarebbe forse stato ragionevole non cominciare un rapporto così conflittuale. Ragionevole, ma anche ingiusto e un po’ crudele e poi, si sa, l’amore non è mai ragionevole e questo vale anche per lui, sempre che l’amore per l’altra fosse davvero finito (così come racconta) e ora sia sostenuto soltanto da scrupoli, sensi di colpa e compassione.
Di certo, c’è un particolare poco chiaro: se entrambi sapevano di non amarsi più e stavano lasciandosi, come mai è subentrato in lei l’egoismo di trattenerlo e in lui il senso del dovere di fermarsi?
E ancora: quando c’è un vero amore è possibile bloccarlo col senso del dovere? Se entrambi avevano constatato la fine dei loro sentimenti, come mai, pur restandole vicino per sostegno morale, lui non le ha detto di essersi innamorato di un’altra?
Lo capirei se la malattia si fosse manifestata quando, pur non amandola più, lui, convinto invece di essere ancora amato da lei, glielo avesse nascosto. In tal caso, è comprensibile che non si sia più sentito di infierire, colpendo una persona già ferita dalla sorte.
Legittimo quindi il dubbio che lui non sia stato del tutto sincero con te. Perché, se davvero fra loro non ci fosse niente altro che affetto amichevole e solidarietà, non capisco perché non le abbia detto la verità.
Conoscendo le condizioni di salute di lei, come pensavi o pensi che la situazione possa cambiare? Fatto il trapianto, si spera il prima possibile, pensi che lei non avrà più bisogno di lui o lui non si sentirà più in dovere di starle vicino? E, ammesso che sia,
legare la sorte di un amore, alla risoluzione della salute di un’altra persona (nel bene o nel male), non è anche poco generoso?Un amore che sia davvero grande può logorarsi nell’attesa di una soluzione che non arriva? Del resto, se accadesse, sarebbe umanamente imperdonabile?.
E ancora: se lei lo amasse davvero, non vorrebbe saperlo libero e felice con te?
Le domande sono tante come vedi, la tua una sola: lasciarlo e cercare di dimenticarlo o accettare ancora di condividerlo (sia pure in forma diversa) con l’altra, in attesa che la malattia si risolva.
Come spesso dico, bisogna anche saper volersi bene e chiedersi quale scelta sia meno dolorosa: chiudere la storia adesso o rimandare in attesa degli eventi?
Rimane per me un altro dubbio: lui, in tutto questo frattempo, cosa pensa e cosa dice? Ti ha ricercata? Ha proposto una soluzione? Che tipo di impegno ha preso con te? Il suo senso del dovere va solo in una direzione?
A me sembra che si affidi a te, scaricando su di te la responsabilità di una scelta: come a dire che, qualunque essa sia, lui non ne risponde. In fondo, pensandoci bene, non si è molto privato o sacrificato, mantenendo il rapporto con lei, mentre viveva quello con te.
Sai dove vanno i miei pensieri? A quella povera ragazza che, oltre che malata, molto probabilmente, è ignara di tutto, convinta di avere accanto un uomo che la ama con tutto se stesso, pronto a qualsiasi sacrificio, pur di starle vicino. Se rifletti, se la passa molto peggio di te. E’ molto più facile conquistare un amore nuovo piuttosto che riconquistare la salute. Pensaci.
Un abbraccio, Marzia