---------- Forwarded message ----------
From: Antonio
Date: 12-feb-2008 14.58
Subject: cuore malato
To: "confid@confidenzialmente.com"
Poveri dentro
Ciao Marzia, mi chiamo Antonio, ho 36 anni e da 4 anni sono in carrozzina causa di un incidente in moto, ma totalmente autonomo, vado in macchina, gareggio con l'handbike a livello nazionale e ho anche giocato a basket. Voglio spiegarti il mio caso.
All'età di 27 anni mi sono sposato con una donna che amavo ma, dopo 3 anni e mezzo di matrimonio e 7 di fidanzamento, questa mi ha lasciato. Non puoi immaginare come stavo io, ma nel frattempo ho conosciuto una ragazza (anche lei separata) e abbiamo cominciato a frequentarci. Questo rapporto non era carico di sentimenti da parte mia per la paura di non volermi impantanare in un altra storia che mi facesse soffrire. Poi è successo questo incidente che mi ha fatto cancellare la mia vita precedente e in quell'anno di ricovero in varie strutture, questa donna mi è stata vicina e mi ha illuminato il cuore a tal punto che, un anno dopo che sono uscito dall'ospedale, abbiamo deciso di costruire casa con mille progetti. Adesso che mancano pochi mesi per entrare, lei mi ha detto che non mi ama e che ha come un blocco psicologico nel venirmi, a tal punto di lasciarmi. La cosa seconda lei è di vecchia data e che ha provato a cercare questo stimolo per andare avanti con la casa. Sto cercando in tutte le maniere di parlare con lei, scriverle poesie, ma è come andare contro un muro. Adesso io sono una persona distrutta perché il mondo mi crolla addosso e non ho la forza di rimettermi in gioco. Ho dato tutto me stesso per uscire da più situazioni (matrimonio, incidente) a tal punto che non so più cosa fare. Mi potresti aiutare? Non è che la persona disabile faccia paura, forse sono coloro che hanno imparato ad amare meglio le cose e le persone, perché il cambiamento di vita radicale ti rafforza la volontà. Scusa se ti ho fatto questa filippica.
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Caro Antonio,
in che modo potrei aiutarti? Dicendoti che la tua mente e il tuo cuore, o se vogliamo la tua anima, possono farsi amare? Che non hai trovato la persona capace di amare?
Da come ti descrivi, non credo che la tua invalidità sia così grave da impedire di innamorarsi di te. Però, il sentimento potrebbe nascere da una frequentazione, da un’intesa mentale, non certo da un colpo di fulmine. Se non ho capito male, questa tua donna, che ti aveva conosciuto prima dell’incidente e ti ha seguito durante le varie fasi successive, ti è rimasta vicina fino al momento in cui, nonostante tutto, hai ripreso la tua autonomia. Si è tirata indietro, poi, quando siete stati sul punto di programmare una convivenza. Decisione grave e dolorosa per te che ti sei sentito abbandonato e tradito, ma anche per lei che, volendoti bene, sa d'averti fatto soffrire.
Se analizziamo i fatti dal suo punto di vista, è stata, sì, crudele, ma anche onesta, spiegandoti le ragioni della sua rinuncia. C’è da supporre che il legame fra voi, da parte sua, prima dell’incidente, fosse molto più fisico che sentimentale e si basasse, in gran parte, sull’aspetto esteriore. Fino a sentirsi respinta, oggi, da un semplice contatto, perfino visivo. Una verità molto dura da sopportare. Tutto nasce dall’averti conosciuto e frequentato "prima" dell’incidente, così da costringerla ad un confronto che non è riuscita a superare.
Io non credo che tu debba disperarti per una donna così debole e incapace di profondità di sentimenti. Nemmeno puoi colpevolizzarla. Devi, semmai, compatirla per la sua fragilità. Penso che nessuna tua poesia, o insistenza, possa farla tornare sui propri passi. Ritengo, d'altra parte, che sia stato doloroso anche per lei, lasciarti. Si sarà sentita in colpa e inadeguata. Le va riconosciuto, inoltre, il merito di esserti rimasta accanto per tutto il periodo ospedaliero e di recupero e anche in seguito, fino a poco tempo fa. Segno che l’affetto c’era e probabilmente c’è ancora, tale da permetterle un certo spirito di sacrificio. Non si può biasimarla se, adesso, ha ceduto.
Non credere però che tutte le donne siano uguali: ce ne sono di più coraggiose e costanti. Nemmeno, d’altra parte, devi ritenerle così indispensabili: tutti devono fare affidamento soprattutto su se stessi e sulla propria forza d’animo.
Poiché hai una vita normale, o quasi, tu stesso la descrivi molto attiva, potrà capitarti d’incontrare la perla rara, nel momento e nel modo in cui meno te l’aspetti, che ti conoscerà così come sei ora, senza porsi il confronto col passato. Ma sarà più difficile incontrarla, se te ne farai una croce, macerandoti nella smania di trovarla.
Hai dimostrato grande coraggio, capacità di reazione, vitalità, non puoi perderti d’animo solo per una delusione d’amore che è ben piccola cosa rispetto a quanto hai dovuto affrontare finora. Ti ammiro molto e ricorda che proprio la solarità e l'ottimismo sono la tua forza vincente.
Ti domando se la persona disabile faccia paura. Non fa paura. Semmai, mette se stessi come davanti ad uno specchio per riconoscere quanto si è fortunati, eppure, nello stesso tempo così miseri, tanto da sentirsi in colpa alla presenza del disabile. Lo specchio costringe a confrontare la propria pochezza con la grandezza di chi, come te, con tutto quello che ha passato, ha capacità di reagire e pretendere dalla vita ciò che gli spetta ed è giusto che abbia.
Non so se mi sono spiegata. La realtà non è come appare, ma è molto più nascosta e misteriosa e la carenza è in chi ti si rapporta ed è disturbato (inconsapevolmente) dal proprio essere inferiore nel momento stesso in cui si sente superiore. Chi scappa, quindi, non ha il coraggio di ammetterlo e teme il confronto.
Spero di aver saputo esprimerti il concetto.
Ti stimo troppo intelligente per pensare che ti lascerai andare. So che, riflettendo, saprai riconoscere che, anche se fisicamente non appare, hai molto di più di quanto abbiano gli altri apparentemente normali, ma così poveri dentro.
Ti abbraccio, Marzia