----- Original Message -----

From: Brando

To: <confid@confidenzialmente.com>

Sent: Thursday, July 05, 2007 4:17 PM

Subject: Malato d'amore?

 

Recidiva


Cara Marzia,
ti scrivo perché sono veramente disperato, spero che con il tuo aiuto possa uscire da questo incubo che ormai va avanti da un bel po'.
Ho 33 anni e la mia storia, dopo 11 anni, purtroppo è finita. Sei anni fa, per motivi di lavoro, come fanno in tanti dalle mie parti, ho dovuto fare le valigie e scappare dalla mia bella Catania per lavorare a Milano. La nostra relazione andava bene nonostante la distanza, ma dopo un paio d’anni (andavo giù almeno una volta al mese), si è rotto un  qualcosa in lei che ancora adesso non riesco a capire… infatti  ho scoperto (tramite un sms speditomi per errore da lei) che  mi tradiva con un suo collega d’università… per me è iniziato un calvario tremendo che mi ha portato in un primo momento ad allontanarmi, provando un odio immenso, ma dopo tre settimane a cercarla (anche lei lo aveva fatto) e a perdonarla… ricostruire la fiducia perduta è stato un lavoro interiore forte ma, dopo qualche tempo, ci sono riuscito, ero disposto anche a dare le dimissioni dal mio lavoro per salvare la nostra storia, ed è una cosa che le ho detto tante volte.
Dopo la laurea  M. si è trasferita a Roma per lavoro, (Milano non le è mai piaciuta) e i sentimenti sono rifioriti , andavo a trovarla due volte al mese, (lei tre volte all’anno) facevamo l’amore, e la passione in lei era tornata. Notavo però anche che dovevo sempre "cercarla" io tramite sms, e-mail, telefonate. Molte volte abbiamo anche  litigato per questo problema, le sue risposte erano sempre le stesse: "il lavoro mi impegna tutto il giorno". Si litigava anche quando iniziavo a parlare di matrimonio e della possibilità di avvicinarci in maniera di costruire una famiglia e un futuro insieme, (infatti la sua azienda ha anche una sede a  Milano, purtroppo per me è più difficile spostarmi anche se ho provato per molti mesi ad andare a Roma). Lei però si sentiva troppo bambina (28 anni) ancora per questo passo. Forse troppo innamorato e ingenuo  non davo molto peso a questo problema e la nostra storia è andata avanti benissimo per un bel po’, finché dopo un viaggio insieme mi sono accorto che c’era qualche problema in lei,  così la sera di qualche mese fa ho chiesto spiegazioni e la nostra  storia è finita in un baleno. Ci siamo rivisti  a Catania per parlare e mi ha rivelato con freddezza che provava un’attrazione per un suo collega di lavoro, e che il suo amore era ormai diventato profondo affetto forse affievolito da tanti anni di fidanzamento e di lontananza.
Improvvisamente mi è crollato il mondo addosso…. non riuscivo a crederci… ancora una volta… era successo ancora!!! Mi ha anche detto che era ormai un anno che provava questa sensazione e che sperava che le cose si aggiustassero da sole… mi sono arrabbiato molto per questa sua frase perché non mi ha dato modo di riparare e cercare di fare qualcosa per noi. Quando poi  è giunto il momento di informare i genitori di questa situazione, non si è voluta prendere nemmeno le sue responsabilità e mi ha implorato di dire ai genitori  che la decisione era stata presa di comune accordo. Ho trovato questo suo atteggiamento offensivo nei miei confronti e soprattutto dei miei genitori che la consideravano una figlia, ovviamente non sono sceso a patti.
Mi ha poi detto di aver mandato sms di nascosto dal nostro viaggio a Londra,  passeggiate romantiche con l’altro , cinema ecc. ecc.  insomma un incubo terribile. Nonostante tutto questo, credimi, non riesco a provare per lei rabbia… la amo da morire ancora e non riesco a credere a questa cosa. Forse sono troppo innamorato o forse troppo stupido… non saprei. Sto cercando di reagire anche grazie agli amici, ma è un percorso molto tortuoso dove purtroppo i pensieri sono sempre fissi su di lei. Cosa posso fare? Ti ringrazio per l'aiuto che saprai darmi.




Recidiva

Caro Brando,

mia nonna era solita dire: "Una volta va bene, due son troppe". Per troppe s’intendono le infedeltà della tua ex, ma si potrebbe intendere anche l’eventualità del tuo perdono per una seconda volta. Ancora, nell’ultima sua licenza amatoria, si tratta di un collega, segno di una fragilità o debolezza, o di un istinto che prevale, appena un uomo interessante le si avvicina.

Per fortuna, non hai lasciato il tuo lavoro a Milano, dove, in qualche modo, hai messo nuove radici, nonostante la nostalgia per la tua bella terra. Se ti fossi trasferito a Roma, sarebbe stato molto più difficile affrontare la seconda crisi. Solo in minima parte dovuta alla vostra lontananza. 

Già da tempo, la ragazza opponeva resistenza ai tuoi programmi di condividere la vostra vita e formare una famiglia. Sei tu che lo fai notare, raccontando la vostra storia.  Considerare i suoi ventotto anni troppo pochi per quel passo fa un po’ sorridere. La serietà e capacità di mantenere un impegno preso davanti all’altare, o in municipio davanti al sindaco, non si misurano con il metro anagrafico, ma con l'autenticità e affidabilità dell'amore. Lo so che oggi tutto si è posticipato, a vantaggio però di un certo egoismo che si nasconde sotto l’attenuante dell’età. In M. prevalgono immaturità e un certo egocentrismo. Del resto, dal suo punto di vista e anche di chi non è direttamente coinvolto, come lo sei tu, lei ha tutto il diritto di vivere la propria vita, in piena libertà, di essere come le piace essere, con le varie sue divagazioni o innamoramenti. Aveva diciassette anni quando vi siete messi insieme, non la si può condannare se , nel frattempo, i suoi sentimenti sono cambiati. Nello stesso tempo, lei sa di essere in difetto, tanto è vero che avrebbe voluto nascondere ai genitori la vera causa della vostra separazione. Capisco che tu non l’abbia assecondata, avevi già dato abbastanza prova di generosità perdonando alla prima… chiamiamola licenza sentimentale. Due volte… sarebbe troppo, no?

Anche tu, come altri, mi chiedi aiuto. Esserti confidato con me potrebbe già essere un aiuto che ti ha permesso di mettere meglio a fuoco la situazione. Di nuovo, saresti propenso a perdonare perché ne sei ancora innamorato, ma che affidamento potrebbe darti lei, se decideste di vivere insieme ? Troppo debole, troppo predisposta all’infatuazione e, ora, anche resa forte dal fatto che tu, in ogni caso, la perdoneresti.

Il matrimonio, molti lo dimenticano, è un giuramento, un impegno per la vita, quindi per affrontarlo bisogna essere davvero sicuri di poter mantenere la promessa data,  sicuri del sentimento che si prova verso il partner e, di conseguenza, anche di poter dare e meritare fiducia. Queste sono le giuste premesse, delle quali pochi tengono conto. Già dopo pochi anni, o pochi mesi, di matrimonio, oggi, le coppie … scoppiano. Nemmeno si domandano come e perché si siano unite, ne perché abbiano sottoscritto una promessa così solenne.  A volte solo per non deludere i familiari. Il contratto matrimoniale si dimostra, per loro, molto meno importante di un atto di compra-vendita che, molto difficilmente, viene annullato. Che tristezza. Non credo che tu cerchi questa soluzione.

Lei ti ha già dimostrato di non amarti perché, quando si ama, credimi, non si tradisce, la testa e il cuore sono troppo pieni del partner e  l’idea di un contatto intimo con altra persona disturba. Del resto, è stata chiara, tu dici in ritardo, ma te lo ha detto. E poi c'era stata l'infedeltà precedente, già sapeva a cosa sarebbe andata incontro, parlandotene.  Purtroppo, temo che, se la sua infatuazione o storia del momento dovesse deluderla, lei torni da te, perché sei il suo riferimento sicuro. Sa che saresti disposto a ricominciare. Troppo comodo, direi. E… alla prossima sua tentazione? 

Chi tradisce una volta, nel novantanove per cento dei casi, ci ricasca, specialmente se le conseguenze sono state minime.  L’infedeltà è un modo di essere, a causa, dicono, di un gene presente in molti (o tutti), che rende un tale comportamento inevitabile. La scienza diventa alibi, quindi complice degli infedeli. Volendo darle credito, l’infedeltà è ugualmente un difetto genetico molto problematico che, oltretutto rende incapaci di amare, nel senso pieno e completo del termine. E, quindi, di essere felici. Purtroppo fa soffrire molto anche chi subisce il tradimento e tu lo dimostri.  So che le mie parole, ti scivolano addosso come fossero acqua. Chi ama non sente ragione né parole. Per questo aggiungo, in finale, che, a volte, un giorno ( o mese, o anno) felice, vale molto di più che una vita di amarezza e sofferenza. E tu hai già avuto i tuoi giorni felici, no? Sei stato e sei capace di amare molto e fin troppo generosamente, avrai altri giorni felici, anche senza di lei.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde