----- Original Message -----

From: Brunella

To: confid@confidenzialmente.com

Sent: Friday, May 08, 2009 3:49 PM

Subject: vecchie e nuove relazioni

Reciproco rispetto

 
Carissima Marzia, eccomi di nuovo a parlare con te.
Ti ho già scritto in passato e mi avevi risposto dandomi parecchi spunti di riflessione a proposito della relazione che avevo con un ragazzo.
Allora non ero sicura dei sentimenti che provavo e sono arrivata a lasciarlo per non prenderlo in giro in un continuo tira e molla, dettato più dal mio stato d'animo altalenante che da reali problemi tra noi.
Ho capito che confondevo amore e passione e, giustamente, avevi sottolineato le differenze tra una (più lenta, più tranquilla forse, ma più costante e con migliori possibilità di durata) e l'altra (che si accende in fretta, brucia come un fuoco, ma altrettanto in fretta è destinata a spegnersi).
 
Comunque, per farla breve, allora per rispetto nei suoi confronti, l'avevo lasciato... per poi arrivare a capire che lui era esattamente quello che volevo.
 
Ora siamo insieme, piano piano stiamo arrivando a sistemare quanto ancora c'è da definire nelle nostre vite.... piccoli problemi forse, niente di irrisolvibile con la calma e la pazienza, ma mi fa piacere parlarne con te e, se potrai, sentire il tuo parere.
 
Da parte mia c'è la questione del mio ex marito, cui voglio davvero molto bene, ma che è in arretrato di quasi un anno a passare gli alimenti (non per me, che lavoro, ma per i suoi figli). Io odio chiedere e sollecitare, tanto che sarei quasi arrivata alla decisione di cercare il più possibile di arrangiarmi da sola; non è facile però, perché quando ci siamo separati, ho tenuto la casa pagandogliene la metà (e quindi ho 20 anni di mutuo sulle spalle), più le rate della macchina, le spese varie... insomma, il mese scorso mi ha telefonato la banca dicendomi che ero in rosso. Sono corsa ai ripari, chiedendo aiuto ai miei, cercando di far capire a lui che ero in difficoltà. Qualcuno mi dice che potrei rivolgermi a un tribunale, ma io non voglio arrivare nella maniera più assoluta a tanto, lui (il mio ex) sta soffrendo per la fine di una relazione in cui credeva molto e non voglio aggiungere altri colpi.
Sto cercando di limitare il più possibile le uscite di denaro, può anche essere che quest'anno rinunci alle ferie, aspettando che lui superi questa fase e che tutto riprenda il suo corso normale. Sbaglio? E', secondo te, una questione di codardia la mia? Il non voler affrontare i problemi?
 
L'altra questione riguarda invece il mio attuale compagno, anch'egli separato.
La sua ex moglie sa di me, ma gli ha detto che mai e poi mai permetterà che i suoi figli mi conoscano, che se lui si aspetta che lei gli dia una mano in questo senso può aspettare anche 10 anni... Tieni conto che è vero che ha deciso lui di mollare la moglie, ma è successo tutto prima che arrivassi io nella sua vita e comunque a seguito di problemi causati da lei (lei aveva una relazione, e lui l'ha scoperta. Ha provato poi a ricostruire il suo matrimonio, ma alla fine si è arreso, anche se nel frattempo è arrivato il secondo figlio... ma è lunga da spiegare, ti ho fatto un sunto del sunto).
Sicuramente anche lui ha le sue colpe (come tutti), ora sta cercando però di andarle incontro il più possibile e di dare la priorità ai suoi figli e, da parte mia, non troverà mai ostacoli da questo punto di vista (e ci mancherebbe, i bambini vengono prima di ogni altra cosa... ne ho due anch'io!).
La questione fondamentale è che comunque la bambina più grande avverte tantissimo l'influenza della madre e per il mio compagno è difficile gestire la situazione.
Lo so, è normale, si prendono -da figli- le difese della parte più debole... la mamma è momentaneamente sola mentre il padre se n'è andato, io vengo vista come la rivale (anche se la stessa mamma/ex-moglie aveva detto al papà/marito che non lo amava più).
Credo di non poter far altro che aspettare, magari prima o poi lei stessa conoscerà qualcuno e allora vorrà avere dei momenti liberi, ammorbidirà un po' le sue posizioni. Certo che però non è facile, si vorrebbe tutto e subito, si è pieni di buone intenzioni, ma la realtà alla fine è del tutto diversa dall'immagine idilliaca della famigliola del Mulino che ci propina la televisione...
 
Tu che ne pensi? Qual'è il modo giusto per comportarsi? Come dovrebbe comportarsi lui, e io per aiutarlo?
 
 

 

 Cara Brunella,

la tua mail è proprio uno spaccato della società odierna, consentimi, quindi, qualche riflessione personale: matrimoni che falliscono, coniugi che si dividono, figli contesi, ricatti morali. E sempre i figli a pagare per i dissidi o scontri fra genitori. Da una statistica su basi reali, negli ultimi dieci anni, la durata media dei matrimoni è di cinque anni. Questo fa sospettare che la decisione di sposarsi nasca da ragioni superficiali, senza alcuna profondità di sentimento. Spero che non sia per il lato coreografico di una cerimonia, abito, pranzo, parenti e amici e relativi doni di nozze. Andrebbe invece considerato, se si sceglie una celebrazione religiosa, che si pronuncia un giuramento molto impegnativo davanti all’altare che non è soltanto formalità: di fedeltà, di sostegno, comprensione, rispetto reciproco. Quando, invece, razionalmente, si decide il rito civile, si firma un contratto pubblico, che dovrebbe essere vincolante, con gli stessi impegni già citati sopra.

Se si trattasse di un atto notarile, tipo compra-vendita, sarebbe impossibile annullarlo, mentre, invece, il contratto matrimoniale ha un valore molto minore, tanto che, figli o non figli, si scioglie. L’amore è finito. Se di amore si è trattato. Va detto che il divorzio, che è un diritto acquisito e legittimo, dopo molte battaglie combattute, è, in certi casi, sacrosanto. Però è anche vero che, spesso, di questo diritto, si abusa. Se lo si evita, è soltanto per il costo elevato delle varie procedure e adempimenti che conseguono.

Giusto quindi chiedersi perché mai allora ci si sposa, se non c’è un amore tale da tenere fede ad un giuramento o ad un contratto. Forse perché già si sa che ci sarà una scappatoia? In tal caso, in partenza, ci si muove col piede sbagliato.

Spesso, per la verità, una separazione costa lacrime e sofferenza. Senza considerare la maggior sofferenza dei figli che si sentono traditi e, spesso, non sanno farsi una ragione del motivo per il quale coloro che li hanno generati non si amino più. Qualche volta si sentono responsabili e perfino di troppo: un impedimento al diritto di rifarsi una vita dell’uno o l’altro dei due genitori.

Veniamo al tuo caso singolo, a separazione già avvenuta, sia per te che per il tuo attuale compagno. Alla fine, la nuova condizione acquisita, non vi porta ad una situazione idilliaca. Infatti, si presentano nuovi e diversi problemi e motivi di scontento.

Se il tuo ex marito è in difficoltà economiche, puoi anche avere un occhio di riguardo, dal momento che affermi di volergli un gran bene. Se invece il suo malessere è rigorosamente sentimentale, penso che, con le buone maniere, potresti evidenziargli il tuo caso e ricordargli i suoi doveri, parlandone civilmente, senza aggredirlo. Se il tribunale ha specificato una cifra di mantenimento o contributo per i figli, penso che il padre non possa ignorarlo. Capisco la sua delusione d’amore del momento, ma anche i suoi bambini sono frutto dell’amore. Se li ama, vorrà che crescano senza troppe privazioni.Tu conosci meglio di me la sua situazione e, quindi, vedi tu, se sia, o no, il caso di sollecitarlo. Soltanto se lui vorrà ancora defilarsi, prenderai in considerazione il ricorso al tribunale.

Per quanto riguarda la rinuncia alle tue vacanze, non credo che, alla fine, sia così drammatica. E poi ci sono vacanze e vacanze. C’è anche chi per anni fa il pendolarismo dalla città al mare, con acrobazie incredibili, o sceglie il modesto paesino di montagna, l’importante che ci sia aria buona per i bambini, senza eccessive pretese e senza favorire troppo il consumismo.

Ma, la "rinuncia" basterebbe a risolvere il tuo conto in rosso?

Sulla famiglia (ex?) del tuo compagno, avrei qualcosa da obiettare. La posizione della moglie, che gli è stata infedele (ne sei sicura?), ha il senso della vendetta gratuita. Che pretese può avere, questa ex moglie, se una gran parte di responsabilità del fallimento del matrimonio è sua? Tu però la definisci "parte più debole" e quindi ho qualche perplessità sulle sue colpe. Vero che i figli si schierano (ma non sempre) dalla parte della madre "abbandonata" ma, se questa sfoga le sue frustrazioni e si confida con la bambina, le reca molto più danno dell’abbandono del padre che poi, a quanto ho capito, continua ad essere presente, com'è giusto sia, con i figli.

Immagino che la ex moglie sia più gelosa dell’eventuale contatto con i "tuoi" figli piuttosto che con te. Teme, e si può capirla, che i bambini possano legare fra loro ed apparire, lei, come una mamma cattiva che impedisce gl’incontri. Preferisce che la parte della ‘cattiva’ sia tua, una donna che ‘ruba’ il marito alla moglie legittima e allontana il padre dai propri bambini. Questo appare agli occhi dei figli bambini, anche se tu sei arrivata in un secondo momento, quando il loro rapporto era già in crisi.

È meglio che tu proceda con la saggezza che già dimostri, lasciando tempo al tempo, però sappi che il rancore nell’animo della ragazzina, sarà difficile cancellarlo. Nel caso che la madre trovi un compagno stabile, finirebbe per giustificarla. Non pensare di ricordarle l’infedeltà precedente della mamma, causa della rottura: è assolutamente sconsigliabile, le farebbe del male e, inoltre, aggraverebbe il giudizio negativo che già ha su di te. Poi, come ben tu sai, se una donna tradisce (o un uomo) ci sono all’origine molti validi motivi e attenuanti. L’infedeltà nasce quasi sempre da un vuoto che si vorrebbe colmare. E non mi pare che, a lei, sia bastato tradire per colmarlo. La sua presa di posizione deriva anche da quello, non sopporta che il marito sia invece felice con un’altra donna e si dedichi ai figli di un’altra. Ma è felice?

Non capisco bene cosa intendi per "tutto e subito". La convivenza col tuo compagno suo ex marito? Non vive ancora con te? O essere partecipe agli incontri con i figli di lui? Nell'ultima ipotesi, non vedo perché voler affrettare quei tempi e nemmeno capisco che tu lo pretenda. Penso che sia il caso del rispetto reciproco della sensibilità di tutti.

Una curiosità: tu accettavi gli incontri del tuo ex con i tuoi figli in compagnia della donna che ora l’ha lasciato?

Non pensi adesso che, per una seconda storia finita, nel caso che i bambini si siano affezionati, possano sentirsi disorientati e ancora una volta soffrirne?

Come vedi, ti propongo una certa analisi dei fatti. Sta a te rifletterci sopra e prenderla, o no, in considerazione.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde