From: Emma

Sent: Thursday, September 08, 2011 7:09 PM

To: confid@confidenzialmente.com

Subject: Tormenti...

 

Rischio da valutare

Cara Marzia...ho letto molte email pubblicate, e la tua gentile schiettezza nelle risposte mi ha fatto venire voglia di confidarmi con te...

Io convivo da 4 anni e ho una bellissima bambina di 2.

Col mio compagno è iniziato tutto all'improvviso.. .molto velocemente.. siamo andati subito a convivere a casa mia, e dopo pochi mesi abbiamo deciso di fare un figlio che è arrivato ed è stato il dono più grande che la vita mi ha dato!

Però da quando è nata la bambina sono cambiate molte cose... mi è sembrato non così responsabile nei confronti di quella che è diventata la nostra famiglia... a partire dai soldi a fine mese, per finire con il tempo a noi dedicato ecc ecc... e adesso, nonostante l'abbia portato con me da un professionista per cercare di risolvere i nostri problemi, la situazione non è delle migliori...

E qui è sorto un altro problema, per me.

Non riesco a smettere di pensare al mio primo vero amore, quello di ragazzina, che però mi è rimasto sempre dentro, nell'anima..forse anche perché, pur se corrisposto, non è mai stato consumato e vissuto veramente..

Ho anche ripreso contatti con questa persona, tramite email, a causa di un grave lutto che lo ha colpito... e così abbiamo iniziato a mandarci fiumi di parole... ed ho scoperto che anche lui nutre lo stesso sentimento e la stessa nostalgia di me... adesso siamo adulti e abbiamo potuto parlarci chiaramente. Non ci vediamo da anni e probabilmente non ci vedremo mai per caso, perché abitiamo molto molto lontani.

Non penso minimamente di poter distruggere la mia famiglia, ma non nego che questa "verità" che ci siamo confessati mi ha creato ancora più confusione... e sopratutto mi sento tremendamente in colpa nei confronti del mio compagno che, si, lo ammetto, non è proprio un marito modello, non si comporta molto bene... ma non ho mai messo in dubbio il suo amore nei miei confronti.... e mi sembra di tradirlo anche solo a scambiare qualche email con un altro...

Cara Emma,

i temi sono due, molto correlati fra loro, ciascuno è la conseguenza dell’altro.

Intendo dire che, forse, il giudizio critico sul tuo compagno e padre di tua figlia potrebbe essersi rafforzato dopo aver contattato l’ex, nonché primo amore. Sarebbe importante conoscere chi dei due ha preso l’iniziativa. Anche lui è sposato?

Non fai che pensare a lui. Accade da quando siete tornati in contatto oppure, già da prima, il tuo pensiero era fisso su di lui?

Ti dico subito che gli amori adolescenziali non hanno niente a che vedere con un sentimento fra adulti, ben più consapevole e maturo. La nostalgia di quel tempo è del tutto normale e si riferisce, più che all’innamorato d’allora, alla stessa nostra età adolescenziale ormai perduta. È come voler tornare indietro a rivivere le sensazioni di quel tempo, per ritrovare la spensieratezza, la freschezza e la spontaneità di allora, di conseguenza, la facilità all’innamoramento rivolto più all’amore, che ad una persona precisa.

Logico che lui ti dica che, come te, ha nostalgia di quei momenti e di te: è la logica conseguenza di quanto gli hai rivelato tu. Ma... se allora vi siete lasciati e intrapreso strade diverse ci sarà ben stata una ragione.

Adesso comunicate per e-mail e già questo tipo di relazione epistolare e segreta, fa la sua parte. Più viva, più eccitante di un rapporto di quattro anni col tuo compagno che, alla fine, subisce un certo appiattimento del tutto fisiologico. La bambina, le difficoltà economiche, il poco tempo trascorso insieme, per gl’impegni di lavoro e la stanchezza che dopo subentra. Non penso sia per superficialità o capriccio. Ecco perché, in una convivenza, che equivale ad un matrimonio di fatto, oltre all’amore, occorrono comprensione e sostegno di entrambi. E, guarda, il dovere-diritto è reciproco. Senti il tuo compagno distante, meno partecipe, ma tu con lui come ti poni?

Ti senti in colpa. Ti sembra di tradirlo. Per te, uno scambio continuo di mail, con il contenuto che posso supporre, non rappresenta un tradimento, ma lo è. Anche se ti capisco e non ti giudico. Ci sono lacune e bisogno d'affetto che portano a valutazioni sbagliate. Una mia opinione, del tutto opposta al concetto comune d’infedeltà, è che il tradimento mentale sia più colpevole di quello fisico. 

So bene che un marito, o moglie, intendono come un’aggravante decisiva e imperdonabile soprattutto quello fisico e sessuale, a partire da un semplice incontro per finire poi con un’intimità più completa. Certo, un’infedeltà fisica è colpevole e grave, ma altrettanto lo è, mi dispiace dirtelo, uno scambio continuo di mail che parlano di nostalgia del passato e quindi presuppongono un sentimento che ritorna, che potrebbe concretizzarsi, se non ci fosse l'ostacolo della distanza in Km. Bada bene, un sentimento che è più un’illusione. Sono quasi certa che, se v’incontraste, restereste piuttosto delusi, sia per il cambiamento estetico, sia perché anche dentro, si suppone che siate "cresciuti".

Precisi che non v’incontrerete mai per via della troppa distanza, vuoi dire che se foste vicini, ti piacerebbe incontrarlo? Infatti, c’è un certo rammarico nella tua affermazione, inoltre, se l’incontro fosse voluto e organizzato (i mezzi di comunicazione e di trasporto non mancano) sarebbe quello di un’unica deludente volta, con l’amaro che resta e il senso di colpa che già provi ora e proveresti di più.

Senza contare il rischio. Hai una bambina piccola. Se il tuo compagno scoprisse questo tuo rapporto epistolare continuo, come la prenderebbe? Per non parlare di una lontanissima, ma non da escludere, tentazione d’incontro. Pensaci. Pensa soprattutto alla bambina e chiediti se vale la pena rischiare.

Seguita pure a scrivergli, se non riesci a farne a meno, con la dovuta attenzione (non salvare le mail) e ti renderai conto che, finita la novità, le lettere saranno ripetitive e diventeranno noiose.

Quello che a te manca, credo sia piuttosto la possibilità d comunicare con qualcuno di cui fidarti e confidare quel senso di solitudine e di sconforto che una donna prova, sentendosi trascurata dal marito. Non so se tu lavori solo in casa  o anche fuori. Se soltanto in casa, la frustrazione è maggiore, quando lui torna a casa la sera. magari stanco, non ha testa per prestarti attenzione. Ecco che qui dovrebbe scattare la comprensione reciproca.

Spesso mi domando che cosa si aspettino le future mogli dal matrimonio: un prolungamento del fidanzamento? Una vera utopia. In tal caso, meglio pensarci prima che nascano dei figli, per i quali dovere e sacrificio sono un diritto legittimo che non si può disconoscere.

Per me, ormai l’ho ripetuto più volte, i figli vengono prima di tutto, specie se bambini. Le tentazioni, le evasioni, anche se comprensibili e compatibili, lasciano il tempo che trovano.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde