----- Original Message -----
From: Daniela
To: <Undisclosed-Recipient:;>
Sent: Sunday, August 29, 2010 4:26 PM
Subject: Una mamma preoccupata
Sedici anni, ritorno dalla vacanza
Cara Marzia,
mia figlia è stata in Sardegna con un gruppo di amiche, ospite in casa dei genitori di una del gruppo. Insomma 4 ragazze in casa della quinta ragazza.
Durante la vacanza, mi ha mandato soltanto sms ai quali ho sempre risposto. Un paio di volte le ho telefonato e lei è stata evasiva, come fossi inopportuna o addirittura fastidiosa. Ora che è tornata, quasi non la riconosco più. Non è la ragazza sorridente e solare della partenza, si è come chiusa in se stessa e sfugge il mio sguardo. Ho provato a chiedere cosa l’abbia disturbata durante la vacanza, ma lei ha risposto che tutto è andato come doveva andare. Una risposta un po’ ambigua, non trovi?
![]()
Mia cara Daniela,
evidentemente, come tu supponi, qualcosa deve essere accaduto in Sardegna. Dalla semplice banale delusione per l’adattamento ad un’ospitalità che si è presentata diversa (scomoda) da quella che si era aspettata, ad un’esperienza voluta o involontaria nell’ambito della vacanza stessa. Per esempio un incontro con ragazzo, quindi un innamoramento estivo, che si è concluso in modo deludente. E, riferendomi a questo, molto di altro potrebbe esserci stato durante la breve relazione.
Tua figlia ha sedici anni, ancora adolescente, con quella specie di urgenza che sembrano avere i giovani di oggi. Sempre più precocemente, vogliono sentirsi adulti, bruciando le tappe per poi sentirsi in colpa nei confronti dei genitori. Per questo tua figlia evita di incontrare il tuo sguardo ed è evasiva.
Hai due possibilità. La prima è quella di aspettare che la ragazza metabolizzi l’accaduto e, quindi, si confidi spontaneamente; la seconda è che, fin da ora, senza aggredirla, ma mostrandole comprensione, affetto e solidarietà, tu le faccia capire che una mamma sa ascoltare e comprendere; sempre disposta a perdonare anche, ciò che può essere o sembrare grave. Tutto si può ridimensionare e risolvere, appunto parlandone con chi ci vuol bene. Tenere tutto dentro non è mai sano. C’è il rischio che "calcifichi" un malessere, privandoci della serenità che ci spetta, soprattutto spetta ad una ragazzina di sedici anni.
Potresti anche spiegarle che sedici anni li hai avuti anche tu (e non erano poi tempi così lontani e diversi) e che ciò che più ti faceva soffrire era la mancanza di dialogo con tua madre, per niente disposta ad ascoltarti. Oppure, viceversa, che tu ringrazi il cielo di aver avuto una madre ad ascoltarti nei momenti di difficoltà. Perché è più facile affrontarli in due piuttosto che da soli. E, soprattutto, niente è irrimediabile se si interviene in tempo.
Non voglio allarmarti. Nel caso di tua figlia, può darsi si tratti di un semplice episodio di nessuna importanza. Magari un bisticcio fra amiche.
Cara Daniela, avendo io avuto figli, ti capisco bene. Un genitore ha un compito molto delicato e difficile ma, con l’amore e l’attenzione sempre vigile, è più facile seguire i vari passaggi nel processo di maturazione di un figlio. È importante quindi essere sempre presenti, senza essere invasivi, ma attenti a cogliere certi segnali che, spesso, sono una richiesta di aiuto. E, tua figlia pare che questi segnali li abbia manifestati.
Ti abbraccio, Marzia