----- Original Message -----

From: Gabriella

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Sent: Friday, June 24, 2011 5:03 PM

Subject: lettera per Marzia

Sesso senza amore o, viceversa, amore senza sesso

Ciao Marzia, sono venuta a conoscenza di questo sito tramite una mia amica e ho deciso di scriverti, un po’ perché scrivere della mia vita mi aiuta a dare una visione diversa delle cose e d'altra parte per avere una visione esterna dalla mia.

All'età di 14anni circa ho scoperto che mio padre tradiva mia madre, Dopo alcuni giorni, sentendomi in colpa per aver taciuto, ho informato mia madre.

I miei genitori non sono mai andati d'accordo, assistevo a frequenti litigate ed erano pochi i momenti in cui si stava bene a casa.

Mio padre per me era un idolo e la scoperta della sua doppia vita mia ha sconvolto. Mia madre non ha saputo reagire a questa situazione, ha iniziato a seguirlo in macchina, (spesso portava anche me), a guardargli il cellulare, il portafoglio e a controllare tutto ciò che faceva. Mio padre non ha smesso di vedere quella donna nonostante tutto e si è venuto a scoprire che aveva avuto anche altre donne.

Io mi sentivo in colpa, l'avevo scoperto io e non avrei mai voluto averlo fatto. Mia madre mi metteva spesso in mezzo, chiedendomi di guardare e controllarlo. Una sera decise di seguirlo e mi portò con sé. Lo vedemmo che faceva salire in macchina una prostituta… per me fu una situazione terribile, provai una sensazione di profondo schifo e malessere.

[…]

Quando uscivo da sola, mia madre aveva sempre qualcosa da dire, mi chiamava durante la serata, a volte mi lasciava fuori casa se non tornavo all'ora da lei stabilita, voleva sapere qualsiasi cosa facessi. Litigavamo a lungo prima di ogni uscita e così a volte preferivo stare a casa per non avere discussioni con lei.

[…]

Continuavo a dirle che doveva lasciarlo, che dovevano separarsi, senza però ottenere risultati.

[…]

Iniziai a non mangiare più, forse Dmolti mesi avevo perso molti kili (facevo danza 3volte a settimana in quel periodo e non mangiavo nemmeno dopo le lezioni) fino a quando mia madre iniziò a preoccuparsi, ma non fino in fondo.

In quel periodo incontrai un ragazzo e anche grazie a lui riuscii ad uscire da questo malessere fisico.

Un giorno, dopo anni, mia madre decise di allontanare mio padre da casa. Ma dopo quattro mesi mio padre ritornò e lei lo accettò. Mi chiusi in camera senza dire una parola, piangendo e nessuno venne da me a spiegarmi qualcosa. Ero profondamente delusa dal comportamento di mia madre, come aveva potuto decidere senza neanche chiedermi un consiglio? Dopo tutto quello che avevo fatto per lei per renderle la vita migliore lei non mi aveva nemmeno interpellato.

[…]

Grazie al mio ragazzo iniziai a distaccarmi da questa situazione, cercavo di stare la maggior parte del tempo fuori casa con lui, a fregarmene delle discussioni e a fare "quello che volevo" , dormivo da lui e stavo fuori casa spesso

I primi due anni andarono molto bene, io ero follemente innamorata di lui e lui di me. Eravamo quella che si può definire una "coppia perfetta". Lui mi fece riscoprire me stessa e il mondo circostante. Riacquistai fiducia nel genere umano ed in particolare nell'uomo, cosa che prima avevo perso e iniziai anche ad avere fiducia in me stessa. L'unica cosa che non andava bene e che mi turbava nel nostro rapporto era il sesso.

Premessa: nessuno mi aveva mai spiegato nulla a riguardo se non in modo piuttosto perverso e subdolo.

Persi la verginità con questo ragazzo e lui la perse con me e ne ero felice. Anche se con lui non raggiungevo l'orgasmo, non mi ponevo nessun problema, anzi fingevo, sperando che un giorno sarebbe successo per davvero. Questa situazione andò avanti negli anni e per me era motivo di profondo disagio, ma non riuscivo a parlarne con il mio ragazzo perché lui non si è mai accorto delle mie "finzioni".

Dopo 3 anni di relazione per me divenne insostenibile e decisi di dirgli la verità. La relazione andò ancora avanti e io non feci più finta di provare piacere e questo inevitabilmente causò una serie di problemi.

Il mio ragazzo non si sentiva capace e iniziammo ad avere sempre meno rapporti.

Diventammo morbosi l'uno dell'altro, iniziammo a vederci tutte le sere, a fare sempre meno cose insieme alle altre persone e a stare a casa sua e a dormire insieme.

Il mio ragazzo continuava a dire che potevamo benissimo stare insieme senza fare sesso e che lui mi amava lo stesso. Per me non era così perché la nostra intimità si era ridotta a zero.

Non c'era più desiderio, né da parte mia né da parte sua (cosa insolita a 20 anni) , non c'era più la voglia di stare insieme in modo intimo. Si era creata una situazione per cui avevamo quasi paura di toccarci. Così la sera ci mettevamo a dormire, senza nemmeno guardarci in faccia, solo il bacio della buonanotte e nient'altro. Senza scambiare parola. Io ero perdutamente innamorata e mi andava bene qualsiasi condizione, anche se tutto questo iniziava seriamente a pesarmi. Mi disse che mi avrebbe sposato, che non sarebbe mai stato come mio padre, che con lui sarebbe stato diverso e mi avrebbe portato via da questa condizione, che avremmo finito l'università , trovato lavoro e saremmo andati a vivere insieme e io ci credevo e ci speravo davvero. Era la cosa che più speravo nella mia vita e che mi faceva sentire felice.

[…]

Un giorno, presi la situazione in mano e decisi di lasciarlo.

Gli dissi che lo lasciavo proprio per amore, proprio perché non era giusto vivere una storia del genere a 20anni, vivere il sesso in questo modo, non era giusto, tanto per me, quanto per lui. L'ho fatto per me, ma anche per lui.

[…]

Ha inizio periodo molto brutto della mia vita, in cui alternavo momenti di totale apatia e momenti di euforia folle. Non riesco più a dormire bene da quando l'ho lasciato e sono perennemente stanca e spesso nervosa, faccio dei sogni carichi di angoscia, spesso perversi, che non mi permettono di riposare e mi lasciano poi sconvolta per tutto il giorno. Vado da una psicologa e va molto bene, nonostante ciò non riesco a tornare alla mia vita normale, non riesco a distaccarmi da lui, da quello che mi dava, dall'idea che un giorno ci rincontreremo e staremo insieme e con questo mi precludo la possibilità di vivere altre cose

Poi, senza che lo cercassi conobbi un altro ragazzo, con cui iniziò tutto molto tranquillamente. Uscimmo in gruppo per più di un mesetto senza che succedesse nulla, nonostante si intuisse un interesse da parte di entrambi fino a quando un giorno si fece avanti e da lì iniziammo a vederci. Il mio interesse non andava oltre all'attrazione fisica e alla mia voglia di mettermi in gioco e di conoscere nuove parti di me e così era per lui. Ma le cose non si limitarono a quello. Dall'inizio fu tutto molto spontaneo e anche quando arrivammo al sesso la cosa non fu mai squallida o sporca per me (così come l’avevo considerata prima), ma bella e piacevole.

Sono riuscita a lasciarmi andare con lui fin dall'inizio, perché mi sentivo davvero ascoltata e rispettata.

Ci frequentiamo da circa tre mesi e le cose vanno molto bene, io mi sento libera quando sto con lui, ho imparato ad amarmi, anche fisicamente, mi sento bella, donna nella sua completezza, mi sento libera di esprimermi senza sentirmi giudicata, mi sento libera di parlarne con le mie amiche più strette senza provare vergogna, finalmente mi sento uguale a loro. Riesco a parlare anche più volentieri del mio rapporto con il primo ragazzo, di tutte le cose che mi vengono in mente, del percorso con la psicologa, dei miei sogni e accetto volentieri i loro consigli.

Ora capisco a fondo che il sesso è una cosa bella e non sporca e questo mi fa stare bene. Oltre alla sfera sessuale sto bene con lui anche in altro, siamo due persone molto diverse, ma questo non limita il confronto e lo scambio di opinioni, ci ascoltiamo a vicenda e ci divertiamo molto insieme, sia in gruppo, sia da soli.

Questo ragazzo mi ha detto poche settimane fa che si sta innamorando di me e io ho molta paura.  Paura perché non penso di essere altrettanto innamorata, paura di vivere una nuova storia, non voglio una nuova storia, paura di ricadere in una situazione simile, paura di stare male e di fare del male a lui.

Io sono sempre stata molto chiara. Fin dal primo giorno gli ho espresso le mie intenzioni, che si basavano su una frequentazione e nulla di più, gli ho sempre spiegato che uscivo da una situazione difficile e che avevo bisogno di tempo per stare sola e superare al meglio l’esperienza passata. Lui mi ha ascoltato e mi è stato vicino, non mi ha mai chiesto nulla di più anche se per me è ingiusto dal momento che lui sarebbe pronto per avere una storia e non me lo chiede solo perché sa che io non ne sono pronta. Per la prima volta nella mia vita sto provando sensazioni che mi fanno stare bene ma non le sto provando con il mio primo amore e ho paura di come possa finire. Penso ancora al mio ex, a come sarebbe andata se avessi fatto finta di nulla. Vorrei semplicemente vivere le cose belle che mi capitano, stare bene senza nuocere per forza all'altro, non farmi eccessive domande su ciò che mi succede e su come dovrei reagire e riuscire a distaccarmi dal mio ex.. ma non ci riesco!

Mia cara Gabriella,

la tua storia è dolorosa e complicata, nello stesso tempo, purtroppo, simile ad altre. Hai tutta la mia comprensione per i giorni difficili della tua adolescenza. Non c’è dubbio che, negli anni successivi, tu sia stato condizionata dal comportamento dei tuoi genitori. Non saprei dirti quale dei due sia più colpevole nei tuoi riguardi.

(Per inciso, ho tagliato le parti più personali e intime del tuo racconto perché troppo personali).

L’importante è che, adesso tu ne sia uscita, grazie all’aiuto della psicologa, ma anche al tuo desiderio di riappropriarti della tua vita e viverla com’è giusto che sia, prendendoti quella parte di serenità e spensieratezza che ti spetta.

Della tua famiglia, non vorrei dire molto perché non ho diritto di giudicarli. Tu a 14 anni non eri certo in grado di gestire la situazione che, fra l’altro, non ti riguardava direttamente. I tuoi genitori avrebbero dovuto risolverla fra loro, risparmiando i figli. Tu soprattutto, appena quattordicenne. Tu stessa ammetti (e allora ne eri testimone) che fra i tuoi non c’era un rapporto felice. Litigi continui e nessuna comprensione come invece dovrebbe esserci fra coniugi.

Trovo grave che tua madre abbia preteso la tua complicità e ti abbia coinvolta in quel suo gioco che non era amore. Era rivalsa per umiliazione subita e orgoglio ferito. Una sorta di vendetta per l’offesa subita. Il marito, non avendo un’intesa fisica con lei, addirittura si rivolgeva alla prestazione di una prostituta. Deprecabile, naturalmente. Ma, prendere a testimone di quello squallore la figlia adolescente, mi sembra altrettanto criticabile. Posso soltanto compatirla.. per la sua fragilità, immaturità e scarso senso di responsabilità. Resta il fatto che ha condizionato la tua vita.

Vero, per fortuna, che finalmente ti sei riappropriata della libertà di essere donna. Adesso, però, pur avendo capito quanto la sessualità non vada mortificata e un rapporto fra due esseri che si attraggono è quanto di più naturale, bello e piacevole possa esserci, rimangono in te delle difficoltà.

Intanto, ti esorto a non prenderti il peso di colpe che non hai. Ama te stessa. Per troppo tempo ti sei sacrificata per il bene degli altri, prendendo su di te un fardello troppo pesante e ingiusto.

Ancora adesso, sempre per il condizionamento subito nel passato, ti ritrovi a scindere il concetto di sesso e di amore. Se provi dei sentimenti di affetto e amore (come col tuo ex), non riesci ad avere un’intesa sessuale. Non riesci ad abbandonarti perché ti senti inadeguata, perfino sporca. Viceversa, ora che col tuo nuovo ragazzo hai riscoperto la tua sessualità e ti abbandoni con fiducia e naturalezza, ecco che ti spaventa l’idea di innamorarti, adesso che lui si è innamorato di te. Inconsciamente, temi che, amandolo, tu non riesca più ad abbandonarti alle sensazioni di piacere appena conquistate, evitandole come ti era accaduto col tuo ex.

In questo modo, rischi di influenzare anche lui. Lui tasta il terreno, quando ti dice che sta per innamorarsi di te, piuttosto che dirti d’amarti, proprio per timore di una tua reazione di rifiuto.

Ho trattato questo tema anche nel mio ultimo romanzo edito. Una delle protagoniste, Claudia, subisce le conseguenze delle passate vicende familiari, nell’infanzia e nell’adolescenza. Tanto da non riuscire ad avere un rapporto naturale con l’altro sesso, né fisico né sentimentale. Una storia ancora più difficile delle tua, con una soluzione di ripiego, l’unica che le si presenti.

Tu sei stata più forte di lei e ti ammiro. L’importante adesso convincerti che la sessualità, col piacere fisico che ne deriva, è molto più completa e appagante se insieme c’è anche amore.

Se posso essere completamente sincera… penso che l’amore fra voi ci sia già, altrimenti non potrebbe esserci una tale affinità e corrispondenza. Lui ama il tuo corpo e tu il suo e vi scambiate emozioni. Tu preferisci ignorare il sentimento, proprio perché credi, consapevole o no, che i due elementi vadano separati. Come se un rapporto limitasse o escludesse l’altro.

Per quanto riguarda il tuo ex, temo che se ritornassi con lui, ti ritroveresti di nuovo sommersa da dubbi e incertezze. Praticamente torneresti indietro, a fingere ancora nei momenti di intimità .A meno che tu non sia davvero convinta che sia un rapporto recuperabile anche dal punto di vista sessuale. Sii sincera con te stessa.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde