----- Original Message -----
From:
MaristellaTo: Confid@confidenzialmente.it
Sent: Saturday, March 15, 2008 11:11 PM
Subject: 15 Marzo 2008
Stralcio di lettera privata ovvero... cronaca quotidiana
Cara Marzia,
stamani è successa una cosa bruttissima. Una mia compagna di corso, una signora ipovedente di quasi 33 anni che ha una figlia di 5, è stata
aggredita e strattonata ad un braccio alla stazione di Campo di Marte. Non si sa bene com'è andata perché, quando è arrivata a scuola, era sotto shock,
non faceva che piangere e non riusciva a parlare. Sembra che, mentre si dirigeva a piedi dalla stazione alla scuola, dopo aver attraversato il
cavalcavia, qualcuno (non si sa se si trattava di una persona sola o di più
di una, né di che nazionalità fosse) l'abbia strattonata per un braccio ed
abbia cercato di trascinarla verso il giardino. Credo che sia inutile immaginare per farci cosa! Non si sa se lei sia riuscita a divincolarsi o se
nel frattempo sia arrivato qualcuno. Fatto sta che, per fortuna, il peggio non è
successo. Ma che importanza ha? Lei ha un sacco di problemi di salute; oltre ad essere ipovedente, è affetta da diabete da trauma ed è andata spesso in
coma e circa 4 anni fa le hanno scoperto la sclerosi multipla. Suo marito, i suoi genitori e i suoi fratelli non erano contenti che lei facesse questo
corso e venisse a Firenze da sola. Figuriamoci quindi, dopo quello che è successo stamani... Speriamo, con quello che ha, che non si aggravi di
nuovo! Siccome non ne aveva avute già abbastanza, le ci voleva anche questa!
Accidenti a quel corso e a tutti coloro che hanno pensato solo a gonfiarsi le tasche con i soldi dell'Unione Europea e che, con la scusa
dell'autonomia, lasciano le persone allo sbando e le abbandonano a loro stesse come fossero spazzatura!
[…]
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Cara Maristella,
più volte mi hai autorizzata a inserire parti delle tue mail, quelle che mi invii in forma privata. Oggi ti assecondo. In genere, vista l’amicizia, ti rispondo privatamente, e così farò anche questa volta per la parte che ho tagliato, troppo personale. Cambio, come per tutti coloro che mi scrivono, il tuo nome.
So quanto sacrificio ti costi seguire il corso di specializzazione che dovrebbe poter inserirti nel mondo del lavoro. La distanza fra la tua città e Firenze, da percorrere in treno, l’assenza totale della vista, gli orari impossibili, gli infiniti sacrifici e la forza di volontà non esprimono a sufficienza il prezzo della tua fatica.
Ho appena ricevuto la tua mail e, anche se indirettamente, mi sconvolge. L’episodio accaduto alla tua compagna di corso è fra i rischi che qualsiasi donna corre, oggi, perfino in pieno giorno. Se poi la donna è anche ipovedente (e inoltre malata), la disumanità ed efferatezza del gesto criminoso diventa ancora più disgustosa. Capisco che anche nelle altre allieve, te compresa, quel percorso fra la stazione e la scuola, diventi una sorta d’incubo e vi entri dentro la paura a rendere tutto ancora più difficile e pesante.
Non trovo parole per tranquillizzarti, se non il consiglio di non avventurarti da sola, magari fare gruppo, insomma, quantomeno, chi di dovere dovrebbe disporre per un accompagnatore, dal momento che l’invalidità è indiscutibile e conclamata.
Mi amareggia constatare, ancora una volta, come certi episodi crudi e violenti siano purtroppo lo specchio di una società malata e, mi spiace dirlo, anche di questa povera Italia che va male.
Ti abbraccio, Marzia