Gli straordinari e le trasferte...

 

Cara Marzia,

Mi chiamo Cinzia, ho 38 anni. Da tre anni convivo con il mio compagno (42 anni) che amo. Ci siamo conosciuti 5 anni fa, quando ero entrata nella sua ditta come segretaria. Subito c’è stata una forte attrazione e, sei mesi dopo, eravamo amanti. E’ seguito un periodo intenso e burrascoso di incontri clandestini e sotterfugi, perché entrambi sposati. Poi abbiamo deciso, dopo un anno di relazione, di confessare tutto, sia a mio marito che a sua moglie, per chiedere e ottenere la separazione. Il sacrificio più grande è stato il mio, perché ho lasciato mio figlio, di allora 10 anni, che adoro e che ora, messo su dal padre, rifiuta di vedermi qui dove vivo, e c’incontriamo soltanto fuori dai luoghi abituali, in zona neutra.

Ora dopo tre anni di convivenza, il mio compagno, abbastanza spesso, torna a casa tardi e dice di fare lavoro straordinario e alcune volte va in trasferta per qualche stage e mi viene da pensare che queste erano le stesse scuse che usavamo noi quando eravamo amanti clandestini...

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Così faccio scenate di gelosia e lui dice che sono visionaria e paranoica….

[…]

 

Cara Cinzia,

ho fatto il sunto della tua lunghissima lettera, ignorando parti più personali che potrebbero farti identificare, non tanto per te, quanto per il tuo bambino che ora, tredicenne, entra nella delicata fase adolescenziale che è un percorso difficile.

Ti dico subito (e chi mi conosce sa già) che considero il rapporto con i figli, specie se bambini, prioritario rispetto a qualsiasi altro tipo di relazione. Mi dispiace se ti sembrerò troppo severa, ma sinceramente, se davvero tu avessi adorato tuo figlio come dici… ti saresti allontanata dalla tentazione, al primo accenno, prima di esserne travolta. Perfino… lasciando il posto di lavoro e spiegando le motivazioni a tuo marito, prima che i fatti degenerassero: sono certa che ti avrebbe capita.

Le storie, o intrighi, fra segretaria e datore di lavoro sono comunissimi, specialmente se il "principale" ha il vizio dell’infedeltà ed è, come dici, affascinante. Per alcuni uomini è una sorta di sport o routine, anche perché, evidentemente, non trovano resistenza dall’altra parte e hanno maturato in sé l’idea poco edificante (e sbagliata) che le donne "ci stanno tutte".

Ti dirò di più, io mi sono coniata una certa regola: chi tradisce la moglie, tradirà anche l’amante. E’ evidente che valga anche per in senso inverso. E' un dato di fatto più volte dimostrato. Naturalmente esistono le rare eccezioni.

Non lavori più con lui, perché gli è sembrato controproducente averti accanto in ufficio (però, in passato, come amante clandestina, gli sembrava corretto tenerti con sé). Ti ha sistemata presso una filiale della ditta (fuori città), promovendoti dirigente… Ora, il tuo compagno ha un’altra segretaria.

Cosa vuoi che ti dica per tranquillizzarti? Non trovo argomenti.

Non è detto che, con la sua nuova segretaria, si stia ripetendo la solita trafila. Se per caso è vero che ti è infedele, come lo è stato con le sue donne precedenti, potrebbe trattarsi di qualsiasi donna, chessò… una cliente, un incontro occasionale, chi lo sa…

Ciò che appare sospetto è che, per lungo tempo, vivendo con te, non ha avuto motivo di far tardi la sera o di assentarsi per frequenti trasferte fuori sede . E, in occasione di qualcosa del genere, ti portava con sé. E’ stato molto presente e pieno di attenzioni per un paio di anni, ma adesso? E' il cambiamento che ora rende dubbiosi. O stupidità, la sua, o, all'opposto, astuzia, per farti intendere ciò che non dice o nega. Potrei ironizzare sul fatto che non esistono i delitti perfetti, o meglio i tradimenti perfetti. Nemmeno gli investigatori perfetti. E questa potrebbe essere un'analisi sbagliata: lui innocente come un agnellino.

Il tuo compagno, adesso, ha cambiato abitudine: due - tre volte la settimana ha del lavoro, o problemi vari, che richiedono la sua presenta in ditta fino a tarda ora ed è diventata indispensabile la sua presenza agli stage fuori sede (non ti porta più con sé, adducendo pretesti).

Non voglio alimentare il fuoco della tua gelosia, nemmeno dirti che piangere sul latte versato è inutile. Però nemmeno riesco a trovare parole di consolazione, perché penso a tuo figlio che ti incontra lontano dagli ambienti dove è conosciuto, che, se fai l’atto di baciarlo, si scansa. Di questo, al tuo posto, soffrirei molto e, in tal caso, leggendoti, io cercherei di consolarti e consigliarti. Non certo per il mal di gelosia causato da un uomo che si dimostra così poco rispettoso di te e delle donne in genere. D’altra parte lui non costringe nessuna, come non ha costretto te: usa le tradizionali armi del corteggiamento galante e frasi ad effetto (parole tue nella parte che non ho trascritta) e la sua prestanza fisica abbaglia chi non sa guardare oltre la superficie.

Forse dovresti prendere in considerazione l’idea di lasciarlo, sperando che, mantenendo dei rapporti civili, tu possa mantenere almeno il posto di lavoro. E’ brutto dirlo, ma rischi davvero di trovarti in difficoltà anche economiche. Guardati intorno e vedi se riesci a trovare un'altra occupazione.. Se come dici, sei davvero professionalmente valida e stimata, forse non è così difficile.

Non sprecare lacrime per chi non le merita e cerca di riconquistare la stima di tuo figlio. E’ un progetto sacrosanto che ti distoglierà da considerazioni meno importanti.

Ti abbraccio, Marzia

 

Marzia risponde