----- Original Message -----
From: Melania
To: <confid@confidenzialmente.com>
Sent: Friday, July 27, 2007 12:31 PM
Il tempo delle mele
Ciao Marzia spero che terrai in considerazione il mio problema perché non ce la faccio ad andare avanti così.
Tutto è iniziato 8 anni fa quando avevo 14 anni e lui 15. iniziato quasi solo per attrazione fisica e il batticuore delle prime emozioni.Tutto è sempre andato a meraviglia, amore grande,tutti ci hanno sempre invidiato per il nostro fantastico rapporto.Dopo 5 anni di fidanzamento mi sono trasferita con la mia famiglia per lavoro al nord dal sud è stato un trauma ma non ci siamo lasciati.Mi mancava da morire non vivevo più.Dopo un anno e mezzo abbiamo capito che non si poteva andare avanti così e così mi ha seguito. E' stato un gesto grande che probabilmente non avrebbe fatto nessun altro.Adesso è ormai un anno e mezzo che abita a casa mia con i miei e la cosa ha iniziato a pesarci un po'. Abbiamo sempre parlato di matrimonio e non vedevo l'ora di comprare la casa.Ho sempre pensato lui come l'uomo della mia vita...ma da quando stavamo per trovare la casa io sono andata nel pallone, un vuoto alla stomaco. ormai vado avanti così da 2 mesi. Mille dubbi, mi chiedo amore o abitudine?perché quando lo vedo non mi batte più il cuore? perché a volte non ho voglia di fare l'amore?Tutti mi dicono che non può essere come le prime volte dopo otto anni è anche normale.ma ci sto male,piango e piango perché non capisco più cosa voglio. Allo stesso tempo mi piace tanto e non penso a nessun altro al mio fianco. Lui sa tutto, stavamo per lasciarci ma io per paura di perderlo per sempre ho recuperato il rapporto credendo di essere "guarita" ma ora sono ancora punto e a capo. Lui mi ha detto che se succede un'altra volta fa le valige e torna al sud. Come posso sposarlo se anche in futuro avrò questi dubbi? Vi prego aiutatemi.Grazie mille.
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Cara Melania,
"Il tempo delle mele" è un film molto dolce e romantico degli anni ‘70 – ’80. Due adolescenti si innamorano ed è amore sincero. Però destinato a finire col passar del tempo. A te posso dire che a quattordici-quindici anni si è capaci di un amore genuino, di eterne promesse, di massima convinzione. Non metto quindi in dubbio la genuinità del vostro amore di allora. L’eccezionalità sta nel fatto che ci sia stato un seguito di otto anni, quasi contro ogni logica, considerando che è intercorso anche un trasferimento e un lungo periodo di lontananza.
Forse la convivenza insieme ai tuoi ha avuto la sua parte negativa, rendendo lui una specie di persona di famiglia, quasi un fratello, che fratello non è. Non deve essere stato semplice, né per voi due, né per i tuoi genitori.
C'è da riflettere che, non avendo avuto nessun'altra esperienza, per entrambi, non c'è un termine di confronto. Questo particolare, per certi versi apprezzabile, vi impedisce di comprendere, se, e quanto, l’amore e l’attrazione si siano trasformati in affetto. Anche l’affetto è amore, pure se il termine è diverso. Allo stesso modo, se la persona, per la quale si prova affetto, è lontana, si sente la sua mancanza. Ti accade, quindi, anche con caro amico o con un fratello. A maggior ragione, avviene quando c’è stato un forte legame (prima esperienza) in tutti i sensi, anche se il rapporto si sta trasformando.
I tuoi dubbi e timori, quindi, sono perfettamente comprensibili.La bambina di quattordici anni è adesso una ragazza di ventidue anni che si pone domande. Segno che è cresciuta. Il matrimonio non è soltanto una cerimonia festosa, è un impegno a vita ben preciso. Ben diverso dalla convivenza attuale con i tuoi genitori. E’ un passo talmente importante che, non avere dubbi, dimostrerebbe superficialità.
Tu puoi volergli anche un mondo di bene, ma non sentirti di prendere un impegno così definitivo. Si tratta di paura dell’ignoto e, nello stesso tempo, del timore di poter pentirti, dopo.Non sentirti, quindi, in colpa se ti vengono delle perplessità. Tantomeno, non sentirti in colpa se, adesso che sei una donna, decidi di cambiare strada. Scelta difficile che fa sentire quel famoso vuoto allo stomaco, molto spiacevole, che tu dici di provare.
Quando ti dicono che, dopo otto anni non può più essere come nei primi momenti, sono parole che non ti corrispondono. Qui non si tratta di una coppia di coniugi trentenni cha stanno insieme da otto anni, ma di due ancora giovanissimi, che stanno insieme da quando erano poco più che bambini e, per quanto allora sembrassero maturi, non lo erano abbastanza per decisioni definitive. Nel frattempo sono cresciuti, mentalmente e fisicamente, sono adulti (22-23 anni sono ancora pochi) e non sono più gli stessi del tempo delle mele.
Quello che conta, mia cara, è che non ti faccia venire complessi di colpa. Se tu provi quel terribile senso di vuoto allo stomaco che è fatto di mille tormenti, se lui non ti emoziona più e non senti più la voglia di fare l’amore con lui, non hai le premesse giuste per sposarlo. Sei già come un moglie stanca del partner ma che sta con lui per dovere e perché ci sono i figli. Non sei una moglie, non ci sono figli. Quando lui minaccia di tornare al Sud (dopo l’ospitalità di anni!), lascialo andare. Prendila come una prova, o una verifica per te e per lui. Può darsi che anche lui viva le tue stesse perplessità e che non voglia ammetterlo nemmeno con se stesso.
Posso solo aggiungere, per alleggerire le mie riflessioni, che il senso di vuoto, lo provano molte spose più adulte, innamoratissime e convinte, appena uscite dalla Chiesa. Non tutte lo ammettono. A te sta accadendo quando sei in tempo a cambiare il corso della tua vita, se pensi di non provare più, per il tuo ragazzo i sentimenti giusti.
Ti abbraccia, con tenerezza, Marzia