From: Raffaella

Sent: Thursday, November 11, 2010 4:01 PM

To: confid@confidenzialmente.com

Subject: la mia confusione

Il torto e la ragione

Cara Marzia,
ho 29 anni e sto con il mio ragazzo di 38 da 5 anni. Non so cosa mi succede ma non riesco più a trovare nella persona che mi sta a fianco quello che desideravo, tuttavia non riesco a troncare perché gli voglio ancora molto bene e ho anche paura a stare da sola. Lui lavora tantissimo ed anche a lui non so che cosa gli stia succedendo, non ama il lavoro che fa, guadagna non abbastanza da poterci permettere una casa in cui poter convivere come desideravamo e per tale motivo è molto frustrato. Nell'ultimo anno è arrivato molto stressato, per fortuna cerca sempre di scaricare lo stress con l'allenamento fisico. Ma ogni volta che ha bisogno di andare a pesca, la sua più grande passione, non rinuncia mai per noi due. Ci sono voluti 4 anni per fare un weekend a Genova solo un mese fa... e basta. È vero che mi ha sempre riempita di regali materiali, ma gli ho sempre detto e stradetto che non sono queste cose a farmi felice. Ultimamente noto un nervosismo costante in lui anche se col sorriso che ha sdrammatizza sempre: è a causa di forti noie sul lavoro. Io di mio sono molto sensibile e di fronte tutte le cose che mi vengono dette, anche cavolate, do un peso eccessivo e me la prendo subito, chiudendomi in me stessa e standoci male per giorni e giorni, piango per niente. Lui dice che è una vita che sto sempre a piangermi per la mia eccessiva sensibilità e che in questo modo mi ammalo solo io risultando pesante per gli altri.
La verità è che sento che manca il nutrimento alla coppia, facciamo sempre le stesse cose in un piccolo paese di mare e Marco non è il tipo che fa il messaggio di rito ogni mattino o la telefonata. Di conseguenza non lo faccio neppure io, perché so che, lui, la comunicazione telematica la reputa fredda e filtrata. Ci vediamo tutte le sere, è vero, l' apprezzo molto quando passa da casa mia per darmi la buonanotte, ma spesso è stanco, si addormenta e, oltre un abbraccio e delle coccole, non vuole sentirmi parlare, dice che sono pesante e sempre pessimista, malinconica e dopo una brutta giornata vorrebbe vedermi solo sorridere e basta.
Io lo credevo più romantico e non lo è. Non che sia una persona grezza, per carità son ben lontana da esserlo, ma mi ama come mi amerebbe un bambino, timidamente: lui ha quasi 39 anni! Dice che per tante coccole che mi fa io invece ho un modo egoista di dimostrare affetto e sono io ad essere fredda. È arrivato al punto di dirmi che dopo tante batoste passate non crede più in niente e in nessuno e che per lui esiste solo l'amore di Dio, tutti gli altri rapporti sono rapporti d'affetto, me compresa. Io ci sono rimasta molto male perché che persona è una che afferma questa cosa? Io mi domando fino a logorarmi perché mai pensa una cosa del genere? Perché non da importanza ai sentimenti, o meglio, a noi due? Lui pensa che portarmi fuori a cena sia la soluzione o se ho un male fisico di riempirmi d'attenzioni. Dice che fa tanto per me per farmi stare bene. Ma se poi cado in periodi di depressione come spesso mi accade, purtroppo, in primavera e autunno, lui mi risponde che lui non deve essere il mio sostegno, devo trovare la forza in me. Mi chiama e non mi dice che gli manco, ma se semplicemente se voglio uscire. Dice che dire spesso "ti amo" o "ti voglio bene" poi fa perdere il sapore di dirlo, e che dimostrare gelosia è sinonimo di insicurezza e significherebbe soffocare l'altro. Dice che io ho il concetto di amore delle telenovelas, dei film strappalacrime, ma se nemmeno le guardo, io, le telenovelas! Non esiste la favola, ma esiste stare bene insieme dentro un mondo che fa schifo e che bisogna guardare in faccia la realtà, e che cuori, lettere, poesie, non servono a nulla in una coppia. Io invece li vorrei, Marzia... possibile che il suo lavoro lo abbia reso così cinico sui sentimenti? Eppure quando vede un bambino, lo prende in braccio e io lo immagino già un padre esemplare! Gli ho chiesto più volte una pausa e dopo 4 giorni ci siamo sempre rivisti. Poco fa mi ha chiamato e mi ha detto che ho mille persone diverse dentro di me che combattono e che non sanno quello che vogliono. Io vorrei l'amore e le attenzioni, solo un po' di più, non so... lui invece vorrebbe una donna forte e sicura di sé che sia equilibrata e che moderi l'emotività e che veicoli la sensibilità in cose costruttive.
Forse sono io che non gli ho trasmesso e dimostrato quello che anche lui si sarebbe aspettato, e ora è questo ciò che mi viene di rimando. Raccolgo quello che ho seminato. A volte mi pare di non provare nulla per lui nello stesso modo in cui lui mi dice che non è possibile sentire qualcosa per l'altro costantemente ogni giorno, ci sono per lui i giorni in cui vorrebbe star solo. Forse davvero io credo alle favole? Eppure grazie a lui sono riuscita a superare tante cose, ci sono stati i momenti in cui siamo stati veramente bene, che se non fosse stato per lui starei ancora fossilizzata da qualche parte. Dice che comunque tutt'ora sto troppo ferma a pensare e che non mi tengo impegnata in nulla, e continuo a rimuginare e a non far pace col passato. Mi ripete sempre "prova tu a lavorare tutto il giorno e poi vedi come ti senti la sera! Vuoi solo dormire!" ...io chiedo solo un minimo di attenzione in più, detta semplicemente con toni diversi, qualche rinuncia con i suoi hobby di palestra e pesca... possibile che sia subentrata così tanta noia tra noi e che siamo così sprofondati in una relazione piatta? Tutte le volte che glielo dico mi si rivolge come se fossimo una coppia sposata da 30 anni e lui dice: "come posso avere tempo di scriverti poesie se sono stato tutto il giorno in contatto diretto con la morte? Poi torno da te e hai pure la faccia da funerale!" Preciso che xxy lavora nell'agenzia funebre di uno zio "padre padrone" e gli ho detto che la causa del suo male è proprio questo lavoro, ma io non so come aiutarlo, dove può trovare un'altro lavoro alla soglia dei 40 anni? Sono tremendamente confusa ed è l'ennesima volta in un anno che gli chiedo di starmene da sola, solo che poi mi viene di cercarlo, di volergli parlare, lo stesso fa lui, non ci capisco più nulla e non so che fare per poter ravvivare e tornare a vivere il nostro rapporto. Che cosa ci è successo, perché questa crisi, perché non riusciamo a parlare? Non so più che parole usare per salvare quello che ci lega, se ancora ci lega.

Cara Raffaella,

hai esposto i fatti in modo esemplare dimostrando anche una forte capacità di analisi e autoanalisi. Esponi le tue ragioni, che sono più che legittime, ma non rifugiarti dietro il timore di restare sola. Una relazione non può reggersi per motivi "di comodo" che diventano anche egoismo.

Se pensi di non amarlo più, e forse lo pensi, dal momento che consideri la storia diventata piatta, quasi la fotocopia di un matrimonio trentennale, allora devi trovare il coraggio di ammetterlo, più a te stessa che a lui, e prendere la giusta decisione.

Il problema è che cadi spesso in periodi di depressione. Ti succedeva anche prima di conoscere lui, oppure ti accade ogni volta che ti senti messa in disparte se lui dà la precedenza ai propri personali spazi di relax e di svago?

Mi viene spontaneo chiederti perché mai, in questi cinque anni, non lo hai assecondato nei suoi hobby, seguendolo. Gli hai così permesso di rilassarsi o svagarsi senza di te instaurando una sorta di abitudine legittima. Non so quale tipo di pesca lui pratichi, ma che sia con la canna, o in barca, sarebbe stato molto piacevole anche per te partecipare e svagarti con lui. Gl’interessi comuni sono proprio quelli che legano una coppia e allontanano la noia.

Non posso però dargli torto quando, insofferente delle tue lamentele, ti dice che, se lavorassi anche tu tutto il giorno, non avresti tanta voglia la sera di fare all’amore: saresti troppo stanca.

Non potresti davvero cercarti un lavoro? Non è facile, oggi, ma basta a volte adattarsi a piccoli lavori part time. E poi, chi non cerca, nemmeno trova.

Di sicuro il lavoro di lui è molto penalizzante e deprimerebbe qualsiasi persona, quindi posso comprendere e compatire che non riesca a dimostrarti desiderio e tenerezza, al ritorno, la sera: ha dentro il ricordo (quasi l’odore) della giornata appena trascorsa. Forse evita il contatto, in un certo senso, per rispetto, ma soprattutto per il disagio di poter contaminare un momento intimo con pensieri di disturbo. Non gli viene spontaneo abbandonare le sensazioni negative delle ore precedenti. Inoltre, la stanchezza ha il suo peso. Anche se capisco che tu, che lo hai aspettato tutto il giorno, ti senta trascurata e resti delusa, fino a dubitare del suo sentimento per te.

È anche vero che, in una relazione, la comprensione debba essere reciproca.

Sbaglia lui quando afferma che in una coppia può esserci solo affetto perché l’amore è soltanto quello di Dio. Se proprio è tanto credente, dovrebbe sapere che Dio, che lo ama e lo comprende (e compatisce e perdona),  insegna l’amore verso il prossimo a partire da quello più vicino (quindi la propria compagna), non vieta certo di amare e di essere amati e… di fare l’amore, altrimenti non saremmo fatti così come siamo fatti. O, per chi crede, per come ci ha fatti.

Il rapporto fra un uomo e una donna è amore, inteso nella sua completezza di sentimento e sessualità. Amore è anche quello fra madre e figlio, fra fratelli, fra amici, ma sono aspetti diversi dell’amore, sentimento che permette molteplici e universali interpretazioni.

D’altra parte, lui non ha torto quando ti dice che ripetere troppo stesso ti amo, alla lunga rende il concetto banale, una specie di intercalare fra una parola e l’altra. L’amore si dimostra con i fatti, senza bisogno di ripetere "ti amo" (che rischia di diventare retorico) e suppongo che almeno una volta, o nei momenti essenziali, te lo abbia detto.

È anche vero che una ragazza giovane come te, ha diritto sia a sentirsi amata, sia a momenti di relax e spensieratezza. O momenti sereni, insieme al proprio uomo. Altrimenti, prenditi spazi personali relativi ai tuoi interessi (ne avrai qualcuno!), se lui non ti permette di condividere i suoi, con lui. In tal caso, dimostrerebbe egoismo oltre che egocentrismo. Tu a macerarti in casa, quasi come una reclusa: a piangere e, come dice lui, a logorarti.

Hai quindi il dovere (e diritto) verso te stessa di reagire: inventati un hobby, trova motivi personali di svago e interesse. Se non con lui, cercati ugualmente un’attività che ti sia congeniale, chessò… una palestra o scuola di ballo latino americano, stringi amicizie o qualunque altro possa attrarti e riempire il tuo tempo: sarebbe anche un modo di esorcizzare la paura di restare sola. Vediamo poi che cosa ne penserà lui, se saprà apprezzare o avrà il coraggio di lamentarsi.

Ora si tratta di capire quanto questa altalena di contraddizioni e posizioni diverse abbia, in effetti, logorato il vostro rapporto. A leggerti (fra l’altro, complimenti per come esponi i fatti), sembra proprio che tu sia arrivata a sentirti demotivata, delusa, totalmente insoddisfatta e purtroppo con la depressione in agguato. Fatti forza e reagisci. Anche se dovessi chiudere definitivamente il rapporto con lui, ricorda che la vita è tua e devi viverla al meglio.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde