----- Original Message -----
From: Mario
To: "confid" <
confid@confidenzialmente.com>Sent: Wednesday, January 09, 2008 3:44 PM
Subject: un consiglio veramente urgente
Tragico ginepraio
Ciao Marzia,
mi chiamo Mario e ho un problema serio da confidarti e per il quale sarei grato di ricevere un tuo consiglio.
Ti premetto che mi sono separato nel 2004 da mia moglie dopo 24 anni di matrimonio e due bei figli cresciuti insieme oggi grandi di 26 e 22 anni.
A valle di questo fallimento ho intrapreso una relazione con una collega sposata (di nome Y) con la quale avevo tutto e mi sentivo felice ma dopo due anni di storia stupenda nel momento clou si è tirata indietro e ha scelto di vivere con il marito e non si è sentita di affrontare la realtà di una separazione con suo marito.
Dopo qualche mese ho conosciuto una donna di nome "X" con la quale oggi mi trovo in gravissime difficoltà. La storia pertanto va avanti da poco più di due anni in quanto si accavallò a quella con Y anche se coerentemente con l'uomo che sono X era al corrente di tutto di me e di questa relazione alla fine.
La relazione con X è stata fin dall'inizio un calvario per colpa delle sue gelosie nei confronti di questa donna ma comunque tra alti e bassi la relazione tra noi è continuata fino ai primi di gennaio 2007 quando mi accorsi stando in regime di convivenza che lei di nascosto e volutamente contattava vari "amici" di vecchia data (che devo dire un po’ ambigui e ti spiegherò più avanti il perché) sia dall'ufficio vuoi con gli sms sempre in fasce orarie affinché io non ne venissi mai a conoscenza. Ti premetto che tutte le mie amicizie nel contempo sono diventate anche sue amicizie ma dei suoi amici e amiche io ne ho sentito solo i nomi e questi intrallazzi sempre di nascosto. Giungemmo quindi una volta stufo di questo suo comportamento sleale che era arrivato ad un punto estremo (trenta sms a settimana e telefonate a non finire con questi pseudo "amici") decisi di mollare tutto. Ti premetto che lei ha due figlie con due uomini diversi di 15 e 8 anni venute da due relazioni durate entrambe tre anni di cui l'ultimo tossicodipendente (è una donna che a suo dire ha avuto in tutto 4 relazioni escluso la mia ognuna di circa tre anni). Tutte notizie che ovviamente ho appreso successivamente a relazione inoltrata. Mi sono pertanto trasferito nella mia casa che avevo in affitto lasciando lei a casa sua. In due mesi di separazione lei ogni tre giorni veniva da me facendo dei veri e propri blitz soprattutto notturni che finivano sempre nel sesso. Lei nel contempo mi dichiarava amore e che mi voleva per lei asserendo che se io facevo alcune cose come allontanarmi sul lavoro da quella collega Y. lei avrebbe ricominciato questa relazione in quanto sembrava fosse l'unico motivo di gelosia che la faceva stare male così come promise di cambiare l'atteggiamento con i suoi amici e quindi con me. Da fine marzo 2007 si ricomincia e mi trasferisco a casa sua quasi convinto che potesse andare bene. Nel periodo iniziale invece vengo a scoprire che nei due mesi da separati (anche se separati del tutto non si era visti i suoi continui blitz e telefonate) lei andava fuori i week end e non si sa con chi e tante altre cose che davano adito a pensare a qualcosa di losco (una e-mail di un suo presunto amante che le dichiarava amore perso dopo essere stato suo amante da oltre sette anni e che lei ha negato). Lei tra un giuramento e l'altro (io lo chiamo negare) disse di essermi stata sempre fedele. Comunque per poter ricominciare seriamente questa relazione convenimmo che si doveva dare un calcio al passato e cominciare seriamente la relazione. Era marzo 2007. Non ti nascondo che fino alla fine di settembre è stato tutto stupendo al punto da non crederci… vacanze stupende, progetti unici… tutto bello... Poi qualcosa si è rotto in lei a fine settembre al ritorno di una stupenda vacanza ad Ischia ..è diventata volgare… liti continue… sia con me che con la figlia più grande… violenta con le mani e con le parole... minacce… insomma un'altra persona...facendomi ricredere su tutto... anche a letto le cose sono cominciate a non andare più bene in quanto vedevo chiaramente che sembrava più un obbligo o un dovere che un piacere. Devo però fare una premessa importante che poi ho saputo solo di recente: questa donna ha avuto dieci anni fa dei problemi psichici e fu ricoverata al CIM per ben tre volte e non si è più sottoposta a controlli…infatti a volte durante alcune liti si assentava con lo sguardo tremando e aveva manifestazioni di doppia personalità a dir poco sorprendenti. Le sono rimasto stato vicino quindi vuoi per amore vuoi nella convinzione (dopo averne parlato con i genitori e suo fratello) che certe manifestazioni e certi comportamenti fossero legati alla sua malattia psichica e lei diceva che senza di me non sarebbe mai stata capace di superare in quanto dal dottore non ci voleva per nessuna ragione andare neanche per un controllo. Oggi le cose sono rimaste stazionarie… l'ho minacciata più volte di volermene andare ma mi sono arrivate da parte sua minacce pesanti del tipo "non posso più vivere senza di te"… se te ne vai mi ammazzo o ammazzo te"..."se te ne vai non vengo neanche più al lavoro"..e così tante altre minacce alcune delle quali anche manifestate.
Forzato dai genitori e dalle figlie ho provato fino ad oggi a capire, ad aiutarla, ma io non ce la faccio più. ormai mi sento triste, spento, inutile e soprattutto non amato e forzato a fare una vita che mi sta stretta. Tu pensa che la sua gelosia, il suo possessivismo non mi consente neanche più di uscire con gli amici per una serata a mangiare la pizza e che le sue manifestazioni di gelosia sono così esagerate che ho dovuto obbligatoriamente rivedere anche le mie attività lavorative per accontentarla, annullandomi in sostanza.
Vorrei andarmene, fuggire via ma non so come affrontare il problema con lei in quanto ogni volta che ho tentato dopo una lite di andare via, sono arrivate puntualmente la sua disperazione, le sue minacce e le sue manifestazioni di violenza in tutte le forme al punto che qualche segno fisico lo porto.
Ho provato in tutti i modi a parlarle e ogni volta lei non solo non accetta il dialogo ma la mette sempre sul piano dei rimorsi e della coscienza costringendomi in sostanza a non andarmene per paura che faccia del male a se stessa o a me o alle sue figlie (mi ha minacciato più volte di pugnalarmi alle spalle e qualche volta ha anche tentato cose di cui non è meglio parlare).
Il bello di tutto questo è che tutti i suoi famigliari mi adorano e pregano dio che io non me ne vada e anzi che le stia vicino per aiutarla. Ma io non ce la faccio più Marzia.
Il consiglio che serve a me è primo cosa ne pensi di una donna che ha di tutto e di più e che dopo una vita condotta come ha fatto lei che si ritrovava un uomo che la adorava, una famiglia felice intorno, economicamente stabile, una bella casa...cosa può volere di più dalla vita visto che dice a chiunque che mi ama da morire...e soprattutto veramente devo sottostare a vivere una vita infelice solo per aiutare una donna?.....io spesso penso ai miei figli che sto trascurando per seguire lei...ma soprattutto io che ero una persona solare e sempre felice non mi riconosco più e che liti e le discussioni mi hanno distrutto.
In sostanza secondo te dovrei fuggire egoisticamente fregandomene di tutte le sue minacce e badando solo a me stesso o resistere nel tentativo di riuscire a portarla dal suo psichiatra o nella speranza che possa guarire?
Sapessi quante volte ci penso… le ho dato tutto me stesso… la mia stessa vita...ma a 50 anni non me la sento più di vivere una vita così travagliata e non so pure se volessi andare via come io possa fare a parlarle per farle capire che rivoglio la mia vita, la mia serenità, la mia tranquillità..
Spero vivamente Marzia di ricevere un tuo consiglio.
Per ora ti ringrazio.
Spero che nello spiegare lo stato delle cose sia stato sufficientemente chiaro.
ciao
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Caro Mario,
ti sei messo in un bel ginepraio. Lo credo che i suoi familiari stravedano per te, dal momento che si sono alleggeriti di una responsabilità piuttosto pesante. Mi verrebbe da chiedere se, quando hai deciso la separazione coniugale, la relazione con Y. esistesse già o sia cominciata subito dopo. Di certo, la frequentazione con X è partita con la precedente (con Y) ancora attiva. Un po’ come se, prima di chiudere una storia sentimentale, volessi assicurartene subito un’altra.
Tutta la comprensione e compassione (cum - passio) per una donna che, avendo problemi mentali, non è responsabile delle proprie azioni, che ha veramente bisogno di aiuto, di cure e di controlli specifici, altrimenti c’è il rischio che commetta azioni molto gravi.
Già lo dimostra alzando le mani sulle figlie e su di te, al minimo motivo, o senza motivo. E poi ci sono le minacce che, in un momento di alterazione, potrebbe anche mettere in pratica. Una situazione pericolosa e insostenibile per chi le sta intorno, ma anche per lei che, se fosse curata, probabilmente potrebbe anche avere una vita normale o quasi. Poi, si sa, mi baso su quanto racconti tu, non ho alcun altro riscontro che mi confermi che i fatti si svolgano come tu li descrivi. E bisogna considerare che anche X ha avuto una vita molto disastrata e infelice, con relazioni che si sono rivelate dolorose e fallimentari, specialmente quella dalla quale è nata la seconda figlia. Suppongo non soltanto per causa sua. Non so se i suoi problemi di salute mentale si siano presentati dopo o ci fossero da prima. Resta il fatto che le malattie mentali possono essere diagnosticate soltanto da un medico specialista che sa anche adeguare una giusta cura specifica. Non credo proprio che un familiare, o un uomo innamorato, possano sostituirsi ad un medico. L’amore è certo fondamentale ma non è una cura sostitutiva. E’, semmai, un aiuto alla riuscita di una cura. Ma lei rifiuta di curarsi. Anche questo è caratteristico di certe patologie. Il soggetto rifiuta di considerarsi malato.
Di questo passo, invece, senza controllo medico, andrà sempre peggiorando, purtroppo la cronaca ci racconta di casi estremi. E se ne sente parlare solo a fatti compiuti. Tragici. Non ci sono strutture o supporti tali che intervengano in aiuto preventivamente. Né io ho la preparazione o capacità di consigliarti. Potrei solo suggerirti di parlarne, tu, con il tuo medico per farti indirizzare alle persone giuste. Potresti forse accusare tu stesso un principio di depressione causato dalla tensione che stai vivendo. Magari farti prescrivere un periodo di riposo lontano dall’ambiente che ti crea malessere. Hai anche tutte le ragioni di voler stare vicino ai tuoi figli. Un tuo e un loro diritto. Potresti precisarlo ai familiari della tua problematica compagna, facendo presente che la tua salute sta subendo un danno.
Della tua ex moglie cosa mi dici? Siete rimasti in buoni rapporti? Non so, mi viene da pensare che potrebbe aiutarti. Sempre che non ci siano motivi di rancore fra di voi. Credo che si arrivi ad una separazione per i torti e le carenze di entrambi. Non credo che tu sia senza difetti. Il più delle volte la causa di rottura è la monotonia del rapporto e il calo di desiderio, del resto fisiologico per tutte le coppie. Forse ci sarà stata una tua infedeltà.
Per esempio, nelle due storie successive, hai portato avanti, nel finale due rapporti in contemporanea, scatenando la gelosia di una donna già di per sé con problemi. I segnali c’erano e da subito, forse non hai voluto considerarli o eri talmente innamorato da non volerli vedere. Penso con molta tristezza alle sue figlie, una ancora bambina, che subiscono scatti di collera eccessivi e preoccupanti. Di sicuro non vivono in un ambiente sereno e avrebbero bisogno di un appoggio affidabile. La famiglia, i nonni, gli zii, dovrebbero prendersi cura di loro, oltre che della madre irresponsabile. E’ un loro dovere cercare di convincerla a curarsi. Moralmente lo hai sentito anche tuo finora, ma a tutto c’è sempre un limite, oltre il quale è difficile andare. Più che con lei, parlane con i suoi parenti, semplicemente con sincerità. Mi sembra evidente che tu non l’ami più e, senza amore, gli ostacoli diventano insormontabili.
Vorrei avere la bacchetta magica per aiutarti ad uscire da una situazione che mi appare tragica. Ma non ho la bacchetta magica.
Con tutta la mia simpatica e comprensione,
ti abbraccio, Marzia