----- Original Message -----
From: Silvana
To: <confid@confidenzialmente.com>
Sent: Monday, September 17, 2007 8:41 AM
Subject: lettera con attesa di risposta
Tu ci sarai?
Oggi ho lettera una tua risposta a una lettrice e sono rimasta stupita dalle cose che hai detto.
Cara Marzia ti scrivo perché da 10 mesi mi sono separata da mio marito dopo 13 anni di matrimonio e 9 di fidanzamento, ho un figlio di nove anni e un dispiacere nel cuore enorme per come è finito il mio matrimonio.
Mio marito mi ha lasciata per una ragazza di 38 anni, due anni più giovane di me, polacca e che lavora nei Night, ma quello che mi stupisce è che non mi ha detto niente della sua presunta crisi coniugale, si è trovata un'altra e poi se ne è andato di casa. Con il tempo lui mi ha detto che il nostro matrimonio era finito da tempo, che lui non
provava più niente per me solo "il bene", i nostri rapporti sessuali erano radi e lui non voleva questo, ma non ha neppure fatto niente perché le cose migliorassero tra noi.
io pensavo che l'avventura che stava vivendo gli facesse capire che invece c'era ancora amore tra noi ma che si era fatto travolgere dalla routine matrimoniale, il lavoro, i figli... Ora io mi sto facendo un sacco di domande. Tornerà da me? ma soprattutto posso amare ancora un uomo che ha avuto un comportamento tale? Ma io lo amo ancora o veramente come dice lui è la forza dell'abitudine ?
Ciao e attendo una tua risposta.
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Mia cara Silvana,
le lettere che ricevo trattano tutte, o quasi, il tema dell’abbandono. Diventano ancora più amare quelle in cui, come nella tua, la crisi nasce all’interno di un matrimonio dove è stato generato e vive un bambino.
Non mi stupisco. I casi sono così tanti da rientrare nella normalità. Ma mi delude, per l’ennesima volta, constatare come il concetto e il valore di matrimonio naufraghino così facilmente, rendendolo un impegno superficiale e senza alcun fondamento. Così da riflettere che ci si sposi senza amore e con poca convinzione. Banale anche la mia domanda: perché sposarsi? Come mai si arriva a promettere, o giurare, in Municipio, o davanti all’Altare, amore, fedeltà, comprensione, quando nel cuore già si predispone uno spiraglio di fuga? Mi riferisco, nel caso tuo, a tuo marito. Soprattutto perché, quel figlio, concepito con amore (così dovrebbe essere), diventa ad un tratto insignificante o di secondaria importanza, rispetto ad un esigenza sessuale che, nel matrimonio, è diventata secondaria o rarefatta?
Intanto, nella coppia, si è in due. E le accuse che tuo marito (ex) rivolge a te (vigliaccheria), non si sa bene a chi debbano, in realtà, essere dirette e, in ogni caso, valgono per due. Se è vero che la componente sessuale è fondamentale nel rapporto di coppia, è anche vero che fa parte dell’insieme amore. Quell’amore che esiste anche se quell’ingrediente si è intiepidito, o si è tramutato in affetto che è pur sempre amore. Logico che, dopo ventidue anni di frequentazione, sia accaduto. Meno logico, anche se frequente, che un uomo di quarant’anni si faccia così fisicamente distrarre dall’opportunità di quel piacere fisico che per lui sembra essere una priorità. Quella priorità prevale, per lui, sulla moglie, sua compagna di vita da più di vent’anni. Meno accettabile che prevalga sul figlio, ancora bambino, che vede sgretolarsi, per l’abbandono del padre, le proprie sicurezze e la fiducia nel concetto di amore e di famiglia. Il figlio assimilerà che, innamorarsi di un’altra donna, che non è la moglie, ma è "più nuova", emancipata e quindi più stimolante sessualmente, è la regola che si completa andandosene di casa. Come fosse un diritto sancito e sacrosanto.
In effetti, la giustificazione di tuo marito, proposta come un’attenuante, o alibi, è che, fra voi, era rimasto solo il bene e che i rapporti sessuali erano radi. Avrebbe potuto risparmiarsi queste affermazioni nate per liberarsi dai sensi di colpa. Accusa te di carenze che sono anche le sue. Ma è diventata una prassi. Non soltanto al maschile, intendiamoci! Anche la donna che lascia il marito si avvale delle stesse accuse e ragioni. Insomma è colpa del partner se non lo/la si desidera più e se si perde la testa per una persona nuova. La colpevole, dice lui, sei tu che non hai saputo soddisfarlo sessualmente. Praticamente non ha avuto il coraggio di riconoscere che ha perso la testa per una donna più intrigante e passionale (fino a quando?), che lavora nei night, che lo stimola di più sessualmente e gli fa ribollire il sangue, tanto da fargli dimenticare che, dieci anni fa, ti ha sposato per amore e ha giurato davanti all’altare e, con te, ha concepito un figlio.
Con tutto questo non condanno e non giudico. Numerosi matrimoni vanno in crisi, anche dopo pochi anni, responsabile spesso la scarsa intesa sessuale o diversi altri motivi più insignificanti e superficiali. Per altri, non dimentichiamolo, ci sono ragioni molto più gravi e valide di frattura, tenute a volte, purtroppo, sotto silenzio, ma degne della nostra comprensione e rispetto. Situazioni tali, per le quali la separazione è l'unica soluzione possibile.
Anormale è diventato il contrario: i coniugi che restano insieme per la vita e diventano nonni affettuosi e presenti per i nipoti, figli dei propri figli. Nonni, figure retoriche ed obsolete. Ma esistono: saranno mostruosità? Eppure, i nonni erano, sono, fondamentali, nella vita di un bambino, sono la testimonianza di coerenza e solidità, nella famiglia. Oggi, spesso, i figli, crescono senza valori, con le conseguenze che troviamo nella cronaca di ogni giorno.
Vedi, io capisco e compatisco le tentazioni e perfino l’ipotetica sbandata. Ma stimo l’intelligenza capace di controllo e di memoria, quella che impedisce di dimenticare che, prima di noi stessi, vengono i figli.
Mi domandi se tuo marito tornerà da te. Può darsi, non lo escludo. Se l’orgoglio glielo permetterà, tornerà da te, se e quando, l’affascinante donna del night lo troverà meno desiderabile, innamorandosi di un altro, più fisicamente prestante. Nel caso accadesse, tu ci sarai? Per tuo figlio o per te stessa?
Ti abbraccio, Marzia