From: Tiziana

Sent: Wednesday, January 18, 2012 12:16 PM

To: confid@confidenzialmente.com

 

Un carattere irascibile

Cara Marzia,
ho bisogno di un suo consiglio sulla storia che sto vivendo con quest'uomo, con il quale convivo da circa un anno, ancora in due case differenti, la mia e la sua, in attesa di averne poi una sola.
Abbiamo entrambi 50 anni. Lui è sposato separato con una figlia e diverse relazioni alle spalle, mentre io sono single e mai stata sposata.
Sono una donna molto semplice e purtroppo con un carattere piuttosto debole che si ribella molto difficilmente, a differenza di lui che dice di essere una persona molto forte ma secondo me soprattutto molto prevaricante.
Tra noi non ci sarebbero grosse discussioni anche perché per me va bene quasi tutto, anzi cerco sempre di accondiscendere alle sue scelte,  a volte anche  a discapito delle mie,  sbagliando perché su questo sono stata spesso criticata da lui. Mi dice, appunto, che da me non parte mai un bel niente di iniziativa se non è sempre lui che decide cosa fare o dove andare. Ci sarebbe da dire su questo perché ad esempio domenica voleva andare in montagna e la cosa andava bene anche a me, ma subito ha detto che forse potevamo trovare troppo traffico che poi magari faceva troppo freddo ecc. Ma quando alla domenica siamo rimasti a casa, la colpa è stata mia che non ho mai voglia di muovermi che avrei dovuto stimolarlo di più e forse ci saremmo anche andati invece di stare a casa come due pensionati...
Idem nel ballo. Lui sa ballare molto bene, invece io sto ancora imparando, a parte che non ammette nessun genere di errore da parte mia e poi dice che anche qui non sono mai io che insisto di uscire alla sera e quindi gli faccio passare ogni voglia... che le compagne precedenti, vuoi magari perché ballavano già bene, lo stimolavano di più...
Ma quello che ultimamente mi spiace molto è che, per delle cose secondo me banali, lui se la prende tanto, mi urla contro, dicendomi che preferisce stare da solo, che quando era da solo si divertiva di più, mentre adesso non è più così ecc. ecc. Tutto questo perché non ho trovato immediatamente, secondo lui, le chiavi dell'auto piuttosto che quelle di casa... Ne scaturisce una tragedia, mi accusa di essere disordinata, di non aver testa nel fare le cose e che si stufa tutte le volte di stare a fare tante parole...
Oppure, quando lui si riposa, non deve volare una mosca. Ad esempio, l'altra sera, appena dopo cena, mentre lui dormiva, sono andata in camera per sistemare della roba e, inavvertitamente, mi è caduto un attaccapanni... L'ho svegliato, si è arrabbiato da morire, dicendo che non ho rispetto per lui… ecc. ecc.
Oppure, ancora mi riprende se, quando cucina io magari non sono immediatamente pronta a lavorare con lui… anche qui accusata di perdere tempo, di non fare niente ma le assicuro che mi dò sempre un gran da fare su tutto e, a volte, credo di essere io quella che non è rispettata... poi alterna momenti in cui è molto affettuoso e preoccupato per me e per la mia famiglia...

Cara Tiziana,

la tua mail sembra troncata all’improvviso sull’unica affermazione positiva riguardo questo tuo uomo che dimostra di essere così poco di positivo:

"… Alterna momenti in cui è molto affettuoso e preoccupato per me e per la mia famiglia".

Una frase che sembra dettata da un ripensamento o forzatura. Quasi volessi farti perdonare tutte le critiche elencate sopra.

Di quest’uomo, salta subito agli occhi il cattivo carattere. Magari, dentro lui, potrebbe anche essere buono d’animo, ma certo, da quanto racconti, dimostra molto male questa sua qualità… nascosta. Molto nascosta.

Ti tratta come una dipendente (una dipendente, forse, sopporterebbe per non perdere il lavoro ma non so quanto potrebbe resistere), sarebbe meglio dire, come una schiavetta ai suoi ordini e guai se non lo assecondi.

Su un punto però ha ragione, sul fatto che non prendi mai l’iniziativa e forse lui ti maltratta proprio per scuoterti, per portarti ad una reazione. Quel famoso giorno della gita in montagna, avresti potuto incoraggiarlo ed insistere. Lui non ti avrebbe ascoltata lo stesso, però non avrebbe potuto rinfacciarti di non averlo fatto.

Ha avuto molte relazioni dopo la separazione dalla moglie, forse anche prima. C’è da chiedersi come e perché siano tutte finite, più o meno malamente. Forse perché è un uomo insopportabile?

Mi sorprende molto che, subito dopo cena, lui se ne vada già a dormire e tu debba rispettare una sorta di coprifuoco, la consegna del silenzio, mentre seguiti a sfaccendare per la casa. Come mai un cinquantenne che. in altre occasioni, dimostra tanta vitalità (per esempio il ballo) se ne va a dormire così presto, come fosse un bambino piccolo o un vecchietto?

I suoi scatti di collera rivelano una persona irascibile che dà segni di nevrastenia. Voglio però essere generosa e attribuirgli soltanto un brutto carattere, frutto probabilmente delle esperienze passate deludenti, ma questo non giustifica che ti colpevolizzi di continuo e ti maltratti. Hai ragione quando dici che ti manca di rispetto. Tu dici "a volte", io direi quasi sempre.

Ti consiglierei di riflettere bene prima di lasciare definitivamente la tua casa, unico luogo dove, in caso di necessità, puoi ritornare.

Una domanda: sei sicura di amarlo questo tuo compagno? Di amarlo così tanto da riuscire a sopportarlo per il resto della tua vita? La risposta che ti dai è molto importante.

Se è affermativa, allora devi prendere coraggio e fargli capire che il suo comportamento ti mortifica e ti fa star male e che non sai quanto potrai continuare a subirlo. Può darsi che ti mandi a quel paese, ma in tal caso vuol dire che non ti vuol bene e che non aspetta altro che una tua presa di posizione per scaricare la responsabilità della separazione su di te.

Inoltre, per quell’ultima frase della tua lettera, così contraddittoria, se risponde al vero, vedi tu di darti una mossa, di essere più intraprendente, di suggerire qualche volta il da fare. Non puoi dimostrarti sempre passiva e apatica, altrimenti, dal suo punto di vista, diventi pesante e deprimente.

Una via di mezzo, da percorrere insieme, non sarebbe male, dopo aver trovato, prima, (parlando) un punto d’incontro.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde