----- Original Message -----

From: Clara

To: <confid@confidenzialmente.com>

Sent: Thursday, December 17, 2009 10:45 AM

Subject: Un abbraccio a Laura

Una cattiva compagna

Buongiorno Marzia, sono "Clara" e mi ritrovo a scriverle ancora perché, di tanto in tanto, do un'occhiata ai messaggi che le arrivano.
Ho appena letto quello di Laura, con il titolo "NOI e gli altri" e sono molto dispiaciuta per lei.
In questo periodo dell'anno molti fingono (non tutti ma ...) di essere più buoni soltanto perché è Natale, ed altri (più coerenti) continuano nella loro indifferenza. Io sono dell'idea che bisogna essere buoni tutto l'anno comunque ...
Anche io sento molta indifferenza intorno a me. Quando si perde i genitori (soprattutto la madre) il mondo intorno cambia (qualunque sia la nostra età). Si ha la sensazione che nessuno possa prendersi cura di noi... ed è vero se coloro che ci circondano sono soltanto conoscenti. I cosiddetti "amici" che devi rincorrere per poterli vedere o per scambiarsi semplicemente gli auguri di Natale servono a poco (e i miei sono così). Da qualche tempo ho imparato a badare a me stessa, senza farmi troppe illusioni sul prossimo (della serie "meglio soli che male accompagnati").

Se si ha la fortuna (o il destino ce lo permette) d'incontrare una persona "giusta"
(qualunque essa sia, un compagno/a oppure un vero amico/a) è il regalo più bello che si possa avere, ma non sempre questo è possibile per cui bisogna continuare a "lottare" e sperare.
Marzia, non ti ho scritto per fare filosofia ma soltanto per dare la mia solidarietà a Laura (io credo di poterla capire).
Grazie. Buon Natale e Felice 2010!

 

 

Cara Clara,

anche Laura, segue la mia corrispondenza e, molto spesso, mi scrive. Apprezzerà (spero) la tua solidarietà. Io condivido in pieno il contenuto della tua lettera, ma so anche che ci sono circostanze particolari, casi simili, eppure molto diversi.

Conosco indirettamente e direttamente il senso di solitudine che può essere più morale che fisica. Tieni presente che spesso la s’incontra fra la gente e anche nell’ambito familiare. Si affianca e suggerisce pensieri malinconici, ma a volte, purtroppo, anche rabbiosi, aggressivi e ingiusti.

Accade soprattutto in occasione di festività importanti, specialmente il Natale, quando è tradizione, o si suppone che sia, trascorrerlo nel calore della famiglia, circondati dai propri affetti. Ma quanti possono permetterselo?

Chi cammina al braccio di questa scomoda compagna, si sofferma soprattutto su certi aspetti (a volte soltanto convenzionali) idilliaci, e si macera nel confronto. La domanda ricorrente è: perché gli altri sì e io invece no? Difficile che il confronto vada in direzione opposta verso una condizione molto più drammatica della propria.

Nella solitudine, a volte, forse, basterebbe cogliere una nota positiva, per piccola che sia: un tetto sulla testa, un lavoro che dà da vivere, una telefonata amica che, anche se formale, dimostra che qualcuno si è ricordato di te. C’è anche la speranza (quella che esprimi tu) d’incontrare una figura importante, un amore, un compagno di vita. Ma se manca l’ottimismo, la speranza diventa sterile.

È crudele, ma purtroppo realistico, che gli amici (o pseudo tali) si allontanino da chi è troppo pessimista, o spesso rancoroso e accusatore, quasi avessero paura del contagio.

Come tu stessa ricordi, bisogna soprattutto contare su se stessi, soltanto che tu traduci il concetto in "meglio soli che male accompagnati".

Laura cammina a marcia indietro, rivolta al passato, così da perdere la prospettiva del futuro. Per ragioni di riservatezza non posso dirti molto di più. Lei ha già avuto la fortuna d’incontrare l’amore ma, nonostante questo, non si libera della cattiva compagna che le cammina a fianco. Il suo odio verso il mondo, verso tutti, è tale da scatenarle una violenza verbale inaudita che crea sgomento in chi legge. Da qui, l’esigenza di selezionare quanto scrive. 

La solitudine è un compagna difficile e dolorosa, ma quando semina cattivi sentimenti, invidia, rancore verso chiunque, allontana anche le persone più comprensive e disponibili. Purtroppo la "cattiva compagna" non rispetta nessuno e riesce ad insinuarsi nella vita anche di coloro che, all’apparenza, sembrano più fortunati. Non basarti sulle apparenze.

Tu invece, dimostri di essere generosa, positiva e anche molto sensibile, tant’è che hai trovato parole comprensive per Laura. Sai, inoltre, sperare e quindi sai lottare. La vita ti deve la serenità che meriti e realizzerà le tue speranze se sarai capace di sorriderle, nonostante tutto. Questo è il mio augurio sincero. Buon Natale.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde