----- Original Message -----

From: Amedeo

To: "confid" <confid@confidenzialmente.com>

Sent: Wednesday, September 05, 2007 7:23 PM

Subject: Re: copio-incollo e-mail smarrita

 

Una frana  e... che altro?


Ciao Marzia, chiedo il tuo aiuto per un giudizio in merito a questa storia che provo a descrivere. Cinque anni addietro ho conosciuto una donna sposata senza figli, la quale aveva problemi relazionali col marito tant'è che ha scoperto che la tradiva con un'altra, in breve, o per ripicca o per altro lei si è messa con me. Infatti, successivamente mi ha confessato che inizialmente non provava nulla per me, ma che poi col frequentarmi e conoscermi si era innamorata.
Io onestamente ero solo attratto fisicamente di lei e dalla novità il resto mi sembrava che lei fossa una frana su tutto ciò che faceva, anche sessualmente…

[…]

Un giorno mi ha detto che il marito aveva lasciato la casa dove vivevano insieme e che pertanto vi andava ad abitare lei, premetto questa casa è distante 100km da dove vivo io, nel frattempo ci si vedeva quasi ogni settimana o veniva lei o andavo io al suo paese. Finalmente trova lavoro in una sala da gioco. Sembra realizzarsi visto che non aveva mai svolto un lavoro. Quindi non so per quale motivo cominciavo a stancarmi del tutto di questa storia e anche di lei in quanto non vedevo un futuro tra noi, ma non riuscivo a comunicare le mie intenzioni in quanto lei si mostrava molto fragile, pertanto rinviavo sempre e prolungavo gli intervalli sia telefonici che di incontro.

Mi faceva solo tenerezza per la sua eccessiva fragilità, ma ugualmente non la trattavo bene, anzi le evidenziavo la sua incapacità a quasi tutto, anche alle cose più banali, mi appariva come se fosse vissuta sempre dentro una teca. Lei motivava questo in quanto figlia unica e la madre l'aveva cresciuta con l'idea che non doveva fare nulla per dedicarsi esclusivamente allo studio. Risultato, si è laureata ma non sa friggere un uovo. Tralascio anche questo perché può sembrare che io abbia una pessima stima di lei, bisognerebbe conoscerla per poter dare un giudizio individuale. Torno su i miei passi, lascia e prendi la storia è andata avanti fino ad aprile in quattro mesi ci siamo visti tre volte, quindi si deduce che sia io che lei potevamo fare almeno di questo rapporto, ma io posso assicurare che non avevo altri interessi sentimentali, mi cullavo che bene o male avevo lei. Un giorno decido di andarla a trovare senza informarla, l'ho chiamata col telefonino solo quando ero sotto casa sua. Ho capito istantaneamente che non era sola, infatti ha ritardato a rispondere e successivamente ad aprire la porta, quando sono entrato in casa alle mie prime domande è crollata subito e la prima cosa che mi ha detto era che non mi amava più e che nell'altra stanza c'era un suo amico che aveva conosciuto nella suddetta sala da gioco, in un momento di solitudine aveva accettato la sua compagnia. A queste parole non sono riuscito a resistere nemmeno un attimo e sono andato via. Sul momento mi è sembrato di essermi liberato di una storia ostica, visto che nemmeno io avevo avuto il coraggio di lasciarla già dopo pochi mesi che l'avevo conosciuta. Ma le cose non sono andate così …

[…]

 

Caro Amedeo,

tralascio la parte finale della tua, dove racconti che, dopo un certo tempo, sei tornato con lei, in seguito alle sue giustificazioni e promesse. Sinceramente una decisione poco comprensibile.

Hai cominciato la storia senza amarla e hai seguitato soltanto per mancanza di volontà a lasciarla. Scopri che ti tradisce e provi sollievo, salvo poi a "rimuginare", come tu dici, sulla sua infedeltà, oltretutto prolungata nel tempo. E’ logico che un tradimento sia un’offesa, altrettanto logico che un’offesa bruci e si smaltisca male. Tenendo anche presente che, già prima, ti aveva confessato di non amarti più e che, con l’altro stava solo per convenienza, per i tanti regali e sostegno economico. Questo tipo di comportamento, più che offrirle delle attenuanti, potrebbe qualificarla in modo preciso e peggiore. Non sta a me giudicare o criticare. Però capirei meglio il tuo perdono, se tu l’amassi così tanto da porre il sentimento oltre ogni ragione. Ma tu affermi di non amarla, la definisci una frana, esattamente precisi che è laureata ma non sa cuocere nemmeno un uovo al tegamino e, soprattutto, sessualmente è passiva e assente. Io aggiungerei che, nonostante la laurea, niente sa di dignità e rispetto. Di sé e degli altri.

Nella prima mail, mai ricevuta perché andata smarrita (che mi copi-incolli), nell’oggetto, ti chiedi, ripeto testualmente: "gelosia ossessiva o amorosa oppure orgoglio ferito?". Come spieghi questi termini con la tua dichiarata mancanza d'amore? C’è una contraddizione abissale.

In ogni caso, più che di orgoglio ferito, si tratterebbe di orgoglio calpestato con scarponi da montagna e umiliato fino a farlo sprofondare e cancellarlo del tutto. Se non esiste più, non può essere ferito.

Che poi tu ti ponga dei dubbi sulla possibilità di dare fiducia alla tua donna è perfettamente legittimo: stesso luogo di lavoro, stessi frequentatori, compreso quello che le faceva regali e la sovvenzionava, lei, quella stessa donna che tu consideri una frana, in cucina e a letto, e affermi di non amare. Perdona la domanda che sto per farti: anche tu le fai regali e le sei di sostegno economico?

Qui ti riporto la conclusione della tua mail: "Cosa devo fare? Accettare questa situazione promiscua, o trovare la forza di lasciare perdere questa storia che non mi porterà in nessuna parte tranne che alla depressione?".

Non sarò io a dare sentenze o a forzare la tua decisione. Tu stesso stai rispondendoti.

La depressione è una gran brutta malattia, spesso rifugio di chi ha perso la stima di sé e non sa in quale altro luogo nascondersi. Evita di nascondere a te stesso la realtà dei fatti. Domandati se vale la pena perdersi per una persona che non ti rispetta e che tu dici di non amare e che non stimi.

Ti abbraccio, Marzia

Marzia risponde