----- Original Message -----

From: Federico

To: confid@confidenzialmente.com

Sent: Friday, January 30, 2009 6:15 PM

Subject: Consigli

Una frase imperdonabile?

Cara Marzia,
mi chiamo Federico, ho 28 anni e dietro consiglio di un amico ti scrivo per esporti quanto segue.
Comincerò direttamente dall'inizio, dall'inizio in cui conobbi l'amore della mia vita.
Era il maggio del 2006, per me da circa un mese e mezzo era cominciata una nuova pagina della mia vita, poiché mi libera di un problema.
E' proprio vero che l'amore arriva quando meno lo cerchi e meno te lo aspetti. E difatti, complici alcune email, a maggio conobbi quella che sarebbe diventata la mia fidanzata. A quel tempo io avevo 25 anni e lei 17. Io universitario e lei liceale.
Io vivo in xxxxxxx, lei in xxxxx.
Diventammo subito amici e ci scrivevamo email ogni giorno. Lei mi vedeva come un fratello maggiore e io come una sorella minore. Ci confidavamo ogni cosa.
La sentii per la prima volta al telefono in ottobre, giorno del mio compleanno e sentirci a voce aumentò la stima e la simpatia reciproca. Per cui proseguimmo a sentirci al telefono ogni 15 giorni, sempre restando amici.
Io colsi l'occasione per invitarla alla mia laurea. Mai avrei pensato che da lì a qualche mese avrebbe accettato.

[…]

E così in quei giorni io cedetti e non soffocai più il mio amore per lei.
Arrivò agosto e fu magico: primo bacio, prime esperienze sessuali (non rapporti completi però) e tanto tempo speso assieme.
Io non avevo mai avuto una relazione seria, nonostante avessi 26 anni. E qui ti parlo un po' di me. Io sono una persona molto timida, introversa e non mi ritengo bello.
Per questo ero arrivato a mettermi l'animo in pace, nessuna ragazza mi avrebbe amato. Ho avuto tanti problemi nella mia vita, di salute anche. La cosa che mi riusciva alla grande era l'università, infatti mi sono laureato con 110 e lode e inoltre pubblico libri di storia e di poesia.
Puoi quindi capire come questa esperienza fosse fantastica per me.
Per cui la nostra storia andò avanti benissimo, ci vedevamo ogni mese e mezzo in media grazie ai voli low cost, non avevamo segreti, facevamo di tutto insieme: viaggi, gite, condividevamo ogni cosa. Lei decise anche di prendere la pillola anticoncezionale nell'ottobre del 2007 e entrambi, essendo ancora vergini, avemmo la nostra prima volta. E l'intesa sessuale era perfetta.
Lei mi idealizzava quasi: sono sempre stato il suo eroe, il suo mito, mi diceva che mi avrebbe amato per sempre, mi parlava di matrimonio, di figli, tutte cose che a me piacevano tantissimo, ma che all'inizio vedevo con diffidenza, vista la sua giovane età. Ma col tempo mi convinsi delle sue parole e del suo amore.
L'anno scorso io ebbi un periodo di crisi dovuto alla gelosia. All'improvviso mi riscoprii geloso, nonostante non ce ne fossero motivi. Era l'aprile del 2008, forse questa gelosia era dovuta al fatto che lei aveva troppi impegni all'università e io molto tempo libero (preparavo un concorso pubblico). Ad ogni modo, parlandone con lei scacciai e cancellai questo sentimento, con gran fatica. C'è anche da dire che nell'aprile del 2008 avemmo un'altra crisi, perché io la misi dinanzi a questo quesito "se trovo lavoro e compro una cosa, vieni a vivere da me?" Non mi seppe rispondere, in effetti fui avventato, ma alla fine risolvemmo lasciando stare la cosa che avremmo affrontato dopo che entrambi avessimo trovato lavoro.
Tutto bene quindi, fino a quel maledetto novembre del 2008. Io ormai ero alle battute finali, dopo ben un anno e mezzo di concorso, un concorso che mi avrebbe garantito una vita assai agiata con lei.
In quel mese ero davvero fuori di testa. Mi comportai da egoista. Se lei mi contraddiceva per qualsiasi cosa, io me la prendevo. Sai, come quei bambini che appena li rimproveri se la prendono. E la facevo stare male, anche se lei non mi ha mai parlato di questo suo malessere. E in più a fine novembre persi il concorso. Una vera mazzata. Un disastro. Continuai quindi col mio egoismo, pensavo che tanto lei non avrebbe mai avuto il coraggio di lasciarmi.
Poi la ciliegina sulla torta. Un giorno mi chiamò (primi di dicembre) e mi disse "sono stata dal ginecologo, non posso più prendere la pillola, a causa dei frequenti mal di testa" (rischiava la trombosi). Io le dissi "questo cambierà le cose. Molte coppie si separano per questo."
Non mi scusai e mi dimostrai offeso per 2 giorni. Allora lei crollò, mi disse che dovevamo parlare faccia a faccia, che io le avevo detto cose che lei mai mi avrebbe detto, cose molto gravi.
Andai da lei a metà dicembre. Io le chiesi scusa, ammisi i miei errori senza giustificazione, piansi, le feci capire quanto la amavo, le parlai del mio momento di difficoltà, insomma, passai dieci giorni a scusarmi, ma lei continuava a dire che voleva una pausa e che durante quel periodo mi avrebbe considerato solo il suo  migliore amico. Mi trattava con freddezza, e io sempre a strisciare, a piangere.
Cercai di farle capire che un anno e mezzo di rapporto stupendo, tutti progetti, l'enorme amore e affiatamento che c'era tra noi non poteva essere buttato via per un mese in cui ho perso la testa. Lei mi conosceva bene e sapeva che io non pensavo affatto quelle parole e le dissi anche che a volte possono sfuggire brutte parole senza che le pensiamo.


[…]


Le telefonai disperato, ma lei fu irremovibile.

Infine il suo ultimo sms a mezzanotte in punto in cui mi augurava come se niente fosse buon anno. Da allora non ho più alcun contatto.
All'inizio è stata durissima, ho pensato anche di togliermi la vita, perché lei per me era tutto. L'unica persona che mi abbia davvero amato. Invece dopo ha continuato la sua vita normalmente, ma ho notato che con gli altri tende a non parlare troppo di questa faccenda.
Ma possibile che non provi più nulla per me? Quell'adorazione che aveva per me dov'è finita? Allora il suo non era amore?
Ci penso sempre, è sempre nei miei pensieri, la amo ancora da morire e soffro
Però ho scelto di non cercarla più e infatti dal 31 dicembre non l'ho più cercata, né lei mi cerca. Del resto so che ha bisogno del suo spazio personale, anche se sembra tutto fuorché malata.


[…]

Non lo so. So che lei è orgogliosa e che per ora non credo possa ripensarci. Sicuramente è arrabbiata e delusa. Forse soffoca i suoi sentimenti.
Ma credo che la sua sia stata una scelta azzardata: sia io che lei siamo persone particolari, ci siamo trovati, ognuno ha visto nell'altro quello che gli altri non vedevano, tutti erano entusiasti della nostra relazione e ormai tutti i parenti e amici ci vedevano come una bella coppia.
E' come un bel sogno finito all'improvviso.
Ogni tanto mi illudo che lei possa ripensarci, ma spesso cerco di togliermi questa illusione. Non la voglio cercare, dal momento che è lei che ha lasciato e dal momento che è chiaro che non le va di vedermi e sentirmi, non posso fare io la prima mossa. Mi sono già umiliato abbastanza. Però ci spero che ritorni. A me pare che sia scappata, come spesso ha fatto in altri problemi della vita. Ma ho paura che il suo orgoglio abbia la meglio.

[…] 


Caro Federico,

come puoi notare, della tua lunghissima mai, ho tagliato le parti più personali che potrebbero portare all’identificazione dei protagonisti. Vado subito alla nota dolente.

Può una sola frase maldestra provocare la fine di una storia d’amore? Molto dipende dalle circostanze, dal tono di voce che potrebbe essere scherzoso e quindi leggero anche per chi ascolta, dalla ritrattazione immediata e dalle scuse per la "battuta" che voleva essere spiritosa ma si è rivelata tutt’altro che divertente. Nel caso tuo, invece, non soltanto ti è uscita spontanea e convinta, ma l’hai anche confermata, mostrandoti risentito per ben due giorni, come se il torto fosse della ragazza. Quasi lei fosse colpevole dei propri problemi di salute che sconsigliano l’uso della pillola. L’assunzione di certi ormoni, come quelli contenuti in quel farmaco, ha molte controindicazioni e non dovrebbe essere protratta per periodi troppo prolungati, in certe donne c’è addirittura un’intolleranza con forti reazioni allergiche. Il caso della tua ragazza è quindi abbastanza comune.

Il  commento può averla indotta a pensare che il tuo interesse per lei sia prevalentemente di tipo sessuale, soprattutto per un rapporto che ti esenta da certi accorgimenti e ti toglie responsabilità. Ma quale legge impone che soltanto la donna debba prevenire certi rischi? Devo anche ricordarti che ci sono già state fra voi due "crisi" precedenti, nelle quali tu stesso riconosci di esserti dimostrato egoista, di aver scaricato su di lei tensioni e nervosismo. Anche in quest’ultimo episodio, ti sei poi (un po’ tardivo) giustificato con lo stress che stavi vivendo. Ma non basta a ridimensionare il senso di quella tua frase: "questo cambierà le cose. Molte coppie si separano per questo." Come a dire che "l’intesa sessuale perfetta" che citi nella prima parte della tua lettera si legava alla praticità del rapporto, alla… totale libertà di viverlo senza porsi restrizioni. Ragione che vale per te, ma anche per lei, quindi l’eventuale "sacrificio" riguardava e disturbava entrambi. Ma l’amore non è fatto solo di sesso, c’è ben altro e di più. Soprattutto c’è comprensione e rispetto. E tu, alla notizia, hai pensato solo a te stesso, ai limiti che ti venivano imposti e ti disturbavano.

Voglio però ridimensionare la mia analisi e quindi i tuoi difetti. Una donna innamorata, dopo un primo periodo di risentimento, ti avrebbe perdonato. Tantopiù che hai fatto di tutto per scusarti e mostrarti pentito, arrivando a piangere e a supplicare. Lei, invece, sempre molto ferma e decisa. Anche orgogliosa, tu dici. Soltanto che, quando si ama, si sorvola perfino su motivi ben più gravi. Io temo che tu le abbia dato un appiglio, una motivazione a lasciarti, quella che non aveva avuto, lei, per trovare il coraggio di lasciarti. Anche perché, lei stessa, un anno e mezzo prima (o poco più) aveva fatto di tutto per averti e c’era riuscita. C’è da dire che a diciassette anni, l’età che aveva quando l’hai conosciuta, ci s’innamora alla follia, ma molto difficilmente è per sempre.

La lontananza ha giocato a tuo sfavore. L’università, le sue nuove amicizie, opportunità di nuovi incontri, l’hanno distaccata. Si cresce e si cambia. Non penso proprio che la storia passata della madre possa averla condizionata, se così fosse sarebbe davvero puerile. Ciò non toglie che col tempo (quanto?) ci possano essere ripensamenti, quando avrà fatto confronti con qualcuno che la delude. Dopotutto, sei stato il suo primo uomo, come lei la tua prima donna, un precedente irripetibile che vi lega nel ricordo e manterrà un segno profondo in ciascuno di voi anche quando vi innamorerete di un’altra persona.

Togli dalla mente la tentazione suicida, perché dimostreresti (confermando) una scarsa maturità e un desiderio di vendetta che non ha davvero senso, non degno di un ragazzo intelligente, ricco di buoni sentimenti come voglio credere sia tu. Il 99% dei suicidi nasce dall’intento di voler lasciare un rimorso eterno in chi rimane, ma è soltanto una pia illusione. Chi resta può addirittura pensare che sia stata una fortuna non essersi legato a un individuo così instabile. Mai si sentirà responsabile e, nel caso che accada, dimenticherà in breve tempo.

Quindi mostrati uomo, guarda avanti e scopri che c’è molto di altro e, a volte, di meglio. E, per fortuna, di mal d'amore si guarisce.

Un abbraccio, Marzia

Marzia risponde