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FedericaSent: Thursday, July 01, 2010 5:44 PM
To: confid@confidenzialmente.com
Subject: non so dare un titolo.
Una moglie maltrattata
Ciao Marzia
girovagando per siti qua e là ho trovato il tuo… e diciamo che mi ha colpito. Ti scrivo perché avrei bisogno di qualche tuo consiglio riguardo la mia vita sentimentale.
Sono sposata da circa 3 anni con un uomo di 4 anni più grande di me. Non ho figli.
Lui e' una splendida persona a cui sono legata, ma il problema è che non riesco a capire perché abbia poche attenzioni verso di me, sua moglie.
È sempre stato un po' così, mentre io sono una persona molto affettuosa e "romantica" diciamo. Ha mille interessi, l'unico di cui sono certa e' che per le donne assolutamente no. Sembra più che un matrimonio il nostro, boh… non lo so una cosa così...
Paragona me alle altre, vedendo nelle altre le donne migliori, che sono vere donne mentre io, che ho un carattere espansivo e vivace, sono e resto sempre la "bimba".
Mi fa sentire più che moglie la sua serva.
Il suo modo di fare con me, alle volte e' molto egoistico.. .ma è anche buono, per carità!!!
Lui dice di amarmi, anche se tante volte mi ha trattata male… in modo anche offensivo, ma l'amare secondo me è sinonimo di unione. Perché si comporta così... ma lo so, la colpa e' mia perché dovevo sapere a cosa andavo incontro. Poi quello che mi ripeto tantissime volte è: ormai sopporto, perché con una separazione ho finito di vivere, nessuno dopo ti vuole più...
Ormai mi sono rassegnata a vivere così... e credo anche che lui giochi sul fatto che tanto io oramai non lo lascio più visto che siamo sposati.
Sono felice?? Credo di no.
Potresti gentilmente darmi un consiglio?
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Cara Federica,
la scelta dello pseudonimo è tua e la mantengo. La storia che racconti è tutta una contraddizione. Di tuo marito affermi che è "una splendida persona" e, poco dopo, che " ha poche attenzioni verso di te e che ti fa sentire una serva più che una moglie". Ha molti interessi "ma non per altre donne", ma poi aggiungi che ti paragona alle altre, giudicandole migliori di te. Ti ama, ma tante volte ti tratta male. È un grande egoista però… è anche buono.
Ho la sensazione che tu dica e, nello stesso tempo non voglia dire, quasi ti dispiaccia accusare e cerchi di giustificarlo tentando di autoconvincerti e, perfino, sentendoti in colpa per aver evidenziato i suoi difetti.
Ce n’è fin troppo per capire che sei molto infelice e che subisci la tua condizione perché ritieni il matrimonio indissolubile. In linea di massima lo credo anch’io, ma ci sono pure le eccezioni. Se, dopo soli tre anni, hai un marito come quello che descrivi, seguitando di questo passo, che cosa ne sarà di una moglie-serva, maltratta ed insultata, nello scorrere degli anni?
Togliti dalla mente la convinzione che una separazione possa renderti una donna finita e che dopo nessuno s’interesserà di te. Di donne separate che si rifanno una vita ce ne sono centinaia di migliaia.
Può essere importante avere una famiglia originaria alle spalle che sappia capirti e sostenerti, alla quale quindi appoggiarti, nel caso tu renda una decisone drastica.
Per quanto riguarda poi il matrimonio indissolubile, esso prevede rispetto e attenzione per il coniuge e reciproco aiuto e comprensione. Non mi sembra il tuo caso. Se in un contratto i termini vengono disconosciuti, da questo si può recedere. Lo stesso vale per un matrimonio in cui un marito insulta e maltratta la moglie, la disprezza e umilia paragonandola ad altre e la riduce alla sola condizione di serva. Perché in tale veste evidentemente gli fa comodo. Se ne deduce che la promessa, o giuramento, all’atto del matrimonio non sia stata rispettata.
Non so cosa tu intenda per maltrattamenti, ma il termine è molto preoccupante. Se per caso si trattasse anche di percosse, precipitati a denunciarlo e rifugiati dai tuoi genitori o altro parente di fiducia. Credo anche che esista il numero verde di un’associazione che si occupa di sostegno alle donne vittime di violenza dentro e fuori la famiglia. Ho dato un’occhiata in internet e il numero verde gratuito è: 1522, spero di aver letto bene e che sia già attivo. Puoi denunciare il tuo caso direttamente o chiedere le giuste indicazioni. Per fortuna, non ci sono figli di mezzo, così che nessun altro soffra oltre te. E convinciti che una separazione non è un motivo di condanna o emarginazione. Non siamo nell’800, per fortuna. Avrai modo di rifarti una vita. Con o senza un nuovo compagno. Uno migliore di tuo marito lo trovi di certo: basta non aver fretta e non buttarsi col primo venuto, come hai fatto tu sposandoti. In caso estremo, meglio essere sole che con un marito del genere. Fammi sapere: seguiterò a pensarti anche dopo questa mia risposta.
Ti abbraccio, Marzia