From: Roberto
Sent: Thurstday, February 25,2010 5:16 PM
To: confid@confidenzialmente.com
Nostalgia e voglia di risentirsi libero
|
Ciao Marzia, sono sempre io... Visto che con te mi sono sempre trovato bene, ho deciso di chiederti per l'ennesima volta aiuto... Premetto che non so cosa mi stia accadendo, ma è come se si fosse spento quel sentimento speciale che provavo nei confronti della mia ragazza... Per carità, le voglio sempre un bene dell'anima, ma non so ben dire se ancora la amo. Ho nostalgia della vita che facevo al mio paese, dove prendere un caffè o prendere una birra e chiacchierare fino a notte fonda con gli amici mi faceva stare bene... Ho nostalgia dei miei nonni, dei miei fratellini, di andare qualche volta in discoteca o di uscire a prendere una boccata d'aria fresca ed anche (non mi nascondo) di fare qualche nuova esperienza con le ragazze... Come ben sai, io in primis ho voluto questa bimba e lei è tutta la mia vita, però le cose con la mia ragazza sono cambiate... Abbiamo sempre litigato, e sempre abbiamo fatto pace, ma negli ultimi tempi è come se mi fosse passata anche la voglia di litigare... Anche per quanto riguarda il sesso c'è stato un calo (sia chiaro che ero sempre io a pregarla) ma adesso non faccio nemmeno quello.... Ti confesso che se la bambina non fosse esistita l'avrei già lasciata e ti confesso anche che non so spiegarmi cosa mi stia accadendo, ho paura di tornare single per il semplice fatto che non saprei vedermi lontano dalla bambina, so già che starei malissimo... Si è creato un paradosso: ho voluto farmi una famiglia per stare bene ed ora che ce l'ho non è così... Qui mi sento come rinchiuso, la mia ragazza è la classica tipa da tv. Tutte le sere sta attaccata lì davanti a vedere qualcosa e quando qualche volta usciamo preferisco stare a casa anziché gironzolare in questo paesino fantasma. So che dovrei essere felice solo a vedere la mia bambina, ma ho bisogno anche di svagarmi un po’, di (concedimi il termine) cazzeggiare. Mi sono preso dal primo momento le mie responsabilità, però è come se avessi nostalgia della mia vecchia vita e delle mie abitudini. Non so come comportarmi, so che potrei fare i miei doveri di padre sempre e comunque, però ho paura di 'danneggiare' mia figlia separandomi dalla mia ragazza, ho paura di starle lontano e di non poter vederla crescere giorno dopo giorno, di non poterci essere nei momenti opportuni, di non poterla baciare quando lo desidero e di immaginare un futuro marito o ragazzo di sua madre che prova a fare il suo secondo papà e di una eventuale reazione dei miei... Tu che sei sincera, dimmi una cosa: sono lo squilibrato io? Sono cose normali che possono succedere a tutti? Se vado via mia figlia potrà non crescere bene? Come al solito aspetto una tua saggia risposta.... Grazie.
Caro Roberto, la tua mail non mi sorprende e mi rattrista. Quello che ti succede non è eccezionale ed è perfettamente comprensibile, non sei il primo e non sarai l’ultimo a innamorarsi pensando che si tratti di un grande amore e rendersi conto che l’innamoramento spesso è passeggero e non diventerà mai amore. Soprattutto, alla tua età, pensare di legarsi per la vita, così come tu hai fatto, è stata più una ribellione o presa di posizione nei confronti dei tuoi familiari, piuttosto che vera convinzione. D’altra parte, come eri in buonafede e convinto tu, lo sono stati anche gli altri. Io compresa che, pensando soprattutto alla bambina che stava per nascere, ho cercato di credere alla tua maturità, nonostante gli anni. Capisco che adesso ti pesi vivere la relazione come foste due coniugi maturi e annoiati, la sera seduti davanti alla TV, col desiderio già spento, con la nostalgia del passato. Ma non siete due vecchi coniugi. Se non che… c’è una bambina ignara, figlia di un padre giovanissimo, che la ama, ma resta un ragazzo con le esigenze della sua età, un ragazzo che si è illuso di essere più maturo rispetto ai coetanei. Mi spiace adesso che pensi soprattutto a quanto potresti soffrire tu per la lontananza di tua figlia, preoccupato di non poterla seguire nella crescita e sentirne il desiderio e l’esigenza, piuttosto che pensare a quanto potrebbe soffrire la piccola per l’assenza del padre. Se permetti, che tu ne possa soffrire vale fino ad un certo punto ed è anche egoistico. E penso a quanti padri (e madri), come te, si concentrino soprattutto sulla propria sofferenza. Dovresti semmai preoccuparti di evitarla a tua figlia, sperare che riesca a crescere bene e felice con la sua mamma. Perfino che un eventuale compagno di sua madre sia capace di volerle bene e non la discrimini rispetto ai figli naturali che gli potranno venire. Il mio è di certo un ragionamento utopico e surreale, del tutto personale. Ora se la tua ragazza è una donna intelligente e vuole bene a sua figlia, non le impedirà di incontrare il padre naturale, penserà soprattutto al bene della figlia più che al suo. Oppure, al contrario e mi auguro di no, potrebbe servirsi della bambina, privandotene, per vendicarsi del tuo abbandono. Capita spesso. Le mail che mi hai scritto sono state molto diverse fra loro, contraddittorie e l’una smentisce l’altra. Ma non devi colpevolizzarti e macerarti nel rimorso. Non serve. L’amore è un sentimento che non si può imporre così come non si può imporre l’infelicità. Però il vero amore è quello che dà e pensa al bene dell’altro: rispetto a tua figlia, dovresti mettere prima il suo bene e poi il tuo. Fondamentale č che tua figlia sappia di poter sempre contare su di te, sul tuo sostegno affettivo e pratico, anche se ti sei allontanato da sua madre. Ragazzo mio, non mi sento di giudicarti, tanto meno di farti la morale, hai tutta la mia comprensione: sei un essere umano, soprattutto molto giovane e soggetto a sbagliare, per una certa ingenuità e presunzione. La stessa di altri molto più avanti negli anni. Non è una questione di età, ma la tua ha maggiori attenuanti. Detto ciò, per quanto tu possa e senta, fai che tua figlia non debba soffrire per causa tua. Ti abbraccio, Marzia |