Carletto e lo gnomo Creek
C'era una volta un sentiero che si inoltrava verso un grande bosco. Costeggiava la lunga costa che delimitava la parte alta del terreno, distinguendola dalla parte bassa.. Il sito era situato nella grande valle di nome pianura padana, dove tutto è piano e verde ed era anche il luogo che faceva da vecchia riva, dove molti anni indietro scorreva il fiume Ticino. Nei pressi sorgeva un'antica città romana di nome Antona .
In quei luoghi c'erano diverse sorgenti d'acqua dolce (ideali per i pesci) che formavano dei piccoli ruscelli che, man mano, uscivano dalla boscaglia, avanzando verso i campi aperti, ingrandendosi.
In una di queste sorgenti nasceva il piccolo ruscello dove viveva uno dei protagonisti di questa storia: lo gnomo di nome Creek, personaggio magico e misterioso che solo pochi hanno avuto la fortuna di incontrare, uno di questi è il piccolo bel bambino, di età sui quattro anni circa,di nome Carletto.
Un giorno, il bel bambino, sentendosi già grande, andò con un amichetto più grande di lui di un anno , di nome Tonio, a passeggiare nel grande bosco, nell'intento di vedere qualche pesce lungo i ruscelli che esistevano in quei luoghi.
Era una bella giornata estiva , il sole picchiava alto, ma per i due bambini il caldo non era certo un impedimento alla passeggiata anzi, tutt'altro, era il clima ideale per loro. In allegria, intrapresero il sentiero che poco dopo si inoltrò nel grande bosco; in un attimo il vivo sole sparì, prendendo posto il grande ombreggiare di vecchi alberi , alti come giganti , quasi quasi da far paura. Più avanti quell'ombra era in certi punti penetrata come da colpi di spada fatti dai raggi del sole .
Vai e vai, tenendo sempre il sentiero, arrivarono nel luogo dove c'era una piccola sorgente , che continuamente eruttava, assieme , acqua e sabbia bianca , lungo il percorso, formava un corso d'acqua pulitissima che ti invitava persino a bere.
I due bambini lasciarono il sentiero e si avvicinarono alla sorgente di quel posto incantato. Si misero a giocare perché il luogo, sembrava l'ideale per divertirsi. Purtroppo, nel giocare, il bambino di nome Carletto cadde in acqua nei pressi della sorgente, essendo il terreno un po' selvaggio. In quel momento si udivano solo le urla di aiuto del bambino. La situazione si fece grave, il piccolo non poteva stare a galla perché il fondale del ruscello era melmoso, più si agitava e più scendeva verso il basso. L'altro bambino, spaventato da quella situazione, corse a cercare aiuto.
Il ricordo ancora rimane ... quell'abbraccio tanto tenero di quella fanghiglia verso quel viaggio nell'ignoto. Ormai sembrava finita per il bambino, solo il colore marrone verde dominava nei suoi occhi immersi in quel ruscello.
All'improvviso, si sentì afferrare da una forte stretta , e trascinare, per i capelli, verso l'alto. Tutto esausto, il bambino si ritrovò sulla riva e nei suoi occhi un po' offuscati c'era la visione di un vecchietto baldanzoso , con una barba tutta bianca e assai lunga e un cappellaccio che gli copriva tutta la testa.
Con voce alta il vecchietto esclamò: - Il ruscello è la mia casa ... -
Il bambino, tutto impacciato, chiese: - ...ma chi sei , da dove vieni?...-
Il vecchietto rispose: - Io sono lo gnomo Creek e vengo dal centro della terra , esattamente da questa sorgente e adoro riposare sul letto del ruscello. Con i tuoi piedini ti sei posato sulla mia lunga barba, svegliandomi dal mio lungo sonno. Sentendoti disperato (io amo i bambini buoni, specialmente i più bisognosi di aiuto) ti ho aiutato a toglierti da quella situazione di pericolo per te -.
E così dicendo, lo gnomo raccomandò al bambino di non abbandonare mai il sentiero di quei posti.
- Sei troppo piccino per districarti nella boscaglia … -
Nel mentre, ecco uno schiamazzo che si fece sempre più forte: era Tonio che ritornava con i grandi. Lo gnomo Creek, prima del loro sopraggiungere, salutò il bel bambino e si rituffò nella sorgente che era la sua casa.
Il bambino si destò come da un bel sogno, tutto infangato e bagnato con attorno i grandi e Tonio. Gli sarebbe rimasto nella mente il ricordo del vecchio gnomo Creek.
Alla sera dopo essersi ripreso del tutto, raccontò il fatto straordinario ai grandi, ma nessuno gli credette. Più avanti nel tempo , il bel bambino cresceva e nella sua memoria c'era sempre il ricordo di quel vecchietto. Ogni tanto andava in quel bosco, per rivedere lo gnomo Creek , che a lui seguitava a mostrarsi, e per dimostrargli la propria gratitudine per averlo salvato da una morte certa.
Se tu passi in quel luogo incantato, vedrai su fondale di quel piccolo ruscello, una striscia di sabbia fine, bianchissima, che parte larga alla sorgente e si affievolisce più avanti. Quella è la lunga barba bianca dello gnomo Creek . Sempre è lì che dorme sul fondale di quel ruscello e aspetta di incontrarsi con i bambini buoni come quel bel bambino di nome Carletto.
Carlo Capelli (Charly
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