La
K ribelle(Inserita nella raccolta dal titolo"La signora delle fiabe" edita da Grafiche Turato Edizioni)
Le lettere dell'alfabeto aspettavano con ansia le dita sulla tastiera: quando arrivavano era una festa. Sotto il tocco veloce e leggero prendevano vita e movimento, si slanciavano in una specie di danza, un tip tap dal suono allegro e veloce. Le vocali si accoppiavano con le consonanti e formavano sillabe e poi parole che apparivano sullo schermo del computer e si disponevano in modo da formare una storia. A volte venivano scambiate di posto, o erano sostituite.
Alle letterine piaceva quello sguardo sorridente, pensieroso che le seguiva, quella fantasia che le faceva saltellare e correre e sistemarsi nella posizione migliore come in un quadro. Nello sfondo azzurrino che era stato scelto per la pagina, sembravano ali di rondine nel cielo.
Ma si sa, fra loro c'era qualche scontenta, non tutte si sentivano realizzate. La
A si lamentava spesso, infatti avrebbe preferito essere lasciata tranquilla perché troppo spesso toccata dal dito che le picchiava sopra. Il tasto si era quasi scolorito del tutto, prima o poi sarebbe stato difficile riconoscerla.La
A pensava: " Nemmeno in quel caso mi lascerebbero tranquilla". Infatti la giovane donna che digitava sulla tastiera del computer ricordava a memoria la posizione delle lettere più usate. Viceversa la meno usata, anzi quasi mai, era la lettera K : ne soffriva molto e a volte si sentiva tanto trascurata che s'indispettiva. Così decise di ribellarsi.Ogni volta che il dito medio andava alle lettere
L, O, I, M, la lettera K si metteva di mezzo e precedeva il tocco rivolto alle altre. Venivano fuori parole strane come "mkltk" al posto di "molto" o "dklkre" piuttosto che "dolore" o "akkre" invece che "amore".Le altre lettere si mettevano a strillare:- Non metterti di mezzo!!! Guarda che confusione -
La lettera
K veniva cancellata e sostituita con quella giusta, ma intanto si era presa la soddisfazione di apparire per un attimo sul video.Per la verità, nella stessa condizione si trovavano la
Y e la J, ma quelle erano molto più pazienti e aspettavano le rare occasioni in cui venivano usate, quando, casualmente, era richiesto un vocabolo inglese.La lettera
K si fece prendere da un specie di malattia, quella che gli uomini chiamano "mania di persecuzione" e s'incattivì, peccato perché aveva un aspetto così pacioccone! E non vi fu volta che, specialmente al posto della L, non s'intromettesse.La giovane donna si chiamava
Lara e, ogni volta che digitava il proprio nome, usciva Kara.L
ara alla fine fece caso alla frequenza di quell'errore e, per quanto stesse attenta a non sbagliare, lo sbaglio si ripeteva senza riuscire ad evitarlo.Un giorno mandò un messaggio elettronico ad un amico, col quale era in confidenza, e quindi scrisse di getto senza preoccuparsi troppo di verificare gli errori.
L'amico le rispose, scrivendole. "Mi ha molto colpito che tu ti sia firmata
Kara, mi sembra un nome molto carino..."L
ara si scusò dell'errore e gli raccontò quanto le stava succedendo, di come quella lettera K fosse sempre nel mezzo.- … credo che la tastiera del computer non funzioni più tanto bene.
- La tua lettera
K deve essersi annoiata di restare sempre così ferma e inutilizzata, dovresti trovare il modo di distrarla un po' - le suggerì l'amico.Lara fu molto colpita da quell'osservazione che stimolò la sua fantasia e decise di scrivere una favola che avesse una protagonista di nome Kara e la spedì ad un giornale. La storia piacque e fu pubblicata e lei si convinse che la lettera K portasse fortuna. Perfino le si affezionò a tal punto che decise di firmarsi, se avesse scritto altre favole, Kara invece che Lara. Dopotutto suonava così bene...
Fu così che la lettera K guarì della sua malinconia, anzi col tempo cominciò a preoccuparsi quasi quanto la lettera A, per via che il suo tasto andò scolorendosi fino a diventare illeggibile. Segno che non siamo mai contenti.
Poi Lara detta Kara pensò che quella tastiera cominciava ad essere vecchia, così ne comprò una nuova e più moderna, dove ogni lettera spiccava nera e precisa. E allora le letterine ricominciarono il loro tip tap, allegre come non mai.
Marzia Plumeri
Illustrazione
di A. Cat