La Principessa Bassamarea

( Inserita nella raccolta dal titolo "La signora delle fiabe" edita da Grafiche Turato Edizioni)

 

Un' estate, al mare, uno scultore, si divertiva a modellare statue di sabbia. Scolpiva figure umane molto belle e intorno si formava un crocchio di curiosi ad ammirarle. Qualcuno pensava che fosse un po’ matto dal momento che l’alta marea sarebbe puntualmente arrivata a distruggere il lavoro di una giornata. Ma forse lo scultore intendeva farsi della pubblicità, o sperava che qualche persona importante passasse sul lungomare e si accorgesse di lui.

Duccio, il suo bambino di sei anni, stava ad osservarlo per ore.

Lo scultore gli chiese, indicandogli l’ultima statua: - Ti piace? -

Il piccolo scosse la testa, con sorpresa del padre.

- Mi piacerebbe che tu mi facessi un castello, come quelli che il nonno faceva per te quando eri bambino -.

Infatti, a casa, in un vecchio album di fotografie, Duccio aveva visto l’immagine del nonno, del castello di sabbia appena costruito e il padre, ancora bambino, che sorrideva incantato.

- Hai ragione, ti farò un castello di sabbia -.

Il bambino si sdraiò a pancia in giù e poggiò il mento sulle braccia conserte. Si mise ad osservare il babbo, mentre costruiva un castello di sabbia -.

Venne bellissimo, completo di tutto: il ponte levatoio, il fossato, l’ingresso, la torre con i merli... Alcune pulci di mare saltavano attraverso le feritoie e un po’ d’acqua di mare, con la sua schiuma giallastra era entrata nel fossato. Il bambino sospirò : - Mi piacerebbe vedere anche le stanze dentro -.

Lo scultore si mise a ridere e disse: - Dovresti essere piccolo come una pulce di mare -.

***

Ai due lati della porta del castello due pulci di mare facevano la guardia. - Altolà - dissero a Duccio - dove vorresti andare? -.

- A visitare il castello - rispose Duccio.

- Ci vuole il permesso del Gran Ciambellano -.

Arrivò il Gran Ciambellano che acconsentì e gli fece da guida. Duccio osservò che era una pulce di mare robusta e molto elegante, vestiva di velluto verde e trine gialle. E intanto, dentro di sé, il bambino si domandava come fosse riuscito a diventare piccolo una pulce di mare. Ma era troppo curioso di visitare il castello per preoccuparsi di certi particolari.

Vide la galleria con i ritratti: c’erano tutti, anche le specie estinte. Gli piacquero molto il cavalluccio marino e il paguro, erano buffi così in posa e impettiti.

Poi attraversò saloni dove vide mobili in madreperla e conchiglie a forma di poltrona, mentre le tende e i tappeti erano di alghe. Tutto sarebbe stato perfetto se non ci fosse stato tanto disordine, una grande sporcizia e anche un odore sgradevole. Dovette perfino tapparsi il naso con le mani.

Ad un certo punto arrivò una pulce-guardia tutta trafelata.

- La principessa Bassamarea vuole vedere il piccolo uomo - disse.

Lo condussero dalla principessa. Questa aveva preso sembianze umane per mostrarsi al bambino. Ma i suoi capelli erano untuosi e giallastri e la sua pelle tutta coperta di pustole ributtanti. Duccio fece un salto indietro per il disgusto.

- Un tempo riuscivo a trasformarmi in creature bellissime, ora non più - gli spiegò Bassamarea e precisò: - Tu sei uno di quelli che mi hanno ridotta così - 

- Io sono soltanto un bambino - 

  Duccio si preoccupò, infatti la principessa sembrava molto adirata.

- Ma un giorno diventerai un uomo e contribuirai a far morire il Re Mare, mio padre, che è già tanto malato. Sei fortunato dal momento che non è ancora arrivata mia sorella Altamarea: lei è molto più agitata di me. Ma io ti terrò prigioniero finché Altamarea sarà qui e spazzerà il castello con tutti quelli che ci stanno dentro -.

- Io non so respirare nell’acqua! - protestò il bambino.

- Ti assicuro che tutti noi, compreso il Re Mare, respiriamo con molta fatica. Grazie a voi uomini -.

In lontananza si sentì il rombo di Altamarea che si avvicinava e le mura del castello già stavano tremando prima di crollare.

***

- Svegliati, Duccio - stava dicendo lo scultore, scuotendo il suo bambino che si era addormentato sulla sabbia bagnata.

- Sta arrivando l’alta marea e porterà via il tuo bel castello -

Il bambino rabbrividiva, sembrava per il freddo, ma era per la paura.

Disse: - Bisogna salvare il mare...-.

E suo padre lo guardò meravigliato.

- Sono stato nel castello e ho parlato con la principessa Bassamarea... - gli spiegò il bambino.

Lo scultore considerò che forse non si era trattato soltanto di un sogno. E promise al bambino, per tranquillizzarlo, che avrebbero fatto di tutto per aiutare il mare.

Ma si sa... non basta promettere...  Chi legge certo lo sa: bisogna prima di tutto imparare il rispetto del mare. E poi anche insegnarlo agli altri.

Marzia Plumeri

 

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