LA GARA DI NATUROPOLI
La città di Naturopoli era famosa in tutta la contea per l’educazione e il rispetto che i suoi abitanti avevano verso i boschi, i pascoli, le colline, le montagne e tutti i gli animali che da sempre vivevano felici in quella valle.
Un giorno il Re, ormai un po’ vecchio per continuare a governare il paese, decise che era giunto il momento di nominare un erede al trono e disse: " Diventerà il nuovo Re chi dimostrerà di conoscere, rispettare e saper affrontare al meglio la natura che ci circonda, arrivando primo alla gara che inizierà dopodomani all’alba! "
I concorrenti dovevano partire dalla piazza del paese e arrivare in cima al Monte Chedamas, il più alto del paese!
Il Re sapeva che tutti avrebbero saputo rispettare la natura perché la amavano come fosse casa loro, ma non tutti conoscevano come affrontare in sicurezza la montagna.
Partirono in 12 e tutti desideravano vincere la gara.
Superata la piazza del paese, i valorosi entrarono nel fitto della foresta seguendo il sentiero tracciato sulle pietre da strisce rosse o indicato con frecce e paletti.
Poco più a destra si vedeva l’ingresso di una grotta che entrava nella profondità della montagna, uno dei concorrenti si staccò dal gruppo e si diresse deciso verso la galleria, forse sarebbe stata una scorciatoia per arrivare prima! Dopo essere entrato però si accorse ben presto di non trovare più l’uscita e c’era troppo buio per addentrarsi oltre, sarebbe sicuramente caduto chissà dove, capì allora che aveva sbagliato, si sedette in terra aspettando l’indomani l’arrivo dei compagni.
Gli altri 11 proseguivano intanto su un terreno che aveva ai lati tante buche naturali molto profonde, un concorrente incuriosito da un rumore, forse la voce di qualcuno, che veniva dalla buca, si sporse per vedere e scivolò dentro. Quando, per fortuna, ne uscì gli altri erano già lontanissimi. Il rumore che aveva sentito non era altro che un ruscello che attraversava in profondità la buca.
Intanto gli altri 10 costeggiavano una gran parete di roccia, certo superarla voleva dire arrivare primi, ma lo sapeva quel terzo concorrente che perse la sfida quanto è pericoloso arrampicarsi senza le corde e le dovute precauzioni? Anche lui dovette rimanere bloccato a metà parete in attesa di soccorsi.
I 9 rimasti continuavano a seguire il sentiero ma il tempo peggiorava visibilmente, cominciò a piovere e due concorrenti si staccarono dal gruppo per ripararsi.
Il primo si mise nel letto di un fiume asciutto che però per la pioggia improvvisamente si ingrossò e lo riportò a valle.
Il secondo si mise sotto un grosso albero isolato in un prato che fu improvvisamente colpito da un fulmine. L’uomo si salvò ma per lo spavento non riuscì più a proseguire.
Erano rimasti 7 ora, la pioggia per fortuna stava smettendo e un concorrente decise di fermarsi per cambiarsi gli abiti bagnati. Scelta giusta certamente, ma non aveva avvertito gli altri che si era allontanato. La pioggia intanto aveva cancellato un segnale ma gli altri 6 erano riusciti per caso a trovare comunque il sentiero, lui invece che si era allontanato senza tenere d’occhio i compagni non lo aveva trovato ed era stato costretto a tornare indietro.
I 6 rimasti arrivarono su un’altura dalla quale si vedeva la loro città piccola piccola ma anche, dalla parte opposta, il sentiero che saliva verso la montagna da raggiungere per vincere.
Uno di loro decise di "tagliare" il sentiero per far prima ma quello che aveva visto era in realtà un tracciato diverso che portava in un’altra direzione.
Un altro concorrente invece si rese conto che non aveva più acqua nella borraccia e viveri a sufficienza per continuare, inoltre non era vestito in maniera corretta per andare in montagna dove ci vogliono sempre scarponcini, pantaloni lunghi e giacca a vento impermeabile, così, avendo freddo, fu costretto anche lui a tornare indietro.
Di quei 4 rimasti poi ce n’era uno con lo zaino stracolmo! E’ vero che è giusto essere sempre previdenti, ma non bisogna neppure esagerare perché lo zaino va poi portato per diverse ore durante la gita e non deve essere una sofferenza! Anche lui quindi sfinito dalla fatica si fermò.
Rimasero in 3. Uno stava riposando un attimo prendendo il sole su una pietra ma una vipera gli salì su un braccio. Per lo spavento scivolò perdendo parecchio tempo e per fortuna la vipera non lo morse! Mai mettere le mani nei cespugli o fermarsi al sole su una roccia senza prima aver guardato bene!
La gara quindi si giocava tra gli ultimi due concorrenti Robin e Peter.
Peter era più veloce e, infatti, era in testa, Robin però era più saggio.
Peter continuava a correre pensando ormai alla vittoria vicina, Robin sapeva che non sarebbe riuscito a correre così ma non se ne vergognava, anzi andava avanti con il suo solito passo, lo stesso con cui aveva camminato dall’inizio, quando era nella piazza.
Il sentiero si fece più stretto e Peter incurante continuò a correre, Robin sapeva che in quella zona il terreno era poco stabile, infatti Peter mise un piede su una roccia crepata e provocò una piccola frana ruzzolando per molti metri. "E’ sempre bene conoscere i pericoli della montagna per poterli prevenire" disse Robin.
Intanto era arrivato in cima dove lo attendeva il Re, partito il giorno prima, certamente più anziano di lui ma ancora molto saggio e preparato ad affrontare i pericoli della montagna.
Il Re fu allora soddisfatto di consegnargli la corona e il governo di quella tranquilla città.
Dietro la corona incisa a piccole lettere c’era la scritta: "Conosci i tuoi limiti e sappi rinunciare senza vergogna!" Forse proprio quella era stata la vera chiave del successo!
Matteo Pasotti