Ricette antiche

Premessa

 

Trovare in soffitta gli appunti di cucina della trisavola non è cosa di tutti i giorni. Però straordinariamente accade. C'è anche una data. Sul più vecchio dei quaderni ( non è realtà un quaderno ma l'insieme di fogli legati a mano e scritti con una scrittura elegante e precisa, per meglio dire in bella calligrafia come allora usava ), la data è 1830. I successivi appunti portano la data del 1915, segno che Clotilde , così come ho deciso si chiamare chi pazientemente conservò con cura sia gli appunti di sua nonna e poi i propri, era persona molto meticolosa. Non mi sento di cambiare il linguaggio dei primi e successivi perché proprio quello credo impreziosisca il tutto. Nelle prime ricette,  si misura in oncia e libbra ( negli appunti già c'è una conversione: un'oncia è pari a gr.31,1035; una libbra è uguale a 12 once quindi gr.375.242), sono misure usate in Italia e in altri paesi prima del sistema metrico decimale.

Mi sono un po' commossa nel leggere: queste ricette furono probabilmente trascritte con amore da qualche libro d'epoca o "estorte" alla cuoca di qualche famiglia patrizia al tempo del Granducato di Toscana.  Le prime portano il titolo: Di ben cucinare, le seguenti invece sono più vicine al nostro modo di esprimerci.

Le ultime raccolte sono dei primi del '900, di lettura più accessibile e quindi più realizzabili perché già più vicine al concetto di cucina odierna. Ne trascriverò qualcuna per la sezione apposita di Confidenzialmente, le più recenti da mettere più facilmente in pratica, intervallandole, quasi come documento d'epoca o curiosità con alcune dell'800 che sono altrettanto, volendo, riproducibili, come ricercatezza preziosa.  Rispetterò il linguaggio originale. E' evidente che volendole riprodurre ai tempi nostri, più che di fuoco sotto il piatto per mantenere in caldo, si parlerà di forno a calore moderato e così via, rendendo attuali le indicazioni.

Marzia

 

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