Amore virtuale
 
Ritengo che la considerazione dalla quale poi si svilupperà tutto il discorso sia la seguente: il pensiero adulterino è considerabile come peccato?
Certo, il pensiero è propedeutico allo sviluppo delle successive azioni, come però può non esserlo.
Il fatto stesso che una persona si piazzi ad ore davanti ad uno schermo parlando con persone dell'altro sesso non è per caso implicitamente un inconscio desiderio di misurarsi e di ricercare una comunicazione?.
E' inaccettabile per principio il fatto che gli strumenti in uso giustifichino l'atteggiamento. La chat favorisce le conoscenze con l'anonimato, permette di comunicare con il mondo e con un mondo, libera da pregiudizi di carattere psicologico, rafforza un desiderio di confrontarsi. Soprattutto libera un immaginario personale, dà spazio alle ombre che tutti noi abbiamo, ma la cosa più evidente è che favorisce le comunicazioni fra le persone fra cui esiste un rapporto medianico in sintonia. Come se i desideri inconsci si dirigessero verso altri soggetti pronti a recepirli e a trasmetterli anch'essi. Questo modo di comunicare, esiste e la persona non è in grado di gestirlo.
A volte rifletto sul fatto che molti evitino di confrontarsi con le cose che non vedono: esistono rapporti di medianicità, rapporti eterei, energie che si mischiano. La chat permette l'interazione fra questi soggetti.
E' così che cominciano le relazioni fra chatter, è così che in poco tempo anche il cattolico intransigente corre il rischio di essere condizionato da una relazione mentale con una persona che non sia la sua compagna o il suo compagno. A volte, prescindendo dalla volontà, a volte il desiderio di una felice novità supera un pregiudizio, peraltro già precluso dal fatto che non si conosce il soggetto con cui si parla.
Mentre per coloro che frequentano chat che parlano di sesso la questione è palese, per gli altri si pone la questione per cui da un gioco può pervenire un interesse. Ma anche una confidenza , il desiderio di evasione, la necessità di liberarsi da una mente oppressa dal lavoro e dalle responsabilità quotidiane aiuta una comunicazione con suoi simili... ed è normale che possano nascere relazioni in cui la mente fantastica e idealizza. Il pensiero è peccato????.
Il principio dice di si, soffermarsi sul corpo è come limitare la condanna all'effetto. Conta la consapevolezza o presunta tale.
La validità dei fondamenti di una religione si confronta sempre con l'evoluzione della società, adesso sempre più c'è uno scollamento fra l'arcaismo religioso rigido e censore ed una società che si evolve laicamente scardinando sistematicamente i principi religiosi o presunti tali. La storia ci insegna che la teologia difficilmente riesce a stare dietro ai cambiamenti della società.
Una semplice considerazione è quella che, considerare la fede in Dio come il riferimento per vivere la vita aiuta , anzi, impedisce, di arrivare alla tentazione di adulterio, la questione non si pone, pertanto.
Certo, son cose che solo i santi sono in grado di sentire o coloro che hanno deciso di vivere esclusivamente per il prossimo. Ad uno stato laico , ad una società presunta religiosa come la nostra, la questione non si pone perché già lontana dall'accettare intransigenze spirituali .
Paradossalmente, la questione si porrebbe se il senso etico della religione fosse un riferimento di vita, se venisse considerato come la parola di Dio, così come adesso , lo è sulla carta.
Se invece si ritiene che il concetto di evoluzionismo evidenziato dai teologi cattolici dell'800 sia la strada da percorrere, allora dobbiamo abbassare la guardia sui principi, l'eccessiva ipocrisia lo impone, e quindi, anche il pensiero di adulterio non è adulterio. E avanti così.

Franco da Pistoia

gennaio 2001

 
( La trasgressione diventa tale, io penso, concordando con te, nel momento in cui ci si rende conto che lo sia. Viceversa nella condizione opposta c'è da domandarsi se "l'ignoranza" o la buonafede già siano motivo di riduzione della... colpa. Il pensiero di adulterio è già adulterio? Qualcuno potrebbe avere la tentazione di pensare se se sia stato sprecato non procedere oltre la soglia dei pensieri. Ciao, Franco. Grazie per il tuo intervento sul tema. Marzia)
 

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