Clonazione umana o "bufala" natalizia ?
Mi è stato chiesto di esprimere un'opinione sul tema: ho tergiversato non avendo basi ed elementi scientifici tali da sentirmi ferrata sull'argomento. D'altra parte non credo ci si aspettino da me cognizioni tecnico-scientifiche. E quindi eccomi a riflettere e considerare i pochi riferimenti che ho.
Partiamo dalla notizia diffusa nel periodo delle festività natalizie, non a caso suppongo, per realizzare maggior clamore: la nascita di una bambina frutto di clonazione. Tempismo nella data che ritengo del tutto propagandistico, ma non per questo poco pericolosa, perché ha lo scopo di raccogliere consensi e adepti alla setta raeliana che già vanta 55.000 fedeli in tutto il mondo. Non che sia un numero rilevante finora, visto quanti siamo nel mondo. Ma si sa, i fanatismi, la storia insegna, sono spesso a rapida diffusione e con conseguenze drammatiche per l'umanità: cito … uno a caso, Hitler, che partiva dal concetto folle e criminale di selezionare una razza perfetta. E' anche il mito di Frankenstein, vecchio come il mondo, il delirio di onnipotenza che spinge l'uomo a identificarsi con Dio.
L'ultimo in ordine di tempo sembra sia il predicatore Rael, ex giornalista sportivo francese, depositario della rivelazione che l'umanità provenga dalla clonazione di scienziati extraterrestri, avvenuta 25.000 anni fa. Il movimento raeliano si costituisce nel 1998, ma nasce nel 1976, dopo un contatto con extraterresti nel 1975, nel quale Rael riceve la "verità" sull'origine dell'uomo. E' vero che la setta in questione si professa atea, ma è anche vero che il loro profeta aspira a identificarsi con "Dio" visto che ritiene di poter scegliere la propria eternità e decidere di creare la vita, perfetta come lo è nella perfezione dell'essere umano. In effetti, i raeliani si rifanno alla Bibbia, trovando in essa riferimenti di conferma: affermano che la vita sulla terra nasca scientificamente, tramite l'ingegneria genetica e la sostituzione del DNA, grazie a uno scienziato extraterrestre chiamato Elohim, nome che, nella Bibbia, dicono i raeliani, sarebbe stato tradotto in modo sbagliato con il nome "Dio".
Eva, il nome della neonata, dall'evidente ispirazione biblica, è nata con parto cesareo il 26 dicembre scorso. Tempestiva e significativa quindi, come detto sopra, la scelta della data (apprezziamo la delicatezza di non aver deciso il giorno precedente). L'annuncio della nascita di Eva è stato dato dalla direttrice scientifica di Clonaid, nonché "vescovo" della setta dei raeliani ed è quanto dire.
La Clonaid preannuncia nuove nascite ottenute con la sostituzione/manipolazione del DNA e chissà quanti, prima di Eva, tentativi falliti o risultati di mostruosità. Pare che una di queste nascite programmate sia destinata a coronare il sogno di una coppia lesbica che avrà un figlio dal DNA prelevato di una delle due "mamme" (e magari successivamente ci potrebbero riprovare anche con l'altro elemento della coppia) ottenendo una gemella di se stessa. Esattamente come Eva dicono sia, gemella della madre, ( ma non sarà mai perfettamente uguale visto che la memoria del passato ancora non si sa trasferirla).
E nessuna prova è stata data che Eva sia davvero frutto di clonazione perfettamente riuscita. Quindi, per il momento, molti scienziati ( e io spero che abbiano ragione) sono propensi a credere ad una colossale "bufala", nel caso in questione, "bufala natalizia".
Ma ammettiamo che tutto questo sia verificabile e dimostrabile, che la clonazione sia applicabile all'uomo con le dovute riserve già espresse da chi è competente, per esempio una deficienza immunitaria del nuovo essere, o l'invecchiamento precoce e così via, considerazioni che si sposano male con l'eternità futura invece proclamata.
Il mio modesto parere è che il dono grande, direi inestimabile, dell'essere umano sia stato, e spero sia ancora e per sempre, la sua unicità, che rende ogni esemplare o individuo, unico e irripetibile, non soltanto nella propria fisicità ma soprattutto nella personalità, esperienza, memoria: l'ES, l' essenza. L'uomo è anche il frutto di un'evoluzione continua nel tempo e, se si potesse tranquillamente ( tipo catena di montaggio), manomettere e replicare il DNA, fermeremmo il processo evolutivo, sarebbe in pratica lesa la libertà di essere e divenire, una sorta di riduzione in schiavitù, la condanna a restare fermi per sempre così come adesso siamo, esemplari che forse nemmeno è auspicabile replicare, visto come si rivela oggi l'uomo, distruttore di se stesso.
Marzia Plumeri
15/1/2003