Concorsi, vecchia storia...

 

Cicli e ricicli, vecchia storia di concorsi truccati, dove i migliori si trovano a scendere nella graduatoria, superati dal concorrente che avevano notato con lo sguardo sperduto e smarrito alla ricerca di un'ispirazione dal cielo, o da quello che al ritorno dal bagno, dopo richiesta urgente, è tornato con il fervore di chi ha avuto un'illuminazione, insieme ad un provvidenziale foglio che occhieggia dall'interno di una manica, non si sa bene perché mai non fosse apparso prima.

Storie di esami di maturità, o scritti universitari, dove chi scrive a volte (si spera rare o uniche) non è nemmeno l'aspirante autentico, ma sostituito da un amico molto più preparato. Supposizioni tratte da racconti riportati che niente dicono e tutto, con l'amarezza e la delusione dell'escluso che santi in paradiso non ne ha.

Basta tornare con la memoria a certi fatti familiari, concorsi di abilitazione col massimo dei voti allo scritto di concorrenti usciti dall'università cum laude. Scritto dell'esame di concorso col massimo voto di una commissione che diversamente non ha potuto fare data la perfezione dell'elaborato. Alla fine è sempre un documento impugnabile ed è rischioso alterarlo. Trovarsi ad orali finiti con l'applauso degli altri esaminandi in attesa, tanta la brillantezza e poi vedersi arrivare un voto di tre punti inferiore a quello meritato: l'amaro in bocca e la rabbia. Magra consolazione l'uscita, più tardi nel corridoio, di un commissario più giovane, dall'espressione contrita e schifata, a dire "mi dispiace mi dispiace" allargando le braccia per dimostrare che non si è potuto fare diversamente, ragioni superiori. E poi scoprire che gli altri che precederanno nella graduatoria sono nipote di, o sorella di, o figlio di.

Ricordi di altri tempi, episodi che potrebbero cambiare l'atteggiamento nei confronti della vita, rendere rinunciatari ed apatici.

Nei fatti recenti di cronaca, trasmessi in TV, c'è del nuovo: i commissari hanno "giocato" azzardando con gli elaborati scritti, si sono fatti più sfrontati o più stupidi e c'è la denuncia di candidati con la coscienza del giusto e la grinta necessaria per affrontare l'iniziativa di una denuncia, o magari con la convinzione di non avere più niente da perdere essendo stati esclusi definitivamente. Ma come andrà a finire questa inchiesta da mese di agosto, anno 2000, concorso magistrale a cattedra, con tre quarti d'Italia in vacanza, molti all'estero, con notizia ascoltata dai pochi rimasti in città a vedersi un telegiornale e qualcuno a ricordare vecchi episodi di abuso e l'amaro del ricordo nell'anima?

Marzia Plumeri

Ottobre 2000

 

Parliamone