Considerazioni

 

Ho letto un po' di articoli su Parliamone. Ebbene, non è che abbia molto da dire... Sono d'accordo praticamente in toto con te; mi sembri persona obiettiva e intelligente (ma c'è differenza?). Solo su due punti vorrei fare un commento:

1- In generale, ricorre il fatto che non vedresti di malocchio la pena capitale per i reati più efferati e, per fortuna, non hai tirato in ballo frasi del tipo "se avessero stuprato mia figlia.." o "se avessero ucciso mio marito/figlio/a...".

Voglio esprimere la mia opinione, ovvero ritengo che, come anche tu hai sottolineato, l'atto efferato è frutto di un processo che può durare una vita (non parliamo dei casi patologici palesi). Ebbene, nessuno vuole essere infelice, e i criminali non fanno eccezione. Se fanno qualcosa, è sempre un atto di estremo disagio... anche le persone più intelligenti cedono al meccanismo che le porta ad atti violenti. E' come la formazione del carattere di una persona, è come chiedere: "perché sei taciturno?" o "perché sei così estroverso?", non ha senso, è il frutto di molteplici stimoli nella formazione. Allo stesso modo, uno può diventare violento, o potenzialmente tale, a livello latente (il caso: "Era un signore così perbene, non avrei mai pensato...").

Vorrei far notare che, nelle società arcaiche, la violenza, come noi la intendiamo, non esiste, ergo, la violenza tra simili è frutto della società non arcaica, che io considero non-naturale. Inoltre, com'è noto, la vendetta è l'arma dei codardi e dei deboli, "a caldo" è concepibile, ma se ci si lascia il tempo di pensare, ci si dovrebbe accorgere che è inutile, se non per placare anime frustrate... motivo sufficiente per eliminare una vita? Preciso che sono ateo e non dò valore ad essa nel senso cattolico.

2- Mi è piaciuto il tuo commento sulla festa dell'8 marzo. La vedo come te, infatti la gioventù moderna (ma io parlo per le ragazze, nello specifico) manca di profondità di pensiero, non viene educata da genitori forti a pensare.

Come avrai capito da sopra, ritengo che la giusta società sia quella arcaica, perché siamo animali e dobbiamo soddisfare innanzitutto i bisogni base. Il nostro cervello si è evoluto adattandosi ad una struttura della società basata sul nucleo familiare e sul dominio esteriore dell'uomo all'interno di essa (anche nelle antiche società matriarcali con il culto della dea-madre terra) che secondo me, per induzione logica, dovrebbe appagare la coppia, avendo ognuno ruoli più o meno definiti da interpretare.

Capirai che mi sto riferendo a cosa ben diversa dal maschilismo (infatti chi si sogna di dire che la maggior parte delle specie animali evolute in cui v'è un maschio dominante è maschilista?). Penso solo che il concetto di ruolo sia da rivalutare, in quanto "naturale"; ora, come rende bene Oriana Fallaci in "Lettera a un bambino mai nato" tante donne ritengono più o meno inconsciamente che la maternità tolga loro libertà. Pazzesco, la cosa più naturale del mondo!

Inoltre, poni la domanda se non si va incontro ad un'era "femminista": penso di sì, ma pochi se ne accorgono. Noto un'arroganza velata fra le ragazze, che non riscontro tra i miei coetanei. Solo le intelligenti si comportano in modo obiettivo, ma come è noto se c'è testa tutto si risolve.

Mirko da Treviso

febbraio 2002

 

Parliamone