Due parole di saluto per Mike

Credo che ti sarebbe piaciuto, caro Mike, assistere alla reazione degli italiani alla notizia della tua partenza definitiva. Con quella tua aria un po’ sorniona e divertita e, nello stesso tempo, distaccata, avresti considerato che la tua vita è stata davvero spesa bene, se ti sei fatto amare, se il tuo pubblico ti ha considerato un sempre-verde e sempre presente, praticamente immortale, tanto da restare sbigottito alla notizia che te ne sei andato.

La sorpresa e lo sgomento, quell’attimo attonito di stupore e rammarico, ha preso tutti. Nonostante si capisca che avresti sperato di andartene così, silenzioso, discreto e signore, ricordando, tu, divertito, la credulonità di molti, che prendevano per gaffe la tua punteggiatura d’umorismo, intenta ad alleggerire un percorso che poteva risultare serioso.

Forse il mio tono confidenziale potrebbe disturbarti, ma la tua intelligenza sa quanto, entrando per decenni nelle nostre case, tu sia diventato familiare, nonostante qualche commento di un qualche opinionista improvvisato, che scambiava per ingenuità sprovveduta il sorriso di una tua battuta.

Sì, ti sarebbe piaciuto, constatare quanto sei stato amato e quanto resterai nei cuori di chi è cresciuto e invecchiato con te. Anche se non sei un Capo di Stato, o qualcuno di simile, avrai un grande seguito nel tuo ultimo tragitto. Sicuramente meno formale di altri. Sei stato un grande divo della TV. Ti hanno definito, giustamente, il padre della televisione italiana. So che di questo, adesso, potresti sorriderne compiaciuto, ma so anche che, ancor di più apprezzerai il ricordo indelebile, la nostalgia che lasci in ciascuno di noi che siamo il tuo pubblico sincero.

Marzia Plumeri

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