Fedeltà… infedeltà
E' un concetto ancora così fondamentale? Fedeltà all'Idea, ai propri principi, alla Patria, all'Arma, ai valori morali, al coniuge, al lavoro… un patto legato al rispetto prima di se stesso che dell'altro, sancito da un impegno scritto o verbale, legalmente o no… E la legge del cuore ha sempre meno voce.
Sollecitata da varie mail rivolte alla rubrica di corrispondenza del sito, cerco di trattare un tema difficile e controverso, oserei dire fuori moda: la fedeltà nella coppia, concetto ormai considerato di minor importanza, patto espresso con la voce davanti al sacerdote all'altare, o funzionario pubblico in Municipio. Stabilire quanto lo sia col cuore come impegno sacrosanto e morale è molto difficile. Di certo le unioni oggi si sfasciano in tempi molto brevi, motivi vari e diversi, principalmente l'immaturità e la leggerezza e la scarsa convinzione al momento dell'impegno preso. Si fosse trattato di un contratto d'affari sarebbe stato molto più difficile scioglierlo.
Veniamo al concetto di fedeltà/infedeltà nella coppia tradizionale uomo/donna, sposati o no. Essere infedeli oggi è considerato un peccato molto veniale: un tempo prerogativa soprattutto dell'uomo che veniva giudicato molto… bonariamente dalla società. Insomma l'uomo è uomo… se gli capita mica può tirarsi indietro, questo il luogo comune più frequente. Mi si dirà ( altro luogo comune) che spesso un marito tradisce con la moglie di un altro che quindi è altrettanto infedele nel confronti del partner. In passato, più facilmente di oggi, un marito poneva come attenuante ( concetto condiviso dai più) che con la moglie, in quanto tale, il rapporto sessuale doveva mantenersi in limiti molto rispettosi o asettici, giustificato da considerazione e riguardo ( certe cose.. con la moglie no). Di sicuro questo alibi valeva più nel passato, ma ancora oggi l'infedeltà, sia da parte femminile che maschile, si lega all'assenza d'intesa e confidenza di tipo sessuale. Con l'amante c'è già l'accettazione del proibito, quindi niente è precluso nell'espressione libera e sincera della propria sensualità e scambio fra i due.
Ma oggi che si può dire? Vale ancora quest'attenuante? Dalle confidenze giovani che ricevo pare di sì.
Torniamo al tema. La fedeltà sempre meno si lega oggi all'impegno preso, ma, santi numi, nessuno può negare che si leghi all'amore fra i due. Perché quando si ama si ha la mente presa totalmente dal pensiero dell'altro e diventa impossibile dare spazio ad altri/altre. Secondo me, nel momento stesso in cui si riesce a farlo, vuol dire che l'amore originale non c'è più. Allora mi chiedo se, finito l'amore, ancora si possa parlare d'infedeltà, perché la promessa di fedeltà è principalmente un patto d'amore.
Viceversa se così non fosse, fin dall'inizio, non ci sarebbe stato amore. E se non c'è amore, non c'è patto che tenga né promessa, c'è solo un rapporto impostato sulla falsità e l'opportunismo. E si parla d'inganno che non è più infedeltà, nel senso comune che si dà al termine, ma disonestà e assenza di rispetto dell'altro.
Marzia Plumeri
novembre 2002