La guerra di religione
Ascolto con stupore le considerazioni, i messaggi che provengono dall'Iran, non da una persona qualsiasi, ma dal suo uomo rappresentativo dello Stato.
Parla di uranio, parla di energia nucleare... parla di armi. Indica lo stato d'Israele come un nemico da distruggere, invoca la suggestione e l'anacronismo efficace del potere del fondamentalismo religioso che ripudia il rispetto... perché
è fondamentalismo cieco.
Immagino quelle vaste aree geografiche popolate da persone che per centinaia d'anni hanno subito dittature di Stato, e di religione che si erige a Stato, immagino persone abituate al buio di una ragione fatta di contenuti e processi mentali fuorvianti, irragionevoli per l'indipendenza e la liceità di pensiero dell'uomo, visto dal punto di vista occidentale.
Immagino un popolo cieco , ancor più cieco dei fascisti e dei nazisti negli anni 30. Un popolo cieco alla stregua della gioventù hitleriana, dodicenni il cui pasto era dato da marce in divisa, saluti a mani tese , culto della superiorità , antisemitismo, cieca obbedienza al dittatore eretto a simbolo, sostitutivo anche della religione, una forma anch'esso di fondamentalismo.
Uno spettro s'aggira nel cuore d'europa, e non è più un'idea nuova, rivoluzionaria, è un'idea di pochi, è un'idea già sperimentata, ma che è sempre nuova nella sua dinamica e sempre meno prevedibile il suo effetto, si tratta della globalizzazione.
In passato esistevano le colonie, gli Stati più forti esportavano la loro dittatura e beneficiavano, per mezzo di essa, degli stati occupati.
Adesso si esporta democrazia quando è necessario farlo, quando cioè investitori potenti hanno bisogno di avere materie prime e mercati in cui operare in condizioni favorevoli per farlo.
Nei paesi d’Oriente è stata usata massicciamente la religione per fini esclusivamente di mantenimento delle caste padronali dello stato e di speculazione del potere economico che quella situazione permette.
Ci fanno supporre, senza dirlo, che ci stiamo preparando ad una inevitabile guerra mondiale, una nuova guerra di religione, a causa del terrorismo che accende la miccia nella santa barbara del fanatismo islamico.
In poche ore, multinazionali e gestori di fondi internazionali possono mettere in ginocchio uno stato, la speculazione in questi termini , anche se non spara pallottole, è anch’essa terroristica.
La qualità della vita del nostro futuro è sempre meno legato alla nostra terra di appartenenza ma a un manipolo di persone che decidono come guadagnare di più.
Esiste un linguaggio di massa , esistono informazioni pilotate e parziali, esiste una volontà di indirizzare il pensiero , esiste l’intenzione di acquisire il consenso per gestire il potere. I due fondamentalismi si affrontano, il nostro, più potente, ricco, sapienziale, in giacca e cravatta, anelli rossi al dito, dove le multinazionali per mezzo dei suoi politici deve esportare democrazia, come i primi missionari cattolici a cui seguivano gli spagnoli, e deve esportare libertà e rispetto del pensiero , come le suore che nei lugubri conventi picchiavano le bambine che curiosamente e ingenuamente si toccavano il sesso.
L’uno, sopravvivendo a sé stesso, è costretto a mantenersi in piedi perché l’altro gli chiede un conto troppo grosso da pagare, che non è la libertà e l’emancipazione dei popoli, presuntuosamente da noi occidentali definita.
Questo ce lo fanno credere, ma si tratta della gestione delle materie prime , acquisizione di nuovi mercati.
Le multinazionali sono scontente, i poteri del medioriente annaspano con fatica e molti uomini moriranno per convinzioni secolari, costruite per mantenerli nell’ignoranza. Ci diranno che la guerra è necessaria perché il terrorismo va combattuto, e noi sappiamo tutti che il rispetto della diversità, come la diversità nel rispetto, sono valori imprescindibili per un essere umano consapevole, ma, immagino, molti chineranno la testa, altri per soddisfare l’ego salteranno sul carro, e sarà la storia che si ripete.
A parer mio ebbe torto Manzoni, la storia è scritta non dal popolo, ma ormai, in poche stanze grigie da volti oscuri e sguardi cinici.
Come vorrei che i miliardi di miliardi di materiali di morte come le armi fossero spese per coperte, medicine, cioccolate, caramelle per bambini ecc ecc e , se non accettati dai governi islamici, gettati dai bombardieri d'amore che sfidano la contraerea, facendo capire, col tempo, che esiste solidarietà e amore nelle persone che vivono in altre parti del mondo. I morti in battaglia, in questo caso , sì, sarebbero da beatificare, la loro sarebbe davvero una nobile morte. Ma è un sogno......
Credo nell’uomo, perché devo, ma prego Dio che l'amore prevalga, sempre.
Franco Da Pistoia
marzo 2006