Il cuore e la mente
Rifletto che il cuore è un muscolo che pulsa e scandisce il ritmo della nostra vita, ma è anche simbolicamente la sede dei nostri sentimenti ed emozioni e, da questo punto di vista, la sua capacità di amore è immensa, si potrebbe dire infinita. E questo è un dono che ci fa ricchi.
Poi c'è l'amore fra individui di sesso diverso che però si distingue perché è frutto di attrazione anche fisica, di impulsi ormonali che non hanno sede nel cuore, ma ugualmente importanti e vitali e che scatenano reazioni molto forti, a volte violente e irresistibili, e coinvolgono anche il cuore inteso come parte anatomica, che accelera le sue pulsazioni e palpita mentre si altera il ritmo sistolico/diastolico e si alza la pressione sanguigna... Forse per questo lo si è scelto come sede simbolica dei nostri sentimenti che altrimenti, secondo me, sarebbero stati ben collocati nella mente, del resto anch'essa definizione astratta, che sta per cervello con i suoi neuroni e quanto altro. Ma non voglio addentrarmi in campo che non mi compete. E invece, alla mente, è stato dato dato il ruolo della razionalità, penalizzandola, come se l'attrazione fisica non fosse un impulso scatenato da ferormoni che proprio nel cervello hanno la loro origine naturale.
Ma torniamo ai sentimenti collocati nella sede simbolica del cuore.
C'è amore in uguale, o simile, misura per fratelli, genitori, amici, che
siano uno, o due o molteplici. C'è anche l'amore più elevato per tutta l'umanità, quello che solo pochi eletti sanno realizzare e dimostrare.
Si possono amare, quindi, nella stessa famiglia più di un consanguineo o avere, all'esterno, due, tre e più carissimi amici... ma il discorso cambia nel rapporto fra due individui uniti da un legame sentimentale riconosciuto da entrambi, o consacrato, o legalizzato. E no! Qui subentra la morale, la legge, la tradizione, la religione e non è contemplato che si possano amare contemporaneamente due ( o più) individui di quell'amore che è sentimento e sessualità insieme. E quindi subentra l'obbligo di reprimere certe inclinazioni primordiali che alcuni non riescono a controllare e quindi non reprimono, anche perché da canoni e regole si tirano fuori.
Nemmeno si pongono il quesito e vanno, vivendo le diverse storie in contemporanea, soprattutto ... individui maschili che sanno destreggiarsi con disinvoltura, specialmente se hanno un'attività di lavoro che permette loro libertà di movimento affrancati da una certa supervisione a rischio: viaggi e quant'altro possono aiutare.
Ma si deve considerare che spesso la controparte è a sua volta una moglie 'infedele' ( o amante o fidanzata) che forse si barcamena anch'essa in una situazione che le è meno disinvolta e che la mette a rischi di giudizio molto più severi.
Ma il più delle volte ecco la confusione mentale, i sensi di colpa e così via. E poi le scelte drastiche o della vittima o del colpevole. Ricevo molte lettere a tale proposito.
Ma torniamo al sentimento, che per me sta nella mente più che nel cuore, che viceversa è solo il luogo terminale e di conferma di un impulso nato nel cervello.
Io credo che a volte si pensi di amare due persone contemporaneamente perché ciascuna di esse ha qualcosa di più o di meno che lo contraddistingue dall'altra. Ed entrambe possono essere care e importanti e sembrare addirittura indispensabili. Ma le regale sociali e morali condannano una simile eventualità. E, se non fosse che le regole sono spesso incentivo alla trasgressione, subentra un deterrente ben più importante che è il rispetto. Anche se… amando in egual misura due diverse persone non si toglie quella parte di sentimento dovuto all'una o all'altra e allora ecco che lo stesso rispetto diventa convenzione sociale.
Temo che, se seguito su questa strada, mi si taccerà di troppa disinvoltura, per non dire altro, mentre semplicemente cerco di essere obiettiva, analizzando dal di fuori. Preciso quindi che il comportamento personale e individuale ( vale anche per chi mi legge) è altro e il concetto di rispetto richiederebbe una riflessione a parte. Così come anche l'atteggiamento dell'ipocrisia.
Tutta questo mio argomentare scaturisce da una mail scrittami da una ventitreenne, alla quale ho risposto in altra rubrica. La ragazza si sente combattuta fra due amori e non sa scegliere, perché, quando ci prova, ha un'infinita nostalgia dell'altro amore. E' da giudicare trasgressiva e condannabile? Predisposta all'infedeltà? Non mi sento di giudicarla. Ma lei ne esce confusa, agitata fino alla nevrosi, conseguenza di sensi di colpa più o meno comprensibili o condivisibili.
Ebbene, nonostante tutto quanto io abbia scritto sopra, ritengo che quando questo accade, in realtà si tratti di amori sempre imperfetti perché mancanti, ciascuno, di una componente che appartiene all'altro. Piccoli amori immaturi, fatti più di desiderio d'amore, di considerazione e conferma di essere oggetto di desiderio, spesso prevalentemente legato alla sfera sessuale
Perché c'è da riflettere che quando l'amore è autentico, la mente ne è piena, così tanto che niente e nessuno può distrarla, se non infastidendola e ottenendo una reazione di ripulsa. Solo che c'è da domandarsi se esiste un amore così totale e assoluto e quanti lo vivono.
Alla fine due "piccoli amori imperfetti" , realizzano una sorta di surrogato o compensazione di vero amore che può ugualmente emozionare e rendere vivo un percorso di vita.
E quindi alla ragazza che mi ha scritto che dire? Solo di non colpevolizzarsi troppo.
Marzia Plumeri
3 settembre 2003