Lacrime e telegiornali

Sono stati mobilitati i cacciatori per abbattere centinaia di caprioli che hanno invaso boschi e campagne del Piemonte e della Lombardia, provocando, pare molti danni alle colture. Subito i telegiornali si sono impadroniti della notizia. Ovvio che venire a sapere che ci sono centinaia di animali da abbattere in poco tempo provoca turbamento. Ma i telegiornali sono fatti così, quando la notizia è grossa la danno, ma non si degnano poi di parlare delle migliaia di caprioli ed altri animali che vengono abbattuti regolarmente nei periodi di caccia. Anzi, nel dare la notizia dell’apertura della caccia, fanno sempre vedere cacciatori che abbattono fagiani e lepri. In questo caso nessun commento, nessuna lacrimuccia sulla sorte di quei poveri animali, anzi la notizia viene data con qualche entusiasmo. Per non parlare dei vari chef che nelle rubriche gastronomiche danno la ricetta della polenta col capriolo.

Poi le regioni, per ovviare al danno provocato sa un insensato sovrappopolamento, hanno deciso l’abbattimento di 600 capi ed hanno invitato i cacciatori ad armare le doppiette. Il primo giorno della caccia, si sono mobilitati gli animalisti e gli ambientalisti. I giornalisti e gli operatori dei Tg erano lì ed hanno ripreso scene della protesta e scene con caprioli morti. Una telecamera si è soffermata su una bambina che piangeva disperatamente per il capriolo morto. E qui scatta la prima ipocrisia. Si gioca sui buoni sentimenti, specie quelli dei ragazzini, per fare colpo; così alla gente che sta cenando con polenta e capriolo, il boccone va di traverso. Ma la stessa bambina piangente non viene fatta vedere nel corso dell’anno quando la strage di animali vari è continua.

Seconda ipocrisia: si mostra la bambina che piange per il capriolo abbattuto e subito dopo fanno veder i risultati dei bombardamenti israeliani sul Libano. Si vedono le macerie della città, si dice che c’è stato un bel numero di morti, tra cui molti bambini. Ma i cadaveri non si vedono… e nessuno piange per quei poveri morti. Forse i caprioli valgono più degli uomini, chissà…

Mariano Fresta

agosto 2006

Parliamone