Né pietà, né perdono
I recenti fatti di cronaca mi riempiono di orrore. La razza degli orchi non si estingue anzi si moltiplica e si fa branco. Il dolore si espande nel mio cuore come un'esplosione nucleare e non è che la minima parte del dolore dei genitori di quelle bambine martoriate e martirizzate. Non esiste pena sufficientemente grande per punire simili delitti. Non esistono parole, né pensieri per esprimere il sentimento di rifiuto e di condanna. Non esiste perdono, né pietà per i mostri che straziano innocenti.
Signore, perdonami se non provo pietà, né senso di perdono.
Un'amica al telefono m'informa che Chiatti ( è questo il nome?) il criminale che straziò a morte due bambini, lucido reo confesso, abbia ottenuto gli arresti domiciliari per buona condotta. Ricordo ancora il suo sguardo glaciale, privo di emozione o pentimento durante il processo, negli spezzoni di telegiornale. Pare che lui stesso abbia disapprovato, consapevole che il mostro che ha dentro potrebbe agire di nuovo. O forse teme per la sua persona? Non mi sento di fare commenti. Il silenzio è l'unica risposta.
Marzia Plumeri
settembre 2000
(Aspetto i vostri interventi: non deludetemi)