Non c’è confronto

Sinceramente, non capisco, il parallelismo fra un extracomunitario espulso per reati commessi. o perché privo di permesso di soggiorno (raramente). e il massacro estivo dei cani abbandonati.

Sono facce di medaglie diverse.

Per alcuni extracomunitari espulsi, migliaia di altri vengono accolti, specie in estate, all’arrivo sulle nostre spiagge, su barconi fatiscenti, poveri esseri umani stravolti da un viaggio di speranza, ma senza speranza, spesso senza approdo. Tutti meritano pietà, al contrario di coloro che entrano nel nostro Paese, progettando crimini in partenza. Ben pochi raggiungeranno le opportunità sospirate. Li troveremo ai parcheggi, ai semafori, agli incroci. Quando scendiamo dall’auto, a volte diventano aggressivi. Alcuni di essi rifiuterebbero un lavoro in fabbrica, se venisse loro offerto, perché economicamente insoddisfacente rispetto alla questua che questua non è, spesso pretesa come un diritto acquisito. Molti, anzi moltissimi altri, si espandono nelle periferie delle città (ma anche nei centri cittadini) e spacciano droga, si fanno strumento di disgregazione e morte. I più disperati, arricchiscono il mercato del lavoro nero, ne sono a volte inghiottiti, spariscono, sono carne da macello. Si confermano tutti un penoso e drammatico esempio di degrado e inefficienza politico sociale.

La questione dei cani abbandonati è altrettanto dolorosa, ma altra storia, esempio anch’essa di disumanità, però diversa. Anche se, non lo si può negare, il cane, molto spesso, è migliore dell’uomo. Maltrattarlo è crudele e incivile. E’ un essere vivente, tuttavia non un essere umano. Il miglior amico dell’uomo. Quello stesso uomo che lo tradisce e lo abbandona, come un giocattolo che non diverte più, fastidioso e ingombrante, al momento delle vacanze.

So che qualche proposta è stata fatta, chi abbandona un cane è penalmente perseguibile, lo stesso vale per chi non lo soccorre se lo vede ferito ai margini di un’autostrada. Senza considerare che fermarsi potrebbe equivalere a ritrovarsi in due, moribondi sull'asfalto. Ma le leggi e le regole, si sa, spesso sono imperfette o finiscono ignorate. E poi… in che misura il crimine sarebbe perseguibile? Quanti esseri umani investiti, feriti, o uccisi da pirati al volante e abbandonati ai margini delle strade? Anche se non sono cani. Qual è la pena per i responsabili? Ritiro della patente per un anno?

Io amo i cani e tutti gli esseri viventi. Per la morte di un mio cane ho pianto. Al solo ricordo, per lungo tempo, mi è stato impossibile trattenere le lacrime. Era un amico, mi voleva bene. Gli volevo bene. Ma non dimentico che fosse un cane.

Nonostante tutto, il cane, per quanto sia innocente e indifeso e subisca la crudeltà degli uomini, ancora non rappresenta la punta massima di tale loro crudeltà.

Non mi sorprende, quindi, quasi non mi scandalizza, la malvagità dei miei simili che abbandonano il loro cane. So quanto di peggio sanno fare. Penso agli orribili delitti impuniti ai danni dei propri stessi figli bambini, ai cuccioli d’uomo rapiti e sfruttati al mercato turpe della pedofilia, orfani abbandonati a se stessi nel degrado peggiore, o venduti a volte dagli stessi familiari, sfruttati al massimo, per poi, troppo usurati, diventare pezzi di ricambio nel commercio degli organi… preferisco non soffermarmi, tanto mi ribolle il sangue. Ripenso al rapimento della piccolo Maddy (e altri come lei) il cui appello è ancora presente in queste pagine, tremando all’idea di doverlo togliere, perché vorrebbe dire che Maddy non c’è più.

Il cane abbandonato mi addolora e vorrei che il responsabile fosse punito, ma perdonatemi, non mi sconvolge e strazia quanto la tragedia di quei bimbi, i cui responsabili vorrei fossero puniti molto di più e più lungamente di quanto qualsiasi legge umana preveda.

Marzia Plumeri

agosto 2007

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