Per V. Andraous in Spinello a  gogo'

Le droghe accompagnano l' umanità fin dall' alba della specie.
L' uso delle droghe è antico quanto l' uso del vino, del tabacco, della birra, tutte le più importanti sono state studiate, catalogate, sperimentate per provarne gli effetti; l' umanità è affascinata dall' alcool, dal delta-9-THC, dall' acido lisergico, dalla dimetiltriptamina, dall' MDA, ecc. ecc.., in una continua ricerca dell' essenza della felicità: un sogno che non è mai stato raggiunto, mentre è stata raggiunta la consapevolezza che queste sostanze creano solo sostituti illusori, spesso pagati a caro prezzo.
Non ci può essere ignoranza nell' uso di questo genere di sostanze: sarebbe come ignorare l' aratro, a cosa serve, sarebbe come demonizzare una spada o un coltello solo perché può essere usato contro qualcuno.
Per queste sostanze chiamate droghe, le varie civiltà hanno elaborato rituali che attualmente chiamiamo culture. Ne veniva così regolamentato l' uso ed erano sottolineati i pericoli, fornite eventuali avvertenze e modalità per evitarli, spesso creando tabù.Venivano usate nei più svariati modi, dalla ricreazione (molto poco, era
preferito l' alcool) alle pozioni magiche, dai rituali religiosi al combattimento. e lo sono tutt'ora.
E' solo in questo tipo di società moderna basata sul modello occidentale, quella nostra, che la droga ha assunto il connotato di piaga sociale, diffondendosi a macchia d' olio tra i giovani, diventando fenomeno di massa, generando così una nuova cultura, anzi una controcultura.
E' noto che l' alcool ogni anno uccide una cifra spaventosa di persone,
altrettanto le nostre strade.
Dico adesso che le strade sono pericolose! Ragazzi, evitate la strada, anche se voi che siete prudenti, perché quello che vi schiaccia, prima o poi, lo trovate! Ragazzi la strada mai! Suona ridicolo no? Eppure è la verità.
Perché allora esistono persone come te, che demonizzi la droga, che ti scandalizzi quando un giovane che tu definisci senza la saggezza e la coscienza di un adulto, ti dice che ha provato la droga? Cosa gli puoi dire adesso che lui ne sa più di te che probabilmente non ti sei mai fatto uno spinello?
Cosa pensi di ricavarci facendogli l' esempio del ragazzo tossico a bestia o facendogli conoscere i travagli di quello che è riuscito ad uscire dalla morsa soffocante della droga? Pensi di spaventarlo?
Te lo dico io, non fai niente, né male né bene, niente. Perché riceverà solamente un ammonimento, un "fidati di me che te lo dico io" che può essere ignorato in meno di mezzo secondo, senza nessun problema o rimorso di coscienza.
Perché la pericolosità insita nella droga, nell' alcool, nell' andare per strada in macchina, è il frutto proibito di questa società, non c' è male in queste cose, e il tuo modo di combatterle è lo stesso modo della stradale che ha l' autovelox come deterrente per far andare più piano gli incoscienti.
Così, per colmo delle cose, mi sembra che pure tu sia un mero frutto della società, all' antitesi di chi di droga si fa, colui che e messo lì a "combatterla".
Hai parlato di droghe che mutano a seconda dei tempi, tutti moderni però, di droghe che si adattano a seconda dei costumi, della moda, attribuendo loro solo parole come male, fragilità umana, debolezza: in questo modo non dici che cosa realmente è una droga.
Droga che fino al XIX secolo d.c. ha un uso autocratico, in quanto viene gestito dal potere con le proprie modalità e per i propri fini mistici, religiosi, terapeutici, bellici politici e perfino come strumento di delitto o di genocidio.
Riusciresti adesso a definire il bisogno di spiritualità che accompagna l' essere umano e la religione in generale?
Non è forse vero che anche le religioni sono autocratiche?
Non è forse vero che anche chi abusa della religione diventa spesso molto pericoloso?
Un fondamentalista? Un eretico?
Non è forse vero che le religioni più costrittive sono quelle che producono il maggior numero di esaltati?
Non è forse vero che i paesi dove l' alcool è vietato, a vita o fino ad una certa età, sono quelli con più problemi di alcolisti, giovani e non? L' unico intelligente tra tutti mi sembra il ragazzo, l' unico, tra i sicuramente molti suoi compagni che lo spinello se lo fanno ma non lo dicono, che ha agito sul piano della realtà, che mettendovi di fronte la sua verità vi ha messo tutti a tacere. vi siete scandalizzati, tu ti sei scandalizzato e lo vieni a scrivere perfino in giro, lo gridi quasi, tu che appartieni alla classe di chi la droga la dovrebbe combattere.
Hai scritto di lui come una specie di demonio che insinua con parole allettanti la voglia di droga nei più deboli, mettendolo a paragone di chi "trasmette la vita con servizio", come se nelle sue parole ci fosse solo una lusinga della morte e tu fossi portatore di verità.
Hai torto a parlare di tolleranza: ancora una volta dalle tue righe ho visto che l' hai confusa con l' indifferenza, con il silenzio, l' hai messa in una luce negativa; la "tolleranza" è una parola buona!
E' una virtù e non le si dovrebbero attribuire connotati dispregiativi.
Hai ragione a parlare di fallimento degli educatori e di società che sta a guardare.

A.N.

luglio 2003


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