Fiammelle di candele per i bimbi di Ossezia

Alcuni amici, a caldo, mi avevano chiesto di scrivere degli atroci fatti di Beslan in Ossezia, non me la sono sentita sul momento, perché l'orrore e l'emozione danno veemenza alle parole ma impediscono la lucidità e la riflessione e il solo scrivere esaspera il dolore che è pur sempre riflesso e non vissuto. Però lo strazio e le urla delle madri piangenti sui corpicini privi di vita dei loro figli è quasi insostenibile alla vista e al cuore, specie se sei madre e io lo sono. Niente è più atroce della perdita di un figlio e, se per violenza, anche di più. E così, eccomi a riflettere con voi.

E' vero, come scrive l'Andraous, che sulle bandiere della pace andrebbe scritto "I bambini non si toccano mai", tuttavia io marchierei a fuoco chi dà loro scandalo e fa del male, così che tutti sappiano sempre di quale colpa si è macchiato. Ho già scritto in passato che certi delitti davvero non meritano perdono.

Non so essere precisa nelle citazioni, ma anche se approssimata, ricordo che Qualcuno disse, e sta scritto, che "le porte del cielo saranno chiuse per sempre a chi dà scandalo ai fanciulli".

E penso anche a quei piccoli, che sono usciti vivi dal sequestro e massacro terrorista: non potranno mai dimenticare. La sorte li ha graziati della vita, ma quale seme si è innestato nel loro cuore, quale germoglio sarà pianta domani?

La stessa forse di quelle donne (e anche uomini, lo so, ma le donne sono madri) col cuore talmente saturo di odio e sete di vendetta e ferocia, da non lasciare alcun minimo spazio per un po' di pietà. Quale freddezza e indifferenza ha permesso loro di guardare la disperazione e il terrore negli occhi delle loro vittime innocenti?

Forse si sono date ragione ritenendo che in guerra il nemico va combattuto e ucciso e quei bambini altro non erano che i figli dei nemici, quindi nemici a loro volta, o potenziali nemici del domani. In qualche modo cerco di entrare nelle loro menti e di capire quella ragione che non esiste e mai potrei giustificare.

Ma non si dica che nemmeno il "più incallito dei delinquenti" si sarebbe macchiato di un tale misfatto, è solo retorica. Le pagine di storia e di cronaca nera sono lorde del sangue anche di bambini e i loro carnefici sono sempre e soltanto criminali. Da Erode a Hitler e quanti altri. E poi le guerre e le rivoluzioni, nessuna esclusa, che danno licenza, a chi nasconde un mostro sotto qualsiasi divisa, di compiere nefandezze e brutalità, liberando quell'istinto bestiale, che fa dell'uomo, nel branco, un essere che uomo non è, uno che prova piacere ad uccidere. Piacere che è facoltà, credo, solo dell'animale uomo.

Come chiameremmo chi sta dietro ai sequestri di bambini, al commercio degli organi, alla pornografia, pedofilia… se non criminali incalliti della peggior specie? E lì non si tratta di guerra o rivoluzione o odio smisurato per il male subito che si crede di poter restituire, o ragioni e ideali giusti o sbagliati, o manipolazioni e lavaggio del cervello, lì c'è idolatria per il denaro, c'è il MALE allo stato puro. Si saranno scandalizzati tali criminali dei fatti di Beslan ?

E' anche vero, così si racconta, che per chi commette violenza sui bambini o infanticidio, non c'è vita in un carcere ( è ancora così?), perché gli altri carcerati, non sanno tollerare la presenza di chi strazia bambini ( ma la vendetta non risolve e non resuscita... ).

Sì, forse l'istinto che dà il senso di rispetto verso i piccoli innocenti, è più facile trovarlo negli animali, che ancora conservano quel naturale senso di protezione verso i cuccioli. Ma non sempre nell'animale uomo. 

Mi fa star male il pensiero che un mostro dorma latente in ciascuno di noi e una qualche causa spaventosa e scatenante possa risvegliarlo. Mi dà dolore pensare che alcuni lo riconoscano e ci convivano e lo assecondino, dissetandolo di sangue.

Nelle fiammelle tremule di candele accese in ricordo di vite barbaramente spente vedo flash di memoria, immagini… Presenze invisibili e sguardi di innocenti che non hanno più domande. Sono memorie di bambini venduti, violati, sfruttati, scandalizzati, espiantati, affamati, disidratati, consunti… Memorie strazianti di pelle vizza su corpicini scheletrici sui quali si muovono mosche al pascolo di qualche residuo di vita. Sguardi adulti in occhi di bambini agonizzanti.

La luce tremula di fiammelle di candela sia anche per loro.

Ma più di fatti che purtroppo sono di tutti i giorni, o distanti, l'attualità del massacro di Beslan, nella sua dolorosa drammaticità, è vivo, presente e ci sconvolge, per la ferocia e la causa che non è ragione: la condanna è unanime e forte è il coinvolgimento. Anche perché, non possiamo negarlo, ci dà il senso del pericolo per i nostri figli: ci conferma una realtà che non risparmia alcuno, né ha rispetto dell'innocenza e ci fa paura. E i cortei di dolore che sfilano in silenzio, sono partecipazione e commozione, ma anche un modo di esorcizzare la paura e quell'inconfessabile senso di colpa, che nasce dal sentirci responsabili di cause e ragioni o dal solo fatto di essere parte del genere umano capace di simili orrori. Facciamo che la luce tremula della candele non si spenga.

Marzia Plumeri

Settembre 2004

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