Risposta a Mirko da Treviso
Non sono favorevole alla pena di morte, non so da dove lo hai dedotto, forse dall'orrore a caldo di una notizia di cronaca. Ma nemmeno sono favorevole a lasciare libero chi ha commesso atti efferati e può commetterne ancora: non tanto per punire il responsabile, che merita compassione per la sua incapacità di amare, quanto per proteggere qualche altra vittima innocente e risparmiare altro dolore.
Non mi sento, con questa mia risposta in contrasto col mio articolo "Né pietà né perdono", perché in esso era evidente, spero, la mia amarezza per non provare né pietà né perdono in quel momento per i colpevoli, di fronte alla mostruosità dei fatti così recenti.
Ma, ribadisco, non ammetto la pena di morte, perché nessuno ha il diritto di togliere la vita, ma appunto per questo, a maggior ragione, nemmeno l'omicida ne ha diritto. A me basterebbe che gli anni di condanna al carcere fossero scontati tutti e non per vendetta, credimi, solo per le ragioni che ho esposto sopra: altrimenti sembra che solo gli assassini abbiano diritti e meritino pietà.
Mi fa piacere che l'articolo sull'8 marzo ti trovi in perfetto accordo, qualcuno mi ha detto che ho una visione... maschilista, ma come al solito, è una questione di opinioni. Io sono per il buon senso e l'intelligenza e, già che ci siamo, mettiamoci anche il cuore. Sulla maternità, beh, hai letto come la penso: è un dono grande e un privilegio.
Marzia Plumeri
aprile 2001