Né pietà né perdono
Ricordo "Schindler list", quel film riguardante l'olocausto, la mia memoria si sofferma ancora su quella bambina di circa 3 anni vestita di un cappottino rosso che spiccava nel bianco e nero del film e che veniva accompagnata, senza la madre, nei forni crematori.
Ricordo quel cappottino rosso sopra un barroccio insieme ad altri vestiti anonimi senza il corpicino. Quella scena mi ha commosso più di tutto il film perché ho sentito in quel corpicino l'assurdità di una morte inutile e senza motivo. Quel cappottino era la rappresentazione più efficace della cattiveria dell'uomo accecato dall'ideologia.
Ho in mente le parate militari della seconda metà degli anni 30 in Germania... coloro che erano condizionati dal nazismo e sono ancora vivi sono assai più criminali di un malato come il Chiatti, eppure ci sono uomini e governi che chiudono gli occhi.
Ho in mente quel fungo terribile che si disperdeva nell'aria
Ho in mente le navi salpate da Talamone e, probabilmente, cariche di mine antiuomo, le aziende erano della nostra civile e perbenista Italia, tutti lo sanno, la politica ha dato le giuste motivazioni per legittimare la costruzione e la vendita delle armi ( che viene fatta dai governi sottobanco)... bisogna armarsi per avere la pace.
Ricordo la battaglia giusta ( se così si può definire una guerra) del golfo e gli spettatori ai telegiornali, e le aziende militari dei paesi occidentali che vendono e svuotano i loro arsenali perché ormai obsoleti.
Ricordo la guerra nei Balcani e gli aerei che sfrecciavano sopra le nostre teste.
Mi tornano in mente le donne musulmane violentate dai serbi per fare figli...
Penso ai bambini brasiliani e messicani rubati ai loro genitori per procurare qualche organo ad un figlio di professionista del nostro paese, alto, capelli biondi , occhi scuri ( azzurri è più difficile da trovarsi in quei luoghi).
Un delitto efferato, frutto di una mente malata come quello , anzi, quelli commessi dal Chiatti, è tremendamente raccapricciante, non si può non condannare, forse nemmeno giustificare... ebbene, io lo giustifico perché malato e critico un'insensibilità collettiva , un'ipocrisia palese spesso inconscia. Spiego perché.
Una violenza così inusitata e assurda , fine a se stessa , riferendomi al delitto del Chiatti, entra nella profondità del sentimento delle persone, ma la motivazione , palese, dello scandalo in generale , della liberazione del soggetto ,non risiede forse più nel pensiero che le persone malate alla testa si celano dietro una vita apparentemente normale? non è forse una paura improvvisa ma inconscia di correre il rischio per cui anche il vicino di casa potrebbe rapirci nostra figlia?
Io credo che l'uomo, stupidamente, abbia sempre bisogno di certezze, quelle certezze che non avrà e non potrà avere mai.
Certezze significa sicurezze, stabilità, nel caso nostro egoismo .
Tutto quello che sfugge alla ragione fa paura.
Ma quando si parla di menti violente e malate non si parla di ragione, si parla della ragione del malato in funzione della sua follia.....
Lo stato potrà reprimere con leggi, limitando ad una mente malata di commettere ulteriori crimini...e questo è auspicabile, ma dopo un Chiatti ce ne sarà un altro . C'era, mettiamolo in galera, manteniamocelo, ma ricordiamoci che lui è un carnefice lucido ma folle, una mente razionale malata, un essere che si disprezza da solo.
La società, giustamente, ha bisogno delle sue regole a salvaguardia dei cittadini, ma tanta legittima indignazione serve soprattutto a sciogliere delle paure somatizzanti.
Ho visto solo movimenti politici che con buona capacità strumentalizzante manifestare contro le guerre che succedono via via in paesi lontani dal nostro, ma ho visto ben poca gente spendere di persona la propria vita per un mondo di pace
L'assurda liberazione del Chiatti mi ha fatto riflettere sul fatto che il vero scandalo è la nostra ipocrisia indiretta, la scarsa memoria, il far prevalere l'istinto rispetto alla ragione, nel giudicare la e le violenze .
Concordo sul fatto che Chiatti debba tornare in galera, che si renda necessario un atteggiamento meno permissivo nei confronti di menti malate, vere e proprie bombe ad orologeria.
Ma se auspichiamo meno violenza , se consideriamo i delitti nei confronti di tutti, ma soprattutto nei confronti dei minori come una cosa deprecabile e per la quale vale la pena muoversi... perché non sentire amplificato il bisogno di motivare la nostra vita per far cessare la violenza nei confronti dei minori che muoiono di fame, che vengono impegnati nelle guerre, che fanno palloni di calcio a 6 anni per un pugno di riso, che vengono stuprati da noi occidentali nelle filippine ecc.
Oppure esistono violenze con valenze diverse?
Oppure l'istinto che depreca si affina bene solo se il mostro è vicino a casa nostra?
Eppure, un artefice di tanti misfatti potrebbe essere quel doppiopetto blu che possiede la villa sopra casa vostra... ma questo non si vede e passa inosservato.
Certo, l'indignazione è un atteggiamento impulsivo incontrollabile, è bene indignarsi per tutto, ma ad una mente malata scoperta è possibile mettere una museruola, a quelle menti che lucidamente, razionalmente e con cognizione di causa fanno uccidere questo non è possibile.
Franco da Pistoia
settembre 2000