SAN VALENTINO
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14 Febbraio
(ovvero… una rosa)
E' per antonomasia il protettore degli innamorati, ma è difficile risalire all'origine di questa scelta. Anche perché, il 14 febbraio del 273, San Valentino, perseguitato dal Senato Romano, morì martire sotto l'impero di Aureliano e, quindi, la data si lega al ricordo del suo martirio.
Forse fu eletto a protettore degli innamorati per aver celebrato, allora vescovo di Terni, il matrimonio fra una giovane donna cristiana e un legionario pagano, il massimo della comprensione e liberalità per quei tempi. Da allora, ancora oggi, molti chiedono di sposarsi il 14 febbraio, nella Basilica si San Valentino a Terni.
Altre fonti, non so se più attendibili, fanno risalire il titolo di "patrono degli innamorati", alla data in cui gli uccelli iniziano a nidificare, sentendo il risveglio della natura e quindi dell'amore.
Fatta questa premessa, la festa di San Valentino viene celebrata in tutto il mondo, da chi è sufficientemente romantico e indiscutibilmente innamorato, per lo meno… uno dei partner nella coppia, mentre l'altro si adegua per non deludere le aspettative, o per farsi perdonare qualche piccola digressione.
E', come molte altre, una festa indiscutibilmente commerciale, o lo è diventata in modo esasperato nel corso degli anni. Un'ennesima occasione in più per reclamizzare l'acquisto di un regalo, dal più modesto al più costoso. Il bombardamento di pubblicità su stampa, TV, Internet lo dimostra.
Chi mi legge sa quanto io rifiuti le strumentalizzazioni di una festività anche importante ai fini consumistici. Ma, chissà perché, in questo caso, non mi sento di criticare in modo drastico questa consuetudine. Forse perché provo tenerezza per gli innamorati. Dai più ai meno giovani.
Innamorarsi e amare è un gran privilegio. Mi inteneriscono le coppie che per quella sera, affidano i bambini ai nonni ( ma i nonni non festeggiano?) e vanno a cena fuori, magari tornando nel ristorante dei loro primi incontri. Oppure quelli che, per San Valentino, si scambiano un sorriso in più e una rosa.
Una rosa va sempre bene, i negozi dei fiorai ne traboccano in quel giorno. E aumentare l'incasso di un fioraio,considerando il genere, non è poi un così grande spreco. Un marito che rientra a casa con una rosa per la moglie, può rasserenare un momento di piccola crisi e… guadagnarsi una tregua. In alcuni casi potrebbe provocare una reazione opposta, quando c'è motivo di dubitare dell'altro e si sente in quel gesto romantico una presa in giro. Ma sono solo eccezioni, perché in una storia realmente in crisi, nessuno pensa di regalare un fiore.
E' certo che l'amore vero non ha bisogno di rituali, si dimostra in diversi momenti al di fuori di una ricorrenza con fatti ben più importanti di una cena intima o un fiore. Ma diciamo che un fiore può essere una punteggiatura appropriata in un lungo discorso ricco di significato. E un piccolo gesto gentile, può far capire che il pensiero ritorna al passato, ai primi approcci, in cui tutto era o sembrava poesia.
Rileggo e forse sono stata troppo "mielosa". Vi assicuro che i fiorai non mi hanno promesso una percentuale, forse dovrei…pretenderla???
Marzia Plumeri
febbraio 2002