Marco studente della Terza T
TUTTO E SUBITO
ho letto tutto lo scritto...
devo dire che ha rispecchiato a pieno la schiettezza che volevamo... di seguito le posto un mio commento personale riguardo l'articolo...
Ha ragione... l'invidia, che noi abbiamo incluso in una delle possibili motivazioni, non è di certo l'invidia riferita alle azioni incoscienti compiute da molti, noi volevamo intender un’ idea diversa... o meglio... noi ci riferivamo a quei ragazzi che ancora sanno divertirsi consciamente, che sanno differenziarsi gli uni dagli altri, un’invidia della possibilità che questo tipo di ragazzi possono sfruttare da subito... io ho maturato diverse idee su ciò...
La prima è che i grandi di oggi, commentano noi immedesimandosi in quello che sarebbero stati loro ai giorni d'oggi... mi spiego... io credo che oggi nel criticare si faccia troppo riferimento all'IO che sono stati... IO avrei fatto questo, IO avrei voluto questo... si immedesimano troppo a mio avviso...
Loro sono cresciuti di anni di restrizioni e non di libertà... sono cresciuti nel rispetto di genitori, nella paura delle punizioni, nella voglia di farsi distinguere... noi siamo l'esatto contrario... noi siamo nati nella libertà, possiamo fare, chi di meno chi di più, tutto... ed è questo lo sbaglio... lo sbaglio non è nostro o loro...
Lo sbaglio è di tutti... di una società che non lascia scampo... in cui come menzionavi, i bambini li cresce la scuola, non la madre... non si insegnano più l'amore il rispetto i valori... si pensa solo a fare il minimo indispensabile... (con questo non voglio fare una critica ai professori...).
I grandi e noi secondo me ai giorni d'oggi sono divisi... divisi da un muro di libertà...
La seconda ipotesi è legata alla prima ma è più dura della prima nei confronti dei genitori...
Questa è maturata da una discussione con mia mamma del progetto... lei mi ha detto che lo sbaglio è solo ed esclusivamente dei genitori... che hanno voluto dare ai loro figli ciò che loro non hanno avuto...
Tipico esempio.... mia mamma tornava a mezzanotte a casa a 18 anni.... io ci torno da quando ne avevo 15 e mezzo...
Io per fortuna non rientro in questa fascia di persone in quanto i miei dei limiti me li hanno sempre dati e continuano a darmeli... e la differenza tra me e molti altri è che so che lo hanno fatto per il mio bene...
Mia mamma pensa, e mi ha quasi convinto, che la colpa sia di tutto quello che ci hanno permesso... La noia, la svogliatezza è dovuta al fatto che abbiamo già provato tutto e che cerchiamo altro... (altro che tipicamente è la droga) Loro hanno cercato la loro completezza, le esperienze più tardi di noi...
Noi abbiamo sperimentato tutto e subito... per questo i ragazzi di oggi, non credono più, non sperano più, non sognano più, non amano più, lo hanno già sperimentato, e in maniera sbagliata xk precoce...
Io spero che quando noi saremo i grandi, capiremo dove hanno sbagliato i grandi di oggi e dove noi ragazzi di oggi... che i nostri figli cresceranno, sì nella libertà di esprimersi, ma condizionatamente, a poco a poco... xk c'è un’età per tutto... io ho la fortuna di credere e di sperare ancora...
Quanto ai bravi ragazzi... bè io penso che semplicemente siano quelli con la testa sul collo... quelli responsabili e comprensivi... che sanno vivere la vita in maniera piena... e non quelli che vanno bene a scuola... la matematica è una cosa... la vita un'altra... e oggi forse le cose sono andate un po’ confondendosi... Nella nostra gioventù non c'è chiarezza... e forse è giusto che il prima possibile essa venga fatta...
Marco Direttore del Gruppo
"Noi che non siamo gioventù bruciata ..."
della 3a T - Istituto Abba di Genova
giugno 2009