Grasso e vecchio ( …dei kamikaze…)
Sono vecchio, europeo, grasso e
arrabbiato.
Vorrei essere giovane e arabo per
capire il senso della morte mentre, di contro, pavento i miei ultimi giorni
incannulato in un ospedale e pervicacemente attaccato alla vita.
La rabbia che ho è perché non
capisco. Vedo solo la semplicioneria interessata dietro la leggerezza con cui
tutti additano i kamikaze islamici come dei fanatici senza cultura.
Vedo e non capisco, né capisco perché
io invece visceralmente li ammiri.
Non è perché si immolano (la teoria
dell’agnello sacrificale mi è estranea): li rispetto profondamente perché
sanno scegliere l’unica cosa che nessuno di noi saprebbe scegliere.
Vorrei cha la mia cultura fosse tanto
potente da farmi perdere la paura della morte.
Vorrei poter credere così
intensamente in una causa da regalargli la mia vita.
Sono europeo, grasso e ignorante.
Finora sapevo solo, dal catechismo,
della storiella di “Muoia Sansone con tutti i Filistei”, ma, cavolo! Sansone
era incatenato, non aveva alternative. Cristo era addirittura inchiodato: anche
volendo (a meno che non fosse un dio) non aveva scampo. Mica ci è salito con le
sue forze sulla croce. Ce lo hanno portato anche se non di mala voglia: sapeva
anche lui di avere un destino da compiere, come un qualunque Hassad che segue un
corso di pilotaggio di Boeing 947.
Questi giovinetti palestinesi hanno la
freddezza di attraversare i check point, percorrere chilometri con indosso la
bomba per infine farsi esplodere per un’idea.
Posso pensare che uno di loro sia
pazzo, forse due, ma tutti, insomma: cosa è? Una follia contagiosa. Un virus.
No no, non capisco e forse non capirò
mai.
Certo che vi in loro una forma di
sacralità ben più intensa di quella del mio popolo che raggiunge l’acme allo
scioglimento del sangue di San Gennaro per giocare gli opportuni numeri al
lotto.
Beh! Si, insomma: che vi è di meno
nel sacrificio per Hallah di ciò che possiamo trovare nel sacrificio per il dio
cristiano.
Di un unico Cristo in croce se ne è
fatto un vangelo bimillenario: che dovremmo scrivere per questi sconosciuti che
appaiono dieci minuti alla CNN e scompaiono.
Credo niente. Ma almeno rispettarli.
Accettare l’ignoranza che ci nega di
comprenderli, ma rispettarli.
Sono un europeo vecchio e grasso;
probabilmente anche stupido.
Ho creduto a suo tempo nell’immaginazione al potere, ho creduto nel comunismo fino a Piazza Tien An Men; ho vissuto per la solidarietà e l’uguaglianza. Ora tutti ridono di me dietro la loro Visa Golden Oro. Lasciatemi scivolare verso una morte qualunque con l’interrogativo, e l’invidia, per chi riesce addirittura ad uccidersi per il suo stupido ideale.
Roberto
Virdis
ottobre 2000
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Caro Roberto, come vedi inserisco il tuo pezzo, scritto con la capacità di chi ha il dono di saper scrivere. Io rispetto la tua opinione, anche se non la condivido, così come rispetto ogni filosofia e religione. E siamo in molti in Italia, considerando quante Moschee sono nelle nostre città (oltre altri luoghi di preghiera di diverse altre religioni). Non so quante chiese cristiane siano state erette in certi altri paesi, dove rischi molto se vieni trovato con un Vangelo in mano.
Però, come sempre, anche le mie parole urgono, dietro i pensieri.
Il Cristo "scelse" di immolarsi sulla croce per il bene degli altri, fin da principio. E non per uccidere. E avrebbe potuto tirarsi indietro, se avesse voluto: gliene fu data la possibilità.
Mi disturba il confronto con i kamikaze, mi suona blasfemo. Ma mi inserisco nel tuo raffronto per supporre che essi non abbiamo davvero la possibilità di tirarsi indietro: sono stati scelti molto precocemente e potrebbero morire di morte ben peggiore, se per caso si tirassero indietro: solo una mia supposizione da ignorante. Il sentimento che mi suscitano è eventualmente di pietà.
Gli eroi sono altri: quelli che per gli altri sanno sacrificarsi, si immolano per dare vita e non morte. Mi passa per la mente un nome, un flash, che definiresti, forse, banale: Salvo D'Acquisto. Sai uno di quelli che si fanno avanti spontaneamente e si immolano innocenti, confessandosi colpevoli per salvare altri innocenti. E tanti, non sai quanti come lui, dei quali nemmeno ricordiamo o conosciamo il nome.
Ma si sa, io sarò forse una reazionaria, (spesso mi accusi di questo, ma ma non è così ), pecco di "semplicioneria", come tu dici… magari sono fuori moda, ma non interessata. Tuttavia... sono contenta di essere come sono.
Marzia
ottobre 2000