A Benedetta

( da zia Silvana)

 

Vorresti essere

sempre

con me.

Vorresti stringermi

nelle tue piccole mani

come se io fossi

un topolino di peluche.

Vorresti portarmi,

ovunque vai tu.

Vorresti essere

la mia seconda mammina,

ed un giorno,

tu la sarai.

Vorresti dirmi

che mi ami

più dell’intero universo;

quante volte

me lo dimostrasti, Benedetta!?

Vorresti essere molto più grande

per me,

ed io ti sussurrerò

che lo sei

da quando nascesti.

Ora, scommetto

che se tu fossi:

"Maghina Magò"

vorresti, anche,

farmi guarire.

Grazie, Benedetta

dei tuoi doni,

del tuo puro sentimento.

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IL RUSCELLO.

Come un uomo,

il ruscello vive,

scorre e soffre.

Lo agita la brezza

Quando fruscia

Nell’atmosfera.

Il sole

lo scalda

come ogni altra creatura.

E patisce

allorché l’individuo

lo contamina.

Ma il ruscello

non può pronunciare

una parola,

è sempre, là,

denso di tristezza.

Si librano

gli augelli specchiandosi,

ogni tanto discendono

a terra,

sperando di dissetarsi,

ma l’acqua inquinata

può seminare

la morte.

" Povero ruscello,

quanto sei utile,

quanto sei umile;

ma quant’ è grande

il tuo gemere!"

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DARE

Bisogna dare,

se vogliamo

sentire

il cuore cantare

e danzare.

Bisogna amare,

se desideriamo

non essere dimenticati.

Bisogna seminare

speranza,

se aneliamo

di scoprire

il nostro vero senso

per cui siamo

stati chiamati quassù.

E’ necessario sorridere,

se non bramiamo

trovarci nell’oscurità.

E’ essenziale lottare,

se ambiamo

di sentirci dotati

di ricchezza interiore.

Bisogna:

donare,

cantare,

amare,

lottare,

gioire

per un nonnulla,

se siamo assetati

di intravedere

il Cristo

in ogni nostro fratello.

 

           Silvana Pagella

Le nostre poesie